Halloween e i preti che nessuno invita alla festa

hungry-history-the-halloween-pumpkin-an-american-history-EE Amicone – quello che i gay si possono curare – fa tripli salti carpiati per dimostrare che è una festa che qualcuno ha rubato all’unica, vera religione esistente.
E padre Amorth parla di zampino del demonio.
E le menti più provate fanno cartelloni da esibire su Facebook in cui parlano di cultura della vita (e aridaje) contro cultura della morte.
Eccetera eccetera.

Io credo che dietro la querelle di certi cattolici contro Halloween ci sia una profonda invidia. Il mondo occidentale ha recuperato, trasfigurandola, una tradizione pagana che non ammette intermediari. Un po’ per gioco, un po’ per business, un po’ perché c’è chi ci crede davvero. E fa presa, anche a sud delle Alpi. E questo ai preti non va bene, perché non sono previsti. Un po’ come quelli non invitati alla festa del momento che non possono fare altro che parlarne male.

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P.S.: io non credo a forme di vita superiori, divinità di vario tipo, ecc. Ma una parte di me ama i simboli e conserva una sua spiritualità. A me fa bene credere che, per una notte, il mondo dei morti e il mondo dei vivi si uniscono e non ci vedo nulla di diabolico, in tutto questo. Ieri ho celebrato Samhain (l’altro nome della notte del 31 ottobre) così: una candela accesa, fuori nel terrazzino, melograni e frutta secca per le anime dei defunti, le voci dalla cucina e i pensieri dentro. Verso chi non c’è più, con profondo affetto. Poi qualcuno saprà dirmi cosa c’è di malvagio in tutto questo.

Lo “scherzetto” di Scalfarotto a Marino, che offende gay e lesbiche che si sposano all’estero

Ivan Scalfarotto

Ivan Scalfarotto

Qualcuno mi ha fatto notare, fino a poco tempo fa, la mia predisposizione ad avercela con la categoria dei gay renziani, magari considerandola un po’ eccessiva. Qualche appartenente alla specie in discussione, invece, ha puntualizzato la stessa cosa ma includendola nella sfera delle patologie mentali. Stesso procedimento, a ben vedere, che fanno i detrattori dell’omosessualità cercando di medicalizzare il fenomeno. In altre parole, secondo queste persone, se non ami Renzi qualsiasi cosa lui faccia – perché qualsiasi cosa lui faccia è a fin di bene – sei pazzo. Basterebbe, perciò, questo tipo di considerazione dell’avversario politico per qualificare la persona LGBT filogovernativa, ma siccome non ci facciamo mai mancar nulla, la farsa assume il sapore della tragedia.

Parliamo di Ivan Scalfarotto: o perché costretto dalla sua appartenenza politica o perché sinceramente ispirato – o ancora perché avvicinandosi Halloween ha ben pensato, incerto tra “dolcetto e scherzetto”, di regalarci una chicca dal vago sapore horror – ha cavalcato il processo di discredito ai danni di Ignazio Marino, scrivendo un lungo e verboso post in cui cerca di dimostrare il fallimento politico dell’ex sindaco, tanto inviso al suo premier. Tra le peripezie argomentative del nostro, il fatto che un’azione politica, una legge, un’iniziativa non è mai buona o cattiva di per sé, ma va prima valutata in base a una serie di circostanze. E quindi, se non scontenta il popolo, se non dà fastidio i poteri forti, è buona politica. Altrimenti non si fa.

Quindi il sottosegretario enuclea tutti gli errori fatti dall’ex primo cittadino. In questa galleria degli orrori, lo sventurato lettore si trova di fronte la seguente dichiarazione:

Trascrivere i matrimoni delle coppie gay e lesbiche è giusto? Bene, andiamo avanti. E se poi il Papa in persona, cioè la figura planetariamente riconosciuta come la più carismatica e popolare del momento, mi prende a pesci in faccia, pazienza. Un giorno me ne sarà grato pure lui.

