No B Day: il piddì fa come piace a Silvio

Come in molti ormai sanno, il 5 dicembre ci sarà una manifestazione di protesta sulle malefatte del nostro premier. Non solo per quelle delle quali è accusato nei tribunali della Repubblica, ma anche quelle che fa in parlamento per evitare gli stessi tribunali in cui dovrebbe andare come qualunque altro cittadino, visto che fino a prova contraria saremmo in democrazia.

Questa manifestazione è stata organizzata da comuni cittadini e cittadine che, si legge nel sito ufficiale dell’evento, «ritengono Silvio Berlusconi una pericolosa anomalia del sistema democratico italiano».

Aderire all’evento è semplice, basta essere a Roma il 5 dicembre 2009 alle ore 14, in piazza della Repubblica, portandosi dietro un indumento color viola: una sciarpa, un cappello, una maglietta, ecc. Per la sua natura, inoltre, la manifestazione è apartitica, ragion per cui non sono permessi vessilli di questo o quel partito. In altri termini, è una libera iniziativa della cittadinanza, la voce del popolo che attraverso strumenti democratici si organizza e esprime il proprio dissenso, secondo quanto previsto dalla Costituzione, verso un disegno eversivo che mina le basi del diritto e della democrazia nel nostro paese, disegno incarnato dall’attuale maggioranza al potere e dal suo leader.

Stando così le cose, il principale partito di opposizione dovrebbe avere come imperativo categorico quello di aderire e di fornire un aiuto concreto alla libera iniziativa popolare: d’altronde, un partito che si chiama “democratico” dovrebbe favorire le iniziative che cercano di salvaguardare la democrazia.

E invece.

Il piddì non ci sarà e non aderirà ufficialmente al No B Day. La scusa è di stampo benaltrista: non è una manifestazione che propone, va solo contro. Il piddì, partito che ha caratterizzato la sua cifra politica in nome dell’ignavia, adesso vuole farci credere di avere delle idee. Dimenticano i dirigenti del pd che la piazza ha il diritto di arrabbiarsi e che sta proprio alla politica fornire soluzioni alternative anche prendendo spunto da ciò che la piazza richiede. E il 5 dicembre gli italiani onesti chiederanno che si torni dentro il dettato costituzionale. Non aderire a questa evidenza è un atteggiamento politicamente idiota, se non complice di quel disegno eversivo che è incarnato dal nostro premier.

Per rimediare a questa vergognosa assenza, il pd organizzerà, subito dopo, una manifestazione “propositiva”, in cui diranno non solo un NO al cavaliere, ma proporranno l’alternativa. Cosa che dovrebbero fare in parlamento, a dire il vero, magari presentandosi in massa e votare contro provvedimenti contro lo scudo fiscale. Tanto per fare un esempio. Scudo fiscale passato grazie alle assenze del partito guidato da Bersani, dalla Bindi, dalla Binetti.

Giorno 5 dicembre in piazza scenderà il popolo del diritto e della democrazia. Non aderire ufficialmente al No B Day, significa non avere a cuore la libertà di questo paese. Concludo facendovi notare come nel manifesto dell’iniziativa dei piddini, non compare mai il nome del premier. Una scelta in pieno stile veltroniano, a ben vedere, il leader del centro-sinistra che ha consegnato l’Italia intera all’attuale destra al potere. Una scelta di un partito che fa opposizione così come Berlusconi la prevede: senza che il capo della maggioranza venga attaccato, senza che il suo nome venga fatto, senza che le sue magagne vengano messe alla gogna. Questo, purtroppo, è il partito democratico.

L’alternativa a tutto questo c’è: andare il piazza il 5 dicembre. Sta a noi, liberi cittadini e libere cittadine, prenderci la libertà che i rappresentanti politici di entrambi gli schieramenti (con qualche lodevole eccezione) non hanno intenzione di salvaguardare.