Oggi su Gay’s Anatomy: “Elezioni presidenziali francesi: la vie en rouge”

Non illudiamoci. L’eventuale ritorno dei socialisti al governo non determinerà un’immediata risoluzione dei problemi e non sono prevedibili cambiamenti realmente innovativi, rispetto all’architettura sociale dell’occidente, ancora troppo informata su un sistema economico incancrenito ma lungi dall’essere sostituito da un modello alternativo e valido.

Così come non bisogna sottovalutare l’exploit dell’estrema destra, seppur anche questo dato va letto come un atto di protesta, anche del ceto medio, contro una destra istituzionale ormai capace di prendere ordini solo dai mercati, piuttosto che adatta a governare.

Eppure, in Francia, qualcosa sta cambiando… anche per i diritti delle famiglie GLBT. Scoprilo su Gay’s Anatomy!

Annunci

Complimenti, Hollande. Auguri, Montalcini…

Ieri, 22 aprile 2012. Due notizie importanti. Una mi ha dato speranza, l’altra mi ha commosso.

La prima, quella di cui tutto il mondo parlerà: la vittoria, al primo turno, del candidato socialista François Hollande, col oltre il 28% dei suffragi, alla presidenza della Repubblica Francese.

Non illudiamoci. Il ritorno dei socialisti al governo non determinerà un’immediata risoluzione dei problemi e non sono prevedibili cambiamenti realmente innovativi, rispetto all’architettura sociale dell’occidente, ancora troppo informata su un sistema economico incancrenito ma lungi dall’essere sostituito da un modello alternativo e valido.

Ma ci sono degli importanti elementi di novità: il nuovo vento di sinistra in Europa, la voglia di cambiamento rispetto alla gestione della crisi, l’avanzamento dei nuovi diritti (Hollande si è detto favorevole all’allargamento dei diritti della comunità GLBT, a cominciare dalle adozioni), l’auspicabile fine del sistema Merkozy, che tanto ha affamato popoli come quello greco…

La vittoria, ovviamente, non è scontata. Si può solo sperare per il meglio. Vero è pure che l’arroganza di Sarkozy e il modello di rigore imposto dalle destre europee viene bocciato senza appello. Il prossimo inquilino dell’Eliseo dovrà fare i conti con questa evidenza.

La seconda: il compleanno di Rita Levi Montalcini. Centotré anni, un Nobel per la medicina, un sorriso sempre sereno. Montalcini, ebrea, partigiana, scienziata: una delle voci ancora vicine ai giovani, al mondo della ricerca. Una donna che, anche nei momenti più bui, non si è mai arresa ed è andata avanti rincorrendo il suo sogno, le sue aspirazioni. In altre parole: un modello.

Vederla sorridente, con la coppa di champagne, mi ha commosso e mi ha restituito una speranza.

Per queste ragioni, e non solo, auguri professoressa. Di fronte al dilagare della follia e delle mediocrità del presente, esempi come il suo ci rendono fieri e fiere di essere nati in questo paese.