Pars destruens

Buoni propositi per le prossime quarantotto ore.
Imparare a non avere più vergogna delle mie fragilità.
E a chiedere più affetto, se necessario.

Poi, ovviamente, c’è anche la pars destruens.
Lavoro, salute, amore…
Mai più scuola.
Pompe col preservativo.
Parole a un unico grado di interpretazione. Perché se dici che mi ami, vorrà dire che mi ami. Da lì in giù, insomma…

Non penso di chiedere troppo. Penso solo di chiedere tutto. A trentanove anni è un mio diritto.

E se è per questo, sono uno di quelli che delle Quattro stagioni di Vivaldi ama l’inverno. Ma poi, nella vita, là fuori, preferisce i mesi da marzo a giugno. L’estate acceca. E il gelo mi paralizza.

Perché sono bilancia, ho due piatti nell’anima, sono doppio. A volte pure spezzato, in due. Scisso. E mi ricucio, da solo. Ogni volta. Perché ho imparato che nessuno ti salva. E ti salvi, sempre e solo, da solo. Questa è la lezione assoluta, per questo ciclo di vite.

Insomma, oggi è una di quelle giornate in cui sento il bisogno di resettare tutto. Cestina, svuota e ricomincia tutto da capo. E quel che è bello, è che non c’è nemmeno un perché.

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Flusso d’incoscienza

Adesso che.
L’autunno è alle porte con il suo carico di aspettative, con le promesse che hanno l’aspetto delle nuvole che si scioglieranno come la pioggia, con il sapore dell’acqua che riesce a far profumare anche l’asfalto, in armonia col colore dell’erba, col fluire del Tevere, qui a pochi passi da casa.
Adesso che tutto questo è a portata di mano, così vicino che puoi toccarlo, lo stringi a te.
E non sai.
Perché se lo stringi troppo forte, c’è il rischio che si rompa e sparisca tutto.
C’è il rischio che stringere un sogno può avere lo stesso effetto di quella storia di Enea, che abbraccia il padre negli inferi, e tocca solo se stesso. O forse è così che deve essere.
E se lo lasci andare, il rischio è quello che se ne vada, sul serio.
E allora è tutto un casino.

Adesso che fa buio prima.
Adesso che i sensi si risvegliano, in perfetto equilibrio tra inferi ed eden.
Adesso che l’orizzonte lascia intravedere i vascelli di una promessa, complessa, grandiosa ma ancora lontana e nel mare le burrasche possono essere improvvise.
Adesso che l’abulia è la migliore alleata del mio nemico, in questa guerra di feroci intenzioni.
Mi domando.
Se.

Ce la farò.

«Io non so chi sei
vorrei gli dèi quaggiù
perchè così rinascerei
senza guai»
Darkroom, Baustelle