Per Scalfarotto, Marino non doveva trattare allo stesso modo le famiglie LGBT a quelle etero, semplicemente per il fatto che il capo di stato di un paese straniero può risentirsi. Un sottosegretario del governo italiano si dimostra così più attento al favore di una casta religiosa che al benessere dei cittadini e delle cittadine del paese che dovrebbe rappresentare. E questa è la classe dirigente di un partito che dovrebbe approvare le unioni civili…

Scalfarotto si scaglia contro le trascrizioni

le parole di Scalfarotto sulle trascrizioni

Ritornando alla categoria del “gay renziano”: guardando la vicenda politica del sottosegretario (e di qualche altro/a dentro il partito), potremmo definire tale tipologia (anche) come “colui o colei che utilizza la sua omosessualità per favorire e avvantaggiare la sua carriera politica dentro il partito”. Dopo tali dichiarazioni, non si vorrebbe arricchire la definizione aggiungendo: “e colui o colei che, una volta consolidata la sua posizione dentro il partito, utilizza la sua carriera per rendere svantaggiosa l’omosessualità degli altri”. Perché questa è la sensazione, almeno dalla famigerata legge sull’omo-transfobia in poi.

In aggiunta a tutto ciò, invito a riflettere su un’altra definizione, quella di collaborazionismo, che recita, dizionario alla mano: “disponibilità a svolgere lavoro politico, organizzativo e di sostegno ideologico a favore del nemico”. Non so se si può applicare a certe esternazioni, forse fatte per compiacere il proprio leader. Di sicuro, certe parole dispiacciono, e non poco, a quei gay e a quelle lesbiche per bene che ancora non hanno diritti, anche grazie al partito in cui militano i gay renziani stessi. E feriscono un po’ tutti/e noi se si pensa che sono dette o scritte per prendere le parti del capo di una chiesa che ci tratta da invertiti, da persone che stanno fuori dal progetto di Dio e che per questa ragione non meritevoli di avere le stesse possibilità delle persone eterosessuali. Scalfarotto, qualcuno lo avverta, ha fatto esattamente questo.

La torta di Halloween

preparando gli ingredienti...

preparando gli ingredienti…

E poi succede che ti rendi conto che a casa c’è un po’ di tristezza. Perché la vita a volte fa la stronza. E siccome non sto parlando di me, ma delle persone che mi stanno accanto, non posso scendere in dettagli, per ovvie questioni di privacy. Allora, quand’è così, sai che si fa? Si prepara da mangiare. Una torta di zucca, visto che è Halloween. E siccome è Halloween ed io sono elfico, ci mettiamo in mezzo un bell’incantesimo. Come? Un passo per volta…

Torta di Halloween

Ingredienti:

  • pasta frolla (fatta in casa o comprata)
  • ricotta, 400 gr.
  • mascarpone, 400 gr.
  • zucca, 250 gr. (già mondata e pulita)
  • zucchero di canna, 200 gr.
  • quattro uova
  • vaniglia, una fialetta
  • spezie (noce moscata, zenzero, cannella), un pizzico

La zucca è un frutto magico ed il 31 ottobre è un giorno di passaggio, chiude un ciclo e ne apre un altro. Allora affinché i problemi che ci rendono tristi diventino sempre più piccoli, sbuccia e taglia la zucca a pezzi piccoli e mettili a cuocere in una casseruola, con pochissima acqua. A cottura ultimata, sgocciolarla e strizzarla per bene.

Quindi metti nel frullatore mascarpone, ricotta e zucchero di canna. Frulla per bene, quindi aggiungi la zucca, le uova e le spezie. E mentre il frullatore fa il suo dovere, pensa a come i problemi sono diventati piccolissimi, digeribili, quasi inconsistenti…

...e dal forno in tavola!

…e dal forno in tavola!

Imburrare una teglia a bordo alto, e posarvi la pasta frolla. Io preferisco farla in casa – non c’è un’unica ricetta, ognuno ha la sua e se ne trovano molte sui siti di cucina, a cui vi rimando – e quando la base sarà pronta, versare la crema che sarà venuta spumosa, leggermente rosata e molto profumata. Come la vita che volete per voi e per chi amate.

Mettete in forno preriscaldato. La cottura è variabile da forno a forno. Io ci ho messo due ore (il mio non è ventilato), ma la pasta frolla dovrà risultare dorata, e la crema ben ambrata e gonfia. Quando sarà compatta (avendo cura di controllare per non bruciare il tutto), tirate fuori dal forno e fatela raffreddare. La torta va servita ben fredda, in modo che la crema si rapprenda. Intanto la vostra casa profumerà di dolci e se vi piacerà crederlo, sarà il profumo che volete dare al nuovo corso degli eventi.

