Sfogo

Arrabbiatevi!

Ho quasi quarantuno anni e sono stanco di dover combattere non solo con chi ci distrugge progetti, speranze e dignità ma anche con chi gli dà mandato per fare tutto questo in nome di un bene superiore che poi si traduce in privilegio di pochi. Avete vent’anni, giusto? Spaccatelo sto mondo e non dite sempre e solo “sissignore”, porca troia!

Poi io magari lo lascerei pure il mondo all’ignavia delle nuove generazioni. Però non venite a lamentarvi se, laurea in mano, finite per lavorare cinquanta ore a settimana in un call centre e se qualcuno di voi viene licenziato perché gay. Il tutto magari a 500 euro al mese, ferie non pagate.

E scusate il francese!

No B Day: il piddì fa come piace a Silvio

Come in molti ormai sanno, il 5 dicembre ci sarà una manifestazione di protesta sulle malefatte del nostro premier. Non solo per quelle delle quali è accusato nei tribunali della Repubblica, ma anche quelle che fa in parlamento per evitare gli stessi tribunali in cui dovrebbe andare come qualunque altro cittadino, visto che fino a prova contraria saremmo in democrazia.

Questa manifestazione è stata organizzata da comuni cittadini e cittadine che, si legge nel sito ufficiale dell’evento, «ritengono Silvio Berlusconi una pericolosa anomalia del sistema democratico italiano».

Aderire all’evento è semplice, basta essere a Roma il 5 dicembre 2009 alle ore 14, in piazza della Repubblica, portandosi dietro un indumento color viola: una sciarpa, un cappello, una maglietta, ecc. Per la sua natura, inoltre, la manifestazione è apartitica, ragion per cui non sono permessi vessilli di questo o quel partito. In altri termini, è una libera iniziativa della cittadinanza, la voce del popolo che attraverso strumenti democratici si organizza e esprime il proprio dissenso, secondo quanto previsto dalla Costituzione, verso un disegno eversivo che mina le basi del diritto e della democrazia nel nostro paese, disegno incarnato dall’attuale maggioranza al potere e dal suo leader.

Stando così le cose, il principale partito di opposizione dovrebbe avere come imperativo categorico quello di aderire e di fornire un aiuto concreto alla libera iniziativa popolare: d’altronde, un partito che si chiama “democratico” dovrebbe favorire le iniziative che cercano di salvaguardare la democrazia.

E invece.

Il piddì non ci sarà e non aderirà ufficialmente al No B Day. La scusa è di stampo benaltrista: non è una manifestazione che propone, va solo contro. Il piddì, partito che ha caratterizzato la sua cifra politica in nome dell’ignavia, adesso vuole farci credere di avere delle idee. Dimenticano i dirigenti del pd che la piazza ha il diritto di arrabbiarsi e che sta proprio alla politica fornire soluzioni alternative anche prendendo spunto da ciò che la piazza richiede. E il 5 dicembre gli italiani onesti chiederanno che si torni dentro il dettato costituzionale. Non aderire a questa evidenza è un atteggiamento politicamente idiota, se non complice di quel disegno eversivo che è incarnato dal nostro premier.

Per rimediare a questa vergognosa assenza, il pd organizzerà, subito dopo, una manifestazione “propositiva”, in cui diranno non solo un NO al cavaliere, ma proporranno l’alternativa. Cosa che dovrebbero fare in parlamento, a dire il vero, magari presentandosi in massa e votare contro provvedimenti contro lo scudo fiscale. Tanto per fare un esempio. Scudo fiscale passato grazie alle assenze del partito guidato da Bersani, dalla Bindi, dalla Binetti.

Giorno 5 dicembre in piazza scenderà il popolo del diritto e della democrazia. Non aderire ufficialmente al No B Day, significa non avere a cuore la libertà di questo paese. Concludo facendovi notare come nel manifesto dell’iniziativa dei piddini, non compare mai il nome del premier. Una scelta in pieno stile veltroniano, a ben vedere, il leader del centro-sinistra che ha consegnato l’Italia intera all’attuale destra al potere. Una scelta di un partito che fa opposizione così come Berlusconi la prevede: senza che il capo della maggioranza venga attaccato, senza che il suo nome venga fatto, senza che le sue magagne vengano messe alla gogna. Questo, purtroppo, è il partito democratico.

L’alternativa a tutto questo c’è: andare il piazza il 5 dicembre. Sta a noi, liberi cittadini e libere cittadine, prenderci la libertà che i rappresentanti politici di entrambi gli schieramenti (con qualche lodevole eccezione) non hanno intenzione di salvaguardare.