Sul Fatto Quotidiano: “Come difendersi da chi vuole difenderci dal gender”

le Sentinelle in piedi

Ripropongo anche qui l’articolo che ieri è stato pubblicato sul Fatto Quotidiano on line, dove cerco di dimostrare le reali ragioni della crociata antigay portata avanti da Bagnasco e dai movimenti cattolici integralisti.

Vi riporto uno stralcio:

Il “gender”, per come è narrato, si configura però come un’invenzione dei cattolici. Semmai esistono gli studi di genere o Gender studies, nati dalla sinergia di diverse discipline (giuridiche, sociologiche, psicologiche, linguistiche, ecc). Essi sostengono che fino ad oggi la società si è strutturata sulla prevalenza di un genere su un altro. Il maschilismo, attraverso il patriarcato, ha imposto per millenni il controllo sociale su donne e infanzia, reprimendo le diversità. Una tra tutte, l’omosessualità.

E vi segnalo un paio di commenti:

«Un articolo che esordisce con “L’offensiva antigay messa in atto dalle gerarchie religiose” dimostra chiaramente che questa storia sull’omofobia è stata tirata fuori dai quelle lobby che vogliono spazzare via la religione dal mondo e sostituirla con un’altra “laica”, consumistica e che manipoli le coscienze senza se e senza ma.»

«Adesso difendiamo pure l’immoralità, il vizio e eleviamo l’immonda diversità a cultura solo perché i malati di gaysmo non si suicidano.»

«Concludo dicendo che […] se un professore o maestro o altro cercherà di inculcare simili idiozie ai miei figli se la vedrà con me: e non vorrei essere nei suoi panni…»

Molti altri sono i commenti di questo “spessore”. Questo per chi mi dice che in Italia non c’è un problema di omofobia. Poi va bene, sono trolls. Ma sono reali. Per il resto buona lettura.

Oggi su Gay’s Anatomy: Postfemminismo e culture di genere a Bologna

A Bologna, in questa settimana, e più precisamente dal 7 al 9 giugno, in concomitanza con il Pride si terrà il convegno Postfeminism? The Culture and Politics of Gender in the Age of Berlusconi.

Diversi gli interventi previsti, nel corso delle tre giornate, delle quali la prima è dedicata alla rappresentazione dell’identità di genere, con la ridefinizione dei concetti di maschile e femminile, per abbracciare lo stato dell’arte della politica e della cultura (post)femministe dopo il recente ventennio dominato dalla figura dell’ex premier; la seconda, invece, prevede diversi interventi sulle problematiche legate all’orientamento sessuale, soprattutto nella sessione “Discorsi sull’omosessualità nell’Italia contemporanea”; l’ultima giornata, invece, si concentrerà sul rapporto tra sessualità, media e potere.

Un appuntamento importante, insomma. Perché? Scoprilo e commenta con noi su Gay’s Anatomy.