Momento simpatia #7: le femministe della differenza

samaraMi interrogo molto sulle cosiddette “femministe della differenza”. Mi interrogo sul loro essere così arraggiate* coi maschi gay e con le donne che esercitano le loro libere scelte (leggi Gpa), nello specifico. Mi chiedo se a monte di certo astio a tanto al chilo ci sia quella sindrome da “vecchia mai stata moglie, senza mai figli, senza più voglie”, già isolata da De Andrè, o se sia una conseguenza del fatto che certe signore non sono mai diventate famose quando era il tempo per farlo.

In questo secondo caso, è comprensibile il tentativo di agitare le manine per rimediare un invito in un salotto televisivo qualsiasi delle tre del pomeriggio, in qualche rete sotto-ammiraglia, ma temo che sia anche abbastanza inutile. La carta dell’omosessuale socialmente pericoloso per i destini ultimi del concetto di “normalità” è già stata giocata da ben noti leader omofobi, con libri annessi e palinsesti occupati al seguito.

Per cui, care femministe della differenza, se non volete essere declassate a “club delle poracce” delle due l’una: o superate a destra la De Mari con qualche novità assoluta, tipo piattole carnivore che si prendono solo i gheis (sì, scritto così) e roba simile, oppure magari cominciate a capire che un sereno pensionamento è opzione più che dignitosa. Di certo, più dello scadere nell’universo argomentativo di una sentinella qualsiasi, già difficile da riproporre al family day di Caltabellotta o alla festa della famiglia naturale di Cinisello Balsamo. Per dire, eh. Poi fate voi.

* = termine siciliano traducibile con “arrabbiate”, deriva da “raggia” e indica quella condizione perpetua di rosicamento a prescindere. Una sorta di Lord Voldemort, per simpatia, in collisione con Alessandra Mussolini per la compostezza dei toni. Mixate il tutto e avrete una diapositiva del fenomeno in questione.

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Momento simpatia #4: girl just want to have fun

Ultimamente scrivo di meno qui. Ma scrivo molto altrove (e cioè qui, qui e qui). Volevo chiudere questo blog, ci ho pensato e per alcuni minuti l’ho anche fatto. Salvo poi pentirmene amaramente. Per cui rieccomi qui. E per la cronaca, siamo al tredicesimo anno di “Elfobruno”. Ma non è di questo che volevo parlare.

Girls-Just-Want-To-Have-Fun-Music-Video-cyndi-lauper-23964793-500-375Sto portando avanti, un po’ su tutti i miei canali, il dibattito sulla Gpa. Questo mi ha portato tante nuove “fan”, che periodicamente sulle loro bacheche, sulla mia o tra i miei messaggi privati vengono e si indignano, oppure occasionalmente insultano (“sei un bullo!”) e minacciano (dalla querela alle minacce di farti licenziare a lavoro).

Sono felice e ringrazio tutte queste signore che mi dimostrano quanto sia fondamentale il mio ruolo come antidoto alla loro noia quotidiana e, in alcuni casi, a quel male di vivere forse causato dal fatto di non aver ancora ricevuto inviti in prestigiose tribune, da Giletti a Barbara D’Urso, in qualità di opinioniste.

Unica avvertenza: le parole usatele bene. Magari imparate cos’è il bullismo o cosa significa violenza organizzata contro uno solo, per altro incapace di difendersi. Fate un favore non tanto a me, quanto alla Crusca e al concetto di intelligenza. Anche linguistica. Dopo di che buon lunedì e baci sparsi.