Il consorzio, le medie e la “sua” donna

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Gentile consorzio, sono laureato, ho un master e ho fatto un dottorato di ricerca. Sono stato precario per anni e mi sono sudato la mia posizione. Alla fine faccio quello per cui ho studiato, che è pure un lavoro figo, ho due mesi di ferie l’anno, il tempo indeterminato, la stima di colleghi/e e famiglie oltre al rapporto bellissimo con le mie classi. Per cui ringrazio, rifiuto l’offerta e tiro lo sciacquone.

P.S.: non vivo ancora col “mio” uomo, ma magari prima o poi arriva pure quello.

P.P.S.: la donna non è “sua”, comunque. Cavernicoli!

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La madre che nutre

Ho trovato questa fotografia su Facebook. Una donna, forse indiana, nutre col suo latte il suo bambino e un cucciolo di antilope, verosimilmente.

Questa immagine ci insegna molto.

La solidarietà tra diversi, ad esempio. Solidarietà che va oltre la cosiddetta tirannide delle “urgenze” e l’ipocrisia del benaltrismo.

Quella donna avrebbe potuto dire «sono povera, devo conservare energie e risorse per il mio bambino» e invece nutre due esseri viventi, allo stesso modo.

Dovrebbero vederla quanti sostengono, dalle nostre parti, che certe urgenze mettono in secondo piano specifici diritti.

Se vuoi, fai. Al di là di questa evidenza elementare, c’è solo la malafede.