Vernice

Se questa pioggia potesse servire a sciogliere i demoni di vernice vischiosa. Della vernice che è parte di.

Te.

Perché per quanto ci ostiniamo ad apparire forti e indifferenti, c’è sempre una parte di qualcuno che a un certo punto decide di andar via. E strappa la tela, incurante di tutta la tempera usata per renderla più bella. Fuoriesce. Esce fuori.

Lascia la lacerazione del vuoto.
La tirannide dell’evidenza.
I toni e gli sfumati del non colore.
Il varco tra ciò che doveva essere. E ciò che è. Il terrore che tutto il futuro c’è già stato.
Perché non esiste il tempo dentro un dipinto interrotto da chi ne dava un senso.

E tu, per sopravvivere, reciti la parte di chi oltrepassa i brandelli, oltre la cornice, e non si volta mai indietro.

Annunci

Dicotomie

Vivere in bilico, tra ciò che hai e ciò che vuoi.

O se vogliamo, tra tutte le parole che domini e il silenzio che ti imponi. Tutto. Anche quello.

Perché a volte la verità di cui si è capaci non ha nemmeno troppo senso. Il significato delle cose che vivi può disperdersi, può addirittura infrangersi nell’unica realtà che possiedi.

Oggi ho pensato a te. Mi è stato detto così. Ed era un pensiero bello.
E poi, mi hanno rivelato, il mio sguardo si è fatto buio. Come il vento di questa notte che ci ha sparpagliati via, in un momento infinito.

Per un attimo, infine, i nostri corpi si sono toccati. Ed è stata la fine del mondo. La fine di tutto. Perché il tutto coincide col niente.

E nasce da queste evidenze di silenzi e significati ogni lacerazione interiore.