Gaiaspia? Ecco chi c’è dietro!

Quanto sto per pubblicare stupirà gran parte dell’opinione pubblica, LGBT e non.

Da mesi, il sito Gaiaspia si erge a difensore di una verità a senso unico, che va a colpire il circuito rappresentato dalle rispettive presidenze nazionale e romana di Arcigay e del CCO Mario Mieli di Roma e da quanti, direttamente o indirettamente, ruotano attorno al sodalizio nato tra quelle due associazioni.

Tutti/e i/le militanti di quell’area vengono continuamente derisi, dileggiati, offesi, rappresentati in modo caricaturale, offensivo e mai corrispondente al vero.

La cosa preoccupa non solo perché inquietanti sono le modalità con cui vengono recuperate, costruite e inventate notizie e scoop, ma anche per la sovraesposizione mediatica che ottengono personaggi come Patanè, Praitano, Caloggero, Maccarrone, ecc., ai danni di altri leader di caratura nazionale e locale, quali Mancuso, Lo Giudice, Zan, Grillini, Marrazzo. Alcuni malevoli cominciano a pensare dell’assoluta irrilevanza politica di questi ultimi, oscurati dai fasti wildiani – ricordate il famoso “purché se ne parli”? – dei primi.

Ebbene, credo sia ora di dire basta di fronte a questo scempio dell’informazione e di rendere pubblici nomi, cognomi e immagini di coloro che, dietro il rassicurante anonimato delle loro tastiere, si permettono il lusso di attaccare impunemente chi non la pensa come loro e di trascurare le sorti politiche di ex presidenti di Arcigay e di altri personaggi a loro vicini, condannandoli, di fatto, all’ininfluenza.

Premetto da subito che questo outing mi esporrà a ritorsioni di vario tipo, la mia stessa vita sarà messa a serio rischio, ma chi ben mi conosce sa che non ho paura delle forze oscure – io propendo per il suo lato fucsia, come è ben palese, d’altronde – e ho deciso di sfidarle. E, si badi bene, senza nemmeno chiamare i media a farmi intervistare, telecamere in mano, per il servizio che sto rendendo alla comunità.

E allora, cominciamo con le danze… anzi, con i membri della redazione.

Il direttore responsabile: l’occhio di Sauron (la cui immagine ha ispirato il logo del sito)

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La caporedattrice: Regan de L’esorcista (scelta per la pacatezza dell’eloquio e la ricercatezza lessicale dello stile)

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Responsabile politica interna ed estera: Freddy Krueger

P.S.: si noti il caratteristico guanto dato in dotazione per velocizzare la battitura dei testi sulla tastiera.

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Responsabile cultura: il deserto

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Ed ecco infine un documento inedito: la reazione dell’ex capo di redazione, poi sostituito dall’attuale, nel momento in cui venne a sapere della vittoria di Patanè al precedente congresso di Arcigay.

N.B.: si sconsiglia la visione a un pubblico facilmente impressionabile…

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Sull’inutile e dannosa guerra tra froci

In merito al post che ho scritto sull’articolo che mi ritrae in tenuta nazista, lasciando intendere mie presunte conversioni all’estrema destra dopo un passato da lanciatore di molotov – operazione che mi ha fatto tanto ridere, in verità – mi ha colpito un commento che riporto qui di seguito:

«Mi aspettavo piú stile nella concorrenza dell’esprimere la propia Opinione e non farla diventare una guerra da vicini insopportabili! Che tristezza usufruire di armi verbali ma attaccarsi in modo primitivo! Cordiali saluti!».

Al mio commentatore, che si firma col nome di Franco Scavazza, ho risposto che è proprio questo concetto di concorrenza che non riconosco. Io e gli amici di Gaiaspia saremmo concorrenti rispetto a cosa? Siamo tutti figli, ahimè, della stessa discriminazione. Dovremmo combatterla insieme, invece di perder tempo a dividerci tra chi opera nelle associazioni e chi si nasconde dietro a un monitor a fare dossieraggio.

O forse perché riconducibili a due presunte anime, contrapposte dentro Arcigay? Premetto che sono dentro quest’associazione, che in passato ho criticato anche aspramente e che tutt’ora mi dà non poche perplessità, da pochi mesi sia perché con Catania abbiamo tentato un lavoro di aggregazione di diverse sigle – tutte confluite nello stesso direttivo – sia perché mi è sembrato intellettualmente onesto ufficializzare un lavoro cominciato dentro Open Mind, dove militavo, e proseguito negli anni.

Non ho ambizioni politiche dentro Arcigay. Se le avessi avute non sarebbe stato un problema, per me,  tentare di scalarne i vertici. Semplicemente, non mi interessa. Io lavoro – e ci tengo a sottolinearlo, da militante semplice – a stretto contatto con le gente, quella in carne e ossa. Se le persone di cui mi fido e con cui collaboro dovessero lasciare, andrei via con loro. Non è la sigla che garantisce la bontà del progetto. Ma chi ne fa parte. La sigla è solo uno strumento. Se usato bene può dare buoni risultati. Altrimenti…

Per me i ragazzi di Gaiaspia, dai nomi non verificabili e dai volti presi in prestito dal mondo della moda d’oltre oceano, nei loro profili Facebook, non sono concorrenti. Il mio fine è quello di arrivare a una società più giusta. Il loro fine qual è? Siamo avversari di fronte quest’obiettivo?

