Vietato dire di chiudere i giornali?

Due cose veloci su Celentano a Sanremo.

La prima: avrà detto delle boiate sulla sovranità popolare, ok. Non capisco, però, la rabbia, il dileggio e la veemenza di quelli che gli si sono scagliati addosso. Li trovate tutti su Twitter. Se una cosa è vera, non è che se la urlate diventa più credibile, eh! Per altro, posso garantirvi che fa più danno un Benigni che dice che prima del cristianesimo non il mondo non conosceva il concetto di pietà. Ma lì nessuno ha avuto da ridire. Poi vabbè, i più feroci sono stati i militanti del pd, e secondo me perché il cantante ha citato Di Pietro di fronte a una platea di quattordici milioni di persone e non Bersani. Invidiose…

La seconda: per me si può dire che un giornale gestito da religiosi “deve” chiudere. Per me, ad esempio, quella che passa su Avvenire o Famiglia Cristiana, infatti, non è informazione, semmai è integralismo. Se dico che per me immondizia del genere “deve” chiudere non significa che auspichi il nazismo e la deportazione di don Sciortino. Semmai spero di non leggere più certe cose.

Per Celentano devono chiudere per altre ragioni. Giusto, sbagliato? La libertà di parola gli permette di dirlo. O vale solo quando qualche prete o politico può dire che è giusto disprezzare pubblicamente i froci? (Lì non vi scandalizzate, eh?). Poi gli si può sempre rispondere: non ti piacciono quei giornali? Benissimo, non comprarli!

Spirito liberale: quella cosa che in un’Italia cresciuta tra eredi del fascismo, del comunismo e della DC stenta a decollare.

Morale: vogliamo criticare Celentano? Facciamolo partendo da basi reali e solide. Altrimenti, cari amici dall’indignazione facile, ma solo quando piace a voi, non siete poi tanto diversi. Ve lo garantisco.

Do you know bunga bunga?

Civiltà a confronto 2.0.

Famiglia Cristiana titola: Berlusconi è malato (di sesso). Sai com’è, non gli pare vero che gli scandali sessuali sono imputati ad altri e non al solito prete pedofilo… (fermo restando che Berlusconi è il male).

Pure lui, però. È dai tempi del fiki fiki che non si sente un nome così idiota per alludere alle cosacce.

Intanto, mentre l’Italia è ridotta a bordello – aridaje, si dice a Roma – a livello planetario, in Inghilterra, nelle scuole londinesi, si tengono lezioni contro l’omofobia. Si studiano le vite di personaggi illustri come Oscar Wilde o Pasolini e si fa notare ai ragazzi come il genio di questi artisti è stato messo in discussione dal pregiudizio omofobo. I risultati? «Secondo gli insegnanti, i ragazzi sono diventati molto più aperti, e, nonostante il bullismo non sia infrequente, nella pur tollerante Gran Bretagna, gli episodi di maltrattamenti o offese a sfondo omofobico sono praticamente spariti», è tutto scritto qui.

Qui in Italia, invece, ci toccano un settantenne con il furor eroticus di un satiro e le cretinate di Rocco Buttiglione. Fate un po’ voi.