Per il resto buon appetito. E posso garantirvi che le persone che ieri erano un po’ giù, oggi sorridevano, mentre facevano colazione con una fetta di questo dolce.

P.S.: essendo una ricetta pagana, in occasione di una festa osteggiata dalla chiesa, e visto che ormai ce lo mettono un po’ ovunque, anche questa può essere spacciata per cucina “gender”. Converrete.

Aspettando Samhain

La zucca l’ho comprata.
La magia c’è.
Gli incantesimi staranno, prima di ogni cosa, nelle nostre risate.
Nella nostra alleanza.
Lasceremo andar via le ombre.
E la pioggia non farà più paura. Ed è questo il miracolo più grande.

Buon Samhain a tutti e a tutte. O Halloween che dir si voglia.

Halloween (Samhain): istruzioni per l’uso

Oggi faccio proprio l’elfo…

Quello che noi chiamiamo Halloween è, in realtà, l’antico capodanno celtico.
La bella stagione va via, comincia il lungo inverno, regno del buio, delle tenebre e padre della futura rinascita delle stagioni, delle specie, della vita.
Come ogni finestra, nel mondo magico, come ogni passaggio da una dimensione all’altra, il varco che si apre è magico e permette agli uomini e alle donne di entrare in comunione col loro spirito, con gli spiriti dei defunti, con l’anima del mondo.

Chi non c’è più, per l’occasione, abbandona la terra delle ombre per tornare sulla terra dei vivi.

È questo, perciò, il periodo migliore per buttarsi alle spalle le cose che, dell’anno appena passato, non ci piacciono più o non ci sono mai piaciute e per avviare un nuovo ciclo. È il tempo, inoltre, di onorare le anime dei nostri antenati che vagano per la terra e che possono venire a trovarci.

Per Halloween, che in lingua celtica si chiama Samhain, si possono perciò fare dei riti per propiziarci fortuna, benessere, per onorare i defunti.

Ecco alcuni rituali semplici che si possono fare la notte tra il 31 ottobre e il primo novembre.

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Magia della mela

Prendere una mela e tagliarla in orizzontale. Troverete una stella al suo interno, simbolo del pentagramma. Mangiare la mela intorno a mezzanotte, per avere fortuna per tutto l’anno a seguire. Bere anche del sidro o del succo di mela.

Seppellire una mela, intorno a mezzanotte, serve a nutrire le anime dei defunti che tornano in terra per reincarnarsi.

«Altra pratica era quella di pelare una mela con movimento continuo, senza mai fermarsi, gettare la buccia ricavata alle proprie spalle e, qualsiasi lettera essa avesse formato, sarebbe stata l’iniziale del nome del partner della propria vita» (tratto da qui).

Magia della quercia

Raccogliere da un ramo di quercia spezzato o caduto per terra, una foglia. Portarla con sé, nel proprio diario, in agenda, come segnalibro. Ci proteggerà dalle energie negative.

Raccogliere le ghiande, dando una ghianda agli amici ed ai familiari come augurio di buona fortuna.

Magia degli alimenti

Imbandire una tavola con una tovaglia arancione o nera e una candela dello stesso colore. Lasciare un posto in più, apparecchiato, per tutta la notte, per i nostri defunti che vorranno riposarsi dal loro tragitto terreno.

Lasciare fuori di casa un piattino con dei dolci, per rifocillare le anime degli antenati. Questo ci attirerà il loro favore.

Magia della zucca

Per chi ne è capace. Svuotare una zucca, darle un “volto” e posizionarvi una candela. Porre alla finestra o fuori dalla porta questa lanterna, così ottenuta, che guiderà il tragitto dei nostri antenati.

Magia del fuoco

Prendere una candela, concentrarsi sulla fiamma e pensare all’anno appena trascorso, tracciando i propri bilanci. Scrivere su un foglio di carta tutte quelle cose che non vi sono piaciute dell’anno appena trascorso e bruciare il foglietto su un calderone, o su un posacenere. Gettare la cenere al vento, che porterà via le vecchie abitudini e aprirà il nuovo anno alle novità.

Accendere, anche, delle candele su tutti i davanzali, con un piccolo ringraziamento o con qualche parola per gli spiriti.

