Piove e c’è pure crisi, finocchio ladro!

Riporto di seguito un mio articolo di oggi pubblicato da GAY.tv.

Le parole che seguono sono l’ennesimo, fulgido, parto filosofico di un maitre à penser della destra italiota, tale Massimo Corsaro. Il periodico on line “Giornalettismo”, infatti, riporta alcune perle di saggezza e di raffinata analisi economica del nostro – proferite a Klaus Condicio, a proposito della crisi spagnola – e a cui rimandiamo integralmente.

Interessante sarà, in questa sede, soffermarsi su alcune di esse. E nello specifico:

“La liberalizzazione gay doveva servire anche alla liberalizzazione dell’economia, ma non ha funzionato.”

Peccato che l’onorevole Corsaro non spieghi cosa intende per “liberalizzazione gay” e come questa sia legata all’economia mondiale tout court. Ma non contento, incalza:

“il matrimonio tra due persone dello stesso sesso e la possibilità che queste adottino dei figli […] puo’ anche essere concausa della crisi che stiamo vivendo.”

Anche in questo caso, non ci allontaniamo dalla semplice e nuda dichiarazione, senza nessuna argomentazione in merito e, a dispetto della stessa logica, senza che tale “verità” venga dimostrata scientificamente. In che modo una famiglia omoparentale è causa di una crisi che ha radici economiche ben note (a cominciare dalla crisi dei mutui e dalla speculazione finanziaria)?

Ma andiamo avanti. Sempre riguardo ai gay:

“Non vorrei nemmeno esagerare nel buttare loro la croce addosso, ma certamente queste nuove aggregazioni non hanno prodotto i risultati sperati.”

Quindi riassumendo: i matrimoni gay in Spagna non avrebbero creato coesione sociale (affermazione per altro non dimostrata) per cui aggravano una crisi economica che non dipende da essi, fino a diventarne, per magia, causa conclamata.

Un po’ come dire a un altro: piove, tu non hai portato l’ombrello e siccome mi sono bagnato è colpa tua se piove. Non fa una piega…

Quest’ennesima provocazione a danno della comunità gay rientra in un processo sempre più preoccupante di demonizzazione di una categoria sociale. Già Buttiglione ha rivelato al mondo l’oscura congiura per cui gli etero pagherebbero i contributi per le pensioni a (fantomatici) ricchi gay nullafacenti. Quindi è la volta di Corsaro e la sua teoria che spiega la crisi presente addossandola a un gruppo specifico e minoritario.
Qualcuno spieghi a questi signori che il trucco è vecchio e qualcuno ci ha già provato. Esattamente dopo la crisi del ’29, in Germania, a danno degli ebrei. Quel signore si chiamava Adolf Hitler. I risultati sono noti a tutti.

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Di Pietro aderisce all’Europride

Antonio Di Pietro centra un punto essenziale.
La richiesta delle famiglie GLBT di essere riconosciute dalla legge è legittima perché si muove dentro la Costituzione. Il pensiero di Di Pietro mi trova assolutamente d’accordo.

Credo inoltre che in questo momento di codardia politica e di timidezza da parte di quasi tutta la sinistra e di omofobia esibita dalla quasi totalità del centro-destra (con Casini e la Lega in pole position), una testimonianza politica forte è fondamentale nella lotta del riconoscimento dei diritti civili.

Di Pietro conclude con un incitamento all’eguaglianza. Credo che sia una delle testimonianze più forti e più importanti a favore dell’Europride. Vediamo, adesso, quali altri leader di partito si esporranno a tal punto, tra radicali, FdS, SEL e democrats. Speriamo di rimanere sorpresi.