Vietato dire di chiudere i giornali?

Due cose veloci su Celentano a Sanremo.

La prima: avrà detto delle boiate sulla sovranità popolare, ok. Non capisco, però, la rabbia, il dileggio e la veemenza di quelli che gli si sono scagliati addosso. Li trovate tutti su Twitter. Se una cosa è vera, non è che se la urlate diventa più credibile, eh! Per altro, posso garantirvi che fa più danno un Benigni che dice che prima del cristianesimo non il mondo non conosceva il concetto di pietà. Ma lì nessuno ha avuto da ridire. Poi vabbè, i più feroci sono stati i militanti del pd, e secondo me perché il cantante ha citato Di Pietro di fronte a una platea di quattordici milioni di persone e non Bersani. Invidiose…

La seconda: per me si può dire che un giornale gestito da religiosi “deve” chiudere. Per me, ad esempio, quella che passa su Avvenire o Famiglia Cristiana, infatti, non è informazione, semmai è integralismo. Se dico che per me immondizia del genere “deve” chiudere non significa che auspichi il nazismo e la deportazione di don Sciortino. Semmai spero di non leggere più certe cose.

Per Celentano devono chiudere per altre ragioni. Giusto, sbagliato? La libertà di parola gli permette di dirlo. O vale solo quando qualche prete o politico può dire che è giusto disprezzare pubblicamente i froci? (Lì non vi scandalizzate, eh?). Poi gli si può sempre rispondere: non ti piacciono quei giornali? Benissimo, non comprarli!

Spirito liberale: quella cosa che in un’Italia cresciuta tra eredi del fascismo, del comunismo e della DC stenta a decollare.

Morale: vogliamo criticare Celentano? Facciamolo partendo da basi reali e solide. Altrimenti, cari amici dall’indignazione facile, ma solo quando piace a voi, non siete poi tanto diversi. Ve lo garantisco.

Faccio outing! Anzi, non ne so nulla

Parliamo di outing. E per farlo, è necessario partire da alcune dichiarazioni di Aurelio Mancuso a seguito della bocciatura della legge contro l’omo-transfobia, per arrivare fino ai giorni scorsi.

Smaschereremo tutti quegli omosessuali invisibili, politici, preti, uomini e donne di potere, che per nascondersi si accaniscono pubblicamente contro le libertà e i diritti delle persone omosessuali. (Il Giornale, 19 luglio 2011)

Pdl e Lega sono covi di politici che fanno sesso con gay e trans. Ne abbiamo le prove attraverso la nostra rete capillare di informazione. Abbiamo testimonianze e persone che hanno visto direttamente questi politici praticare sesso con gay e con trans di notte e poi di giorno attaccano gay e lesbiche e osteggiano la legge contro l’omofobia [...] costringeremo all’outing quei frequentatori assidui di gay e trans che poi in parlamento si fanno paladini dell’omofobia e della famiglia tradizionale e ostacolano la legge. (l’Unità, 23 luglio 2011)

Quando venne bocciata la legge sull’omofobia mi sono davvero arrabbiato e ho pensato di fare una cosa che all’estero avviene spesso, cioè far arrivare ai giornali tramite il web i nominativi di politici non dichiarati. (la Repubblica, 15 settembre 2011)

Ripeto come un mantra, a tutti e tutte che l’idea dell’outing nacque all’indomani della bocciatura della legge di Paola Concia contro l’omotransfobia. La lanciai come moto personale di indignazione di getto su FB, tante adesioni, tanto sostegno, ma poi non si concretizzò nulla. Ora la cosa è in mano a questo gruppo di persone anonime, di cui niente so e niente voglio sapere. Come è chiaro a tutti, persino ai giornali, Equality Italia non c’entra nulla e come sai siamo impegnati in ben altre cose, tra cui il nostro Congresso che si terrà l’8 ottobre a Roma. (nota su Facebook di Ivan Scalfarotto, dopo le sue dimissioni da Equality Italia, 17 settembre 2011).

Quanto segue, invece, è l’invito apparso tempo fa su Facebook per aderire alla campagna di outing lanciata da Mancuso e pubblicizzata anche tra i commenti di questo blog:

PARTE L’ORGANIZZAZIONE PER L’OUTING
ABBIAMO BISOGNO DI
- 10 SITI DISPONIBILI A VEICOLARE LE NOTIZIE SULLA CAMPAGNA
- 3 ESPERTI DI COSTRUZIONE SITI E IN GENERALE DI INTERNET
- 3 ESPERTI IN RICERCA INTERNET E COMUNICATORI
- 3 AVVOCATI ESPERTI DI LEGGE SULLA PRIVACY E DIRITTO INT.
- 1.000 PROFILI FACEBOOK CHE RILANCINO LA CAMPAGNA
- UN GRAFICO CHE STUDI UN LOGO ADATTO

SCRIVETE A: outingora@libero.it

Tutta questa storia ha portato diverse polemiche e commenti di vario genere. Ne segnalo uno soltanto, di Giovanni Dall’Orto:

Solo in Italia un ministro si vede comprare una casa “a sua insaputa”, e un Aurelio Mancuso dar vita a una iniziativa di outing “a sua insaputa”. Ma se non altro la qualità morale dei nostri politici è omogena.

Concludo ricordando alla gentile utenza che, mentre in Italia ci si diverte a giocare a nascondino dietro un mouse, in Inghilterra la civil partnership (che regola le unioni tra gay) muterà la sua dicitura “matrimonio”. Ma è pur vero che, forse, nella perfida Albione si gioca a far meno i «rivoluzionari da tastiera» (cit).

I risultati, va da sé, sono sotto gli occhi di tutti.

Omofobia, tette e cultura di morte

In questi giorni, dopo il dibattito in aula di giorno 19 luglio, si voterà (molto probabilmente contro) la legge sulle aggravanti generiche per omofobia e transfobia.

Paola Concia denuncia, dal suo profilo Facebook, il silenzio dei media in proposito.

Di cosa parlano i giornali on line, i telegiornali e le maggiori testate giornalistiche italiane?

Penati indagato per corruzione, l’arresto di Papa, la richiesta di arresto per Milanese e altre amenità siffatte sulla casta che non vuole farsi processare.
La monnezza a Napoli.
Tette e calcio in quantità.
Le ultime rivelazioni del caso Rea, l’arresto del marito e ampia finestra sulle mail scambiate tra lui e l’amante su Facebook. Manco fossimo in una puntata di Porta a porta.

Sesso, corruzione, potere, disprezzo della vita umana. I temi standard di Repubblica, Corriere e la Stampa.

Ma quelli fissati col sesso – nonché portatori di una “cultura di morte” – non erano i gay? Ai quali, per altro, non si dedica nemmeno un trafiletto per una legge contro violenze e discriminazioni.

Evidentemente i pruriti sessuali di presunti omicidi rappresentano un pasto ben più allettante per gli appetiti dell’italiano medio.