Dai Renzi, ammazzali tutti quelli di sinistra!

Il grande dittatore

Scrive Alicata sul suo profilo Facebook: «Anche il tipo di elettori che attrae racconta molto la sostanza di un partito. Forse tutto.»

Ieri ho visto Piazza Pulita. C’era un servizio su un gruppo di imprenditori del nord. Chi vuole può guardare il video qui.

Tutti ex elettori di Berlusconi, tranne uno. Adesso tutti renziani. Interessanti i discorsi che facevano attorno una tavola riccamente imbandita, mentre mangiavano tartare di tonno, pappardelle al ragù di pasta di salame ed altre prelibatezze non certo alla portata dell’italiano/a medio/a (con figli da mandare a scuola, pagare bollette e mutuo, mantenere il posto di lavoro, ecc).

Sintetizzando:

«L’evasione non esiste, è un bluff della politica.»

«I No-tav in un paese civile sarebbero presi, sbattuti in galera per vent’anni e buttate via le chiavi.»

«Abbiamo vissuto per qualche anno sopra le nostre possibilità. Posti con settecento euro… chi è stato fortunato e avesse messo qualcosa via lo deve usare per vivere con settecento euro.»

«In Italia non vogliono il lavoro, ma vogliono lo stipendio.»

«Dai Renzi, in bocca al lupo e ammazzali tutti quelli di sinistra!»

Faccio notare che la frase sui salari è stata proferita dal più grasso tra gli imprenditori filmati e mandati in onda, che sicuramente sa cosa significa vivere al di sopra delle possibilità di un lavoratore.

Ricordo ancora che uno dei presenti, tale Brambilla, è sostenitore del trasferimento di massa – speriamo non forzato – delle persone anziane nelle case di cura in Tunisia, in quanto troppo costose per il sistema italiano.

il post di Cristiana Alicata sul M5S

il post di Cristiana Alicata sul M5S

Mi aspetto che questo linguaggio – che per evidente legge già menzionata in apertura qualifica non solo l’elettorato, ma anche partito e leader – venga al più presto stigmatizzato da chi in questi giorni pare rintracciare nel grillismo da tastiera l’unico male italiano. Personalmente mi fa più paura una classe dirigente che evoca, a livello lessicale, la morte e la galera per gli avversari politici che un branco di imbecilli che sbraitano sul pc, per quanto grave possa essere (e meritevole di biasimo).

Parafrasando l’ottimo Augias, se il “gioco” dei sostenitori del M5S è etichettabile col fascismo, certi sostenitori di Renzi sono ascrivibili al rango del nazismo inconsapevole. Gli ingredienti, mi pare, ci sono tutti. E se Alicata ha ragione, mi sa che a breve  il Pd dovrà cambiare nome e simbolo.

Scontrini e scale mobili

Ieri sera sono andato alla pizzeria sotto casa. Ci vado per due ragioni: la pizza è davvero buona e costa poco, le persone che ci lavorano sono molto simpatiche. Fino a ieri, almeno. Perché quella simpatia si è frantumata, senza pietà alcuna, sul loro mancato civismo. Raramente, infatti, fanno lo scontrino. E a volte succede che, per uno o due euro, lasci anche correre. Anche se so che non si fa. Anche perché io lo chiedo sempre…

Ieri sera, stanco della mia ignavia e del loro evadere le tasse, ho chiesto, dunque, il fatidico pezzo di carta. Il ragazzo al bancone mi ha guardato, ha sorriso e mi ha dato la ricevuta della bilancia elettronica. Costernato, perché quando succedono queste cose io non riesco a reagire al momento, me ne sono andato a casa. Montando rabbia. Ho preso il telefono, una volta arrivato a casa, e gli ho detto che non possono prendere in giro così impunemente le persone e che avrei chiamato la guardia di finanza se la cosa fosse ricapitata.

Ovviamente, non andrò più. E sto considerando l’idea di fare un articolo delatorio, con tanto di prove, sui locali del Pigneto che non rilasciano scontrini fiscali. Moltissimi dei quali gestiti anche (ma non solo) da italiani (tanto per non far credere che è un problema di cinesi, secondo la vulgata razzista più alla moda al momento).

Quindi oggi sono andato in terapia e sono andato fino a Termini, per prendere la metro A. Dopo Londra e la sua organizzazione non ho potuto fare a meno di notare che la gente, turisti e non, usano le scale mobili – mi si permette una parolaccia? – col culo. La regola, eppure, è semplice: a destra se non cammini. E la sinistra libera, per chi ha fretta.

L’ho fatto notare a una signora che mi ostruiva il passaggio, come se spostarsi per farmi passare le comportasse fastidio. E lei mi ha detto: «ci sono le scale, per andare a piedi».

Vi risparmio il cazziatone, ma vi lascio immaginare i suoi balbettamenti. Eppure tutto questo mi ha fatto capire perché il nostro paese sta naufragando: non siamo in grado di far valere i nostri diritti e non siamo in grado di rispettare anche le più semplici regole di convivenza.

È normale che poi mandiamo in parlamento la feccia che fino a oggi ha fatto il bello e il cattivo tempo. Ma, per quello che mi riguarda, io ho chiuso il rubinetto. Quello della sopportazione, in primo luogo.