Magia dei profumi

Se avete la possibilità brucia un po’ di fiori secchi (la lavanda va benissimo, o anche i fiori d’arancio).

Bruciare, per l’occasione, incensi alla cannella, alla salvia, al cipresso (indicato per allontanare il dolore, soprattutto in amore).

In un angolino che più ci piace, spargere per terra sale e lavanda, possibilmente verso est dove sorge il sole, e evocare un raggio che dia luce e spirito positivo. In questo periodo in cui l’oscurità va verso il massimo. Poi si raccolga il tutto e lo si conservi in un sacchettino dentro un cassetto.

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Scegliete voi i riti che più vi assomigliano, o inventatene di nuovi. La regola è quella di aprire se stessi a una nuova vita, lasciando decadere ciò che della vecchia esistenza non  ci basta più.

Per il resto, buon Samhain, o buon Halloween, a tutte/i!

P.S.: si ringraziano Aisling Eywör Siobhan e la strega Mox per i magici consigli.

La trave nell’occhio tra Halloween, i gay e l’evasione fiscale

Come ogni anno in questo periodo, la chiesa cattolica si lancia nella sua solita crociata contro Halloween, la cui colpa, secondo i porporati d’oltre Tevere, è quella di deviare i fanciulli e i ragazzi di oggi dalla dottrina cattolica della festa dei santi e dei defunti, per farli approdare verso le sponde di un orrorifico neopaganesimo. Il fatto che ogni hanno si ripeta questo mantra sostanzialmente idiota lascia intuire, con ogni evidenza, quanto sia fallimentare questa battaglia culturale. Che poi quest’anno si voglia osteggiare il “consumismo” legato a questa ricorrenza con un altro tipo di business che scomoda addirittura padre Pio, la dice lunga sulla reale natura del problema…

La chiesa, per altro, evita di dire, a questo riguardo, che il copyright della festa in questione non è di certo cristiano ma, per l’appunto, pagano. Gli antichi celti, infatti, festeggiavano nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre il proprio capodanno.

Del resto, le stagioni calde lasciano il passo a quelle fredde. La natura si colora con le tinte del sonno, dell’ibernazione, del buio. I campi sono vuoti, le spighe torneranno col bel tempo. Questo passaggio tra la vita e la morte, tra estate e inverno, segna l’origine della festa di Halloween. E il mito era così antico e autorevole che i primi cattolici, non potendolo estirpare, lo assorbirono cambiandone il nome.

In buona sostanza quando sua santità o i suoi rappresentanti in terra si scagliano contro questa festività bisognerebbe ricordar loro che sono degli impostori. Sic et simpliciter.

Certo, verrebbe da dire che con tutti i mali che affliggono il fan club di Gesù Cristo le festività pagane dovrebbero essere l’ultimo dei problemi a cui interessarsi. Corruzione interna, un grado di moralità più vicino ai pozzi petroliferi che ai cieli dell’Empireo, lo scandalo della pedofilia che ormai è cronaca quotidiana in tutto il mondo, scandali finanziari, istigazione all’odio per le persone GLBT, appoggio alle peggiori dittature del mondo… qualcos’altro a cui pensare, insomma, ce l’avrebbero.

E siccome chi va con lo zoppo lo emula alla perfezione, non è un caso che anche i rappresentanti politici di questo tripudio del nulla guardino più alla pagliuzza nell’occhio del vicino. L’immancabile Rocco Buttiglione, cattolico e esponente di punta dell’UDC, ormai assurto a fama per essere uno dei maggiori maitre à penser della sodomia italiana (che forse un filosofo, o presunto tale, avrebbe altro a cui dedicarsi), ha paragonato l’omosessualità all’evasione fiscale. Per Buttiglione l’amore tra due uomini o il sesso tra adulti consenzienti è come un reato.

Certo, è pure comprensibile. Buttiglione appartiene a un partito che ha fatto eleggere in Senato un tale Totò Cuffaro, ex governatore siciliano, condannato per aver favorito la mafia. Un partito che non sa distinguere tra chi è degno di sedere in parlamento e un criminale è normale che sia affidato a chi non sa discernere tra amore e delinquenza comune.

Buttiglione dovrebbe tenerlo bene a mente. E se qualcuno dei nostri rappresentanti in parlamento glielo ricordasse, non sarebbe affatto male. Ne converrete.