Figli dell’aria

La costanza delle cicale.
Il canto incompreso delle gazze.
Il cielo di quarzo, in guerra tra il vento e l’afa.

Nessun uccello a volteggiare per le nuvole. Ed io che appartengo all’aria, non ho il potere di interrogare il mare sugli auspici venturi.

Vorrà dire che attenderò tempi più adeguati e il temporale che purifica. Intanto, rimetto in ordine le mie armi magiche e, cosa ancora più importante, i pensieri di questi giorni tra ferro e fuoco.