Oggi su Gay’s Anatomy: “Glielo spiego io, onorevole Bindi”

Ho scritto a Rosy Bindi:

La politica dei passi avanti portata dal suo partito non rientra nella filosofia di un avanzamento verso la piena equiparazione tra coppie sposate da una parte e coppie gay e lesbiche dall’altra. I vostri sforzi sembrano, al contrario, orientati nella direzione di fare di tutto affinché tale uguaglianza non venga raggiunta e questo non tanto per convinzioni personali o per la miseria umana che potrebbe nascondersi dietro ad esse – ogni riferimento a persone come Massimo D’Alema e Paola Binetti è voluto, sia ben chiaro – fatto grave di per sé, bensì per compiacere una casta sacerdotale che legittima la sua presenza in parlamento e da cui trae linfa elettorale per fare gli interessi non del popolo italiano, ma di uno stato straniero, il Vaticano. E questo stato, nella figura del suo massimo rappresentante, uno dei pochi monarchi assoluti ancora viventi su questo pianeta, ha già fatto sapere in più di un’occasione cosa pensa di noi persone LGBT. E ciò che pensa rientra pienamente nella definizione che l’UE dà di omofobia.

Il resto, potete leggerlo e commentarlo su Gay’s Anatomy.