La nostalgia di una vita che non c’è

la-malinconia-a23070048È un po’ questa la mia vita.

Il rumore della pioggia, là fuori.
Il fumo della tisana, sul comodino.
Le risate degli altri, che non mi appartengono mai del tutto.
Questo chiudere i pugni. Tremando, a volte.
Il suono della pioggia, là fuori.
La lealtà di Brainie, che adesso dorme nel mio letto.
La voglia di innamorarsi. E sapere di non riuscirci, perché troppo grandi sono i demoni che ti popolano da dentro.
Mangiare troppo, per riempire il vuoto (sempre dentro).
La rabbia del cielo, che tu solo sai quanto ti somiglia.
E le parole, come tuoni.
Il ricordo e il sapore della sottrazione.
(Sempre aspro).
I pensieri, come ombre nella notte.
Le mie tazze bellissime.
Non sapere che ne sarà di me.
Tutte le paure.
La nostalgia di una vita che non c’è.
Tutte le cose che potrei ancora scrivere e invece…
Aspettare che ci sia di nuovo il sole e dissipare i fantasmi.

Come fa Mercurio contro le nuvole, col caduceo, nella Primavera di Botticelli: con la stessa leggerezza, ma più per istinto.

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Pacate considerazioni d’amore di un sabato uggioso…

E mettici il fantasma dell’ex.
Quello talmente bello che non riesci a guardarlo in faccia (e poi scopri che t’ha usato per far ingelosire l’ex, ragion per cui godi della sua prossima vita da stercoraro).
Quello che ha le urgenze affettive…
Quello che, per carità, è sexy da paura. Peccato però che allunghi la mano per toccarlo e ti rendi conto che è solo un colossale, banalissimo bluff.
Quello che parte in quarta e si ingolfa dopo i primi cinquecentro metri.
E quindi il parassita sociale (che se continuo a pensarci mi eviro) con pretese bohémiennes da sfigato.
Chi non capisce manco coi disegnini  e i pupazzetti che non è aria.
E l’altro, che alla fine di tutto se ne esce con un originalissimo “io sto male!”

La sostanziale mancanza di materia maschile in questo presente, sarà il risultato di tutta la sventura occorsa dentro e fuori le mie lenzuola nel passato 2009?