Antonella era lella

ilmatrimoniodimariaCircola da un po’ questa storiella di una ex femminista lesbica, poi convertitasi al cattolicesimo e, infine, “guarita” e ritornata sulla retta via dell’eterosessualità.

Posso portare la mia storia personale, per restituire l’esempio: un tempo ero cattolico e poi sono diventato frocio. Direi che sono guarito pure io.

E come me molti altri e molte altre. Se, come pensano all’Avvenire, la normalità sta nel dato quantitativo, occorre ammettere che è più “naturale” scoprirsi gay e che gli invertiti sono quelli che mescolano, fino a sostituirle, sessualità e fede.

Speriamo solo che tutto questo non produca l’ennesima apparizione sanremese di Povia. Con un titolo del tipo Antonella era lella. Perché poi, per il resto, la notizia è di per sé inutile.

Da sposare

Oggi mi è arrivata una notizia non buona. Niente di grave. Ma quanto basta per farmi cominciare la giornata dello stesso colore del cielo. Latte. Scremato. Comprenderete da soli, la tristezza intrinseca.

E allora.

Prendo la farina. E l’acqua, il lievito e tutto il resto.
Metto la musica. Impasto, taglio gli ingredienti e via, nel forno più bello e più caldo dell’universo. E fanculo le nuvole stronze, lassù.

Il profumo delle “scacciate” invade la cucina, il corridoio, esce fuori dal balconcino interno e si riversa, come una cascata odorosa, per le scale del palazzo, fino all’androne e poi fuori. In mezzo al mondo. Dentro questa parte di mondo, intanto, c’era gente felice che mi diceva “buonissime!”.

Morale della favola? Ho imparato a cucinare una vecchia ricetta di mamma e di nonna, ho fatto felice la mia coinquilina, il mio umore è tornato a sorridere e ho pure ricevuto un regalo prezioso da un amico altrettanto importante.

Cucinare mi fa bene. Chissà, forse lo sceglierò come mestiere…

E adesso andate pure per le dodici tribù di Israele, per tutti i popoli della Terra di Mezzo e anche in tutte le disco gay di Roma e annunciate che sono da sposare.