Attorno a me

Mi chiedo se un giorno la mia vita assomiglierà mai a qualcuno dei miei sogni.

Come quella casa col terrazzo, sul viale alberato.
Come le storie che stanno tutte dentro la mia pelle e che un giorno scriverò.
Le risate dei miei amici e delle mie amiche, in una domenica qualsiasi.
E l’ultimo abbraccio alla mia gatta, prima che sia troppo tardi.
O baciarti, tutte le volte con la paura che tutto possa finire, perché succede sempre così. Per poi svegliarmi e trovarti dall’altro lato del mio letto, mentre dormi, inconsapevole e con un braccio attorno a me. Per non lasciarmi andare via.

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Sirene smarrite

Sto pensando a te, e a tutti i baci mai stati perché hai avuto paura.
A te, che mi hai riportato alla vita, quando le ombre degli inferi mi circondavano al punto da non averne più paura. È questo, forse, il sapore della rassegnazione.
Sei stato come Orfeo, solo che ti sei voltato dalla parte sbagliata quando era troppo tardi. E ho ritrovato il sapore delle mele mature senza qualcuno a cui dare l’altra metà, per riacquistare il paradiso, rinnegando il peccato.

A tutto questo sto pensando, adesso, mentre il gatto dorme sulle mie gambe e una canzone parla di una sirena smarrita.

Apologia felina, IV

Visto che è autunno, una poesia sulla perdita:

Il gatto in un appartamento vuoto

Morire, questo a un gatto non si fa.
Perché cosa può fare il gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti
strofinarsi contro i mobili?
Qui niente sembra cambiato
eppure tutto è mutato
niente sembra spostato
eppure tutto è fuori posto.
La sera la lampada non è più accesa
si sentono passi sulle scale
ma non sono quelli.
Anche la mano
che mette il pesce nel piattino
non è quella di prima.
Qualcosa non comincia
alla sua solita ora
qualcosa non accade
come dovrebbe.
Qui c’era sempre qualcuno. Sempre.
E poi d’un tratto è scomparso
e si ostina a non esserci.
In ogni armadio si è guardato,
si è cercato sulle mensole
e infilati sotto il tappeto,
ma non ha portato a niente.
Si è persino infranto il divieto
di entrare nell’ufficio
e si sono sparse carte dappertutto.
Cos’altro si può fare?
Aspettare e dormire.
Che provi solo a tornare,
che si faccia vedere se osa!
Deve imparare che
questo a un gatto non si fa .
Gli si andrà incontro
con aria distaccata
un po’ altezzosi
come se non si avesse voglia
camminando lentamente
sulle zampe molto offese.
E all’inizio niente salti né squittii.

Wislawa Szymborska, Il porto ritrovato

I poteri del cardamomo

Voglio.

Una casa. Il mio gatto. I miei sogni, che si avverano tutti.
Ci voglio dentro tutte le persone che amo e deve esserci non dico la felicità, ma il coraggio delle proprie scelte, quello sì.
Voglio una trapunta con un patchwork come quello dei film americani e le tende accarezzate dal vento di luglio.
Voglio le spezie, la cannella e lo zenzero per la passione, il pepe rosa per fecondare i pensieri con la curiosità e il cardamomo, di cui non ricordo i poteri, ma lo scelgo per il nome.
Ci saranno le fresie. E cercherò di piantarvi l’eliotropo.
Ci saranno, anche, milioni di libri. Tutti quelli che ho letto, quelli che vorrò leggere e quelli di cui ho perso la memoria.
Avrà il profumo del pane e l’aroma del caffè mattutino.
Darà sempre conforto, perché sarà fatta di ciò che va oltre il dolore.
Sarà lontana dal male. Sarà vicina a chiunque ne sia degno.

E non importa quanto grande. Non importa quanto povera.