Francia: si alle adozioni gay. Italia: ancora omofobia

Come amo dire da un po’ di tempo a questa parte, il mondo dei diritti GLBT – e dei diritti in genere, perché una società più giusta per la comunità rainbow è una società più giusta in senso lato – conquista nuovi avamposti.

Dopo la legge sul matrimonio gay in Islanda, anche l’Irlanda, la settimana scorsa, ha varato la sua legge per le unioni civili, mentre in Francia da ieri è possibile adottare per le coppie gay e lesbiche.

Le due notizie, buone di per sé, non hanno bisogno di ulteriori commenti. Volevo invece far notare un aspetto che reputo triste e degradante e che evidenzia l’arretratezza culturale della nostra società. Ho letto del caso francese su Informare per resistere, una fan page di Facebook che si occupa di informazione. I commenti alla notizia sulle adozioni sono quanto di più squallido possa esserci.

Premetto che Informare per resistere ha una chiara matrice progressista, laica e antiberlusconiana. Basta leggere le informazioni del profilo per rendersene conto. I suoi iscritti, perciò, dovrebbero essere vicini a certe tematiche o comunque ben disposti all’ascolto e al dialogo.

E invece:

«Personalmente trovo [che un minore] stia meglio in orfanotrofio che con un esempio di devianza direttamente a casa.»
«Una coppia omosessuale (e perché solo alle coppie e non ai tris, ai poker, alle doppie coppie..?) non ha la stessa dignità di una famiglia naturale…»

«Non abbiamo idea dei traumi psicologici che potrebbe subire la vita di quell’esserino se la famiglia venisse stravolta fino a quel punto, almeno che decida lui.»
«Oddio povera bimba….. come farà a raccontare che gli è venuto il ciclo mestruale, oppure il primo bacio, o sciegliere [sic] i trucchi.»

Questi i commenti, scritti da persone che qualora non ignoranti sono semplicemente omofobe, e quindi indegne di sedere accanto a chi si fa portatori di valori quali il rispetto per l’essere umano.

Le argomentazioni sono sempre quelle, per altro riprese acriticamente dalla predicazione della chiesa cattolica – mandante morale di tutta l’omofobia che c’è – la stessa che per prima parla di natura e poi lascia stuprare a branchi i bambini nelle sue sagrestie.

Di fronte a questa povertà argomentativa, pregna di una certa cretinaggine intellettuale, parlano i fatti. E i fatti sono semplici.

L’estensione della facoltà di adozione permette al giudice di scegliere tra più candidati. Se tra una coppia etero o una gay sarà ritenuta più adeguata la prima, il minore verrà adottato da quella. O viceversa. Nessuno ruba niente a nessuno.

Le coppie omogenitoriali, invece, ottengono un importante risultato. Accanto al genitore biologico viene riconosciuto il partner, lo stesso con cui il minore vive, vedendolo come una figura interna e imprescindibile del nucleo familiare. In Italia se io avessi un figlio naturale, il mio compagno non potrebbe prendersi cura di lui in caso io morissi e il bambino verrebbe affidato a un istituto, a parenti che magari lo hanno visto come il figlio della devianza o addirittura a sconosciuti.

Infine, gli omofobi si mettano l’animo in pace. Ciò che fa una famiglia non è il sesso dei coniugi (o dei componenti) ma l’amore che li lega e che dà linfa vitale al loro progetto di vita. Tutto il resto è pregiudizio, che nel resto del mondo viene sconfessato attraverso legislazioni avanzate e che per certi italiani è argomento di conversazione. Misera a ben vedere.