Cannoli e primarie

Una cosa che mi fa esser fiero del mio esser siciliano è che non sono come molti altri siciliani. A cominciare dalla cabina elettorale. Luogo dove il mio problema, semmai, è quello di entrare senza eccessivo senso di nausea per chi non votare. Di fatto, tuttavia, c’è, e questo è incontrovertibile, che non ho mai votato a destra e, soprattutto, questa destra che, in Sicilia come in Italia, presenta personaggi discutibilissimi.

Uno di questi è Totò Cuffaro, proveniente dalla DC e oggi nell’UDC. Governatore della mia regione per ben due mandati. Contro di lui, qualche anno fa, venne scelta grazie alle primarie una persona del rango morale di Rita Borsellino. Personaggio politico osteggiato dal pd siciliano – che oggi è al governo della regione con Lombardo e Micciché, e credo di aver detto tutto – e che ha raccolto un terzo delle preferenze dell’elettorato, contro un abbondante 60% dei miei corregionali che scelsero di mandare al governo un aiutante della mafia.

Quel 60% dei miei corregionali, ricordo, è lo stesso che assieme ad altri popoli d’Italia, quali veneti e lombardi, permette al berlusconismo di distruggere l’Italia, la sua democrazia e il suo diritto.

Cuffaro è ben noto alle cronache giudiziarie perché, condannato a cinque anni di reclusione per aver favorito le cosche mafiose, ma senza il reato di concorso esterno, festeggiò la sentenza offrendo cannoli a tutti, in regione. Ciò ci dimostra, per altro, non solo l’arroganza del personaggio politico, ma anche l’assoluta mancanza di stile.

Adesso, invece, è stato condannato in appello a sette anni per avere agevolato la mafia e per rivelazione di segreto istruttorio. Una gran bella personcina, a ben vedere. E lui, Totò, poiché rispetta la sentenza, ha deciso di rinunciare a ogni incarico all’interno del suo partito. Tenendosi ben stretto il seggio al Senato.

Cuffaro, in altri termini, deciderà sul destino di milioni di onesti cittadini italiani – alcuni anche un po’ stupidi, per il fatto di averlo votato – nonostante lo Stato riconosca che sia un delinquente.

Tutto questo per ricordare che oggi in Puglia si vota per le primarie di coalizione per le elezioni regionali. Lo scontro tra l’attuale governatore e Boccia non è solo uno scontro di visione politica, ma anche sulle alleanze che verranno. Casini, leader UDC che stima Cuffaro, non vuole Vendola. Il pd, oggi, è chiamato a scegliere tra il senso della decenza e l’alleanza con chi manda in parlamento i delinquenti che aiutano cosa nostra. La scelta dovrebbe essere ovvia. Le conseguenze un po’ meno.

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