Per me, tutt’al più, sono solo compagni che hanno invertito le priorità: dal bene comune all’interesse privato, finalizzato non si è ancora capito bene a cosa. In questo non c’è e non può esserci concorrenza. C’è solo la stupidità di una guerra tra froci che fa solo il gioco dei nostri avversari, quelli veri.

A tutto questo ho già detto no grazie, dalla fine del 2006. Il resto è storia. Quella accaduta, rintracciabile nelle cronache dei giornali. Non l’allusione fatta con fotomontaggi che, ripeto, dimostrano la stupidità di una parte e una parte soltanto.

Se non hai un articolo su Gaiaspia non sei nessuno…

Ed io che pensavo di non contare niente! Se ho un articolo dedicato su Gaiaspia, allora vuol dire che anch’io rientro nella schiera di quelli importanti, dei “nemici” da temere! Nemico di chi è facilmente intuibile, ma visto che i miei fans di quel blog preferiscono l’anonimato, li asseconderò nella loro commiserabile auto-damnatio memoriae.

Per chi non conoscesse i nostri eroi, riporto le parole del pregevole articolo di Dabliu:

Non vi sarà sfuggito che ultimamente nel mondo frocio italiano, sarà la primavera, è tutto un fiorire di siti pseudogiornalistici, blog, tumblr che invocano trasparenza su quel bilancio o su quel finanziamento. Questi siti, che nascono e muoiono nel tempo di una scorreggia […] sono particolarmente (da leggere pure “stranamente” ed  ”esclusivamente”) interessati alle vicende del Circolo Mario Mieli e dell’attuale dirigenza nazionale di Arcigay. E non esattamente perché altrove non ci siano domande da fare.

In altre parole, sono dei fake che in vista dell’imminente congresso di Arcigay cercano di screditare l’attuale presidente e di mettere in cattiva luce le associazioni a lui vicine. E siccome Einstein due cose considerava infinite, ovvero l’universo e la stupidità umana, nutrendo qualche dubbio solo per il primo, per dar man forte ad Albert, i nostri eroi hanno addirittura creato profili Facebook con volti di modelli brasiliani…

L’articolo che mi cita, come la quasi totalità delle cose riportate su quel blog, lascia intendere cose inesatte. Non sono mai stato un no Tav – per quanto io sia tutt’ora schierato dalla parte dei manifestanti in Val di susa – ho militato sì in Open Mind, di cui non rinnego passata appartenza e percorsi politici, ma me ne sono allontanato quando l’associazione è passata da un impianto pluralista a uno più antagonista, nel quale non mi sono riconosciuto.

I miei stessi amici dell’area di sinistra radicale e antagonista quando leggeranno quelle affermazioni si faranno grasse risate.

Per tacere della foto che hanno scelto per rappresentarmi. Chiunque mi conosca sa bene che certe ideologie non mi appartengono. Utilizzare certi simboli per colpire me – e se non querelerò è solo perché mi rifaccio direttamente alle parole di de Magistris alla Santanché quando gli diede del mafioso – è un insulto verso chi, per quell’ideologia, ha sofferto un prezzo indicibile. Belle merde, insomma!

Il comunicato da loro citato, per altro, non è nemmeno scritto da me, ma, appunto, dall’Open Mind nel 2006, per la manifestazione “Orgoglioso Antifascismo” dopo che Forza Nuova aveva bloccato il pride catanese di quell’anno. Dopo quella data l’associazione, grazie anche al lavoro mio e di altri soci, cominciò una collaborazione con Arcigay Catania proprio nel tentativo di superare le divergenze a livello locale che di certo non hanno lavorato per il bene della comunità GLBT: i non meglio identificati “giornalisti” di Gaiaspia hanno chiaro il concetto di unità? Pare proprio di no…

Ancora,quel post sostiene che la mia lettera, da loro riportata, sarebbe una reazione a un loro post sulla presunta e mai verificata egemonia dei black block sul pride romano del prossimo giugno – ragazzi, siamo seri, i black block al Roma Pride!

In tutta sincerità, quella lettera riguarda percorsi politici personali ed è diretta a persone specifiche, di cui non voglio, tuttavia, fare il nome. Chi doveva capire ha capito.

Agli amici di Gaiaspia dico solo: non datevi un’importanza che non avete. Sarebbe come dire – a mero titolo di esempio – che siccome ieri ho avuto la colite, adesso i vostri raffinati cervelli hanno partorito l’articolo che mi riguarda. Il che sottolineerebbe anche un plausibile legame qualitativo tra ciò che si può produrre nelle viscere umane e ciò che sgorga dalla vostra penna, ma si dà il caso che sia solo un caso. Nulla di più.

Concludo ribadendo, ancora una volta, che sono contento di questa citazione: fino ad adesso ho visto nominate, su Gaiaspia, solo persone di un certo rilievo mediatico dentro il movimento GLBT. Ripeto, vuol dire che non sono poi così anonimo… mi spiace, tuttavia, per certi big del movimento, romano e nazionale mai nominati, neppure per errore. Non vorrei che il loro astro stesse definitivamente tramontando. Anche se ce ne faremo una ragione.