Il documento Bindi prevede l’apartheid per gay e lesbiche

Luca Telese, in un suo pregevole articolo su Pubblico, ci spiega perché il documento Bindi sulle coppie gay è un imbroglio. Riporto qui alcuni passi fondamentali. Partiamo da cosa dice il documento in questione:

Il Pd, auspicando un più approfondito bilanciamento fra i principi degli articoli 2, 3 e 39 della Costituzione, quanto in specie alle libere scelte compiute da ciascuna persona in relazione alla vita di coppia e alla partecipazione alla stessa, opera dunque per l’adeguamento della disciplina giuridica all’effettiva sostanza dell’evoluzione sociale, anche introducendo, entro i vincoli della Costituzione e per il libero sviluppo della personalità di cui all’articolo 2, speciali forme di garanzia per i diritti e i doveri che sorgono dai legami differenti da quelli matrimoniali, ivi comprese le unioni omosessuali.

In pratica: Bindi rispolvera i diritti individuali, quando sottolinea il concetto di «libere scelte compiute da ciascuna persona in relazione alla vita di coppia». Si vuole arrivare ai DiCo.

E Telese stesso ci spiega perché questo tentativo è un abominio:

La commissione Bindi aveva un primo problema. Nel 2007 i cattolici della Margherita – oggi nel Pd – avevano voluto i Dico (una forma che non esiste in nessuna parte del mondo) per evitare una cosa che considerano inaccettabile. Ovvero: la semplice idea che agli omosessuali fosse concesso un rito che potesse avere una parvenza di cerimonia.

Rosy Bindi è ossessionata, in altri termini, nell’impedire a gay e lesbiche di fare cerimonie pubbliche. O di carattere pubblicistico. Se volete stare insieme, è questa la filosofia, fate pure, purché ve ne stiate chiusi in casa e non ostentiate.

Per tenerci nascosti in casa si stanno studiando «speciali forme di garanzia per i diritti e i doveri che sorgono dai legami differenti da quelli matrimoniali». Siamo alle leggi speciali. Le stesse che Bersani ha definito, con scelta lessicale altrettanto infelice ma almeno col pregio della sintesi, come “presidio giuridico”.

Eppure l’italiano è una lingua bellissima… basterebbe dire: “faremo in modo che tutte le famiglie, anche quelle formate da gay e lesbiche, siano riconosciute allo stesso modo davanti alla legge”.

Riassumendo: diritti individuali e divieto, per legge, di contrarre matrimonio ripescando un provvedimento che stabilisce cosa è famiglia e cosa non lo è. Questo non è progresso, questo è apartheid.

E non venitemi a dire che intanto è un piccolo passo: perché poi, un giorno, magari, si potrebbero fare provvedimenti su sgravi fiscali o mutui agevolati per famiglie o persone unite con vincolo matrimoniale. E basterebbe una cosa del genere per fare dei diritti riservati a gay e lesbiche, prerogative inutili.

Bindi, in altre parole, vuole questo. Noi, invece, vogliamo l’esatto contrario. Ovvero, la pari dignità giuridica di fronte allo Stato. Uno Stato degno di questo nome.

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Fornero all’Avvenire: mai matrimonio gay!

Se qualcuno avesse pensato di trovare in questo governo una sponda rassicurante sui diritti delle coppie gay e lesbiche, ebbene abbandoni quell’illusione. Di ministri che camminano su strade lastricate di buone intenzioni ne abbiamo visti fin troppi. Anzi, di ministre, nella fattispecie. Da Pollastrini in poi.

Elsa Fornero non fa eccezione. In una sua lettera a l’Avvenire tiene a precisare, pur nel rischio di cadere nella pratica della “excusatio non petita”, il suo pensiero sulle coppie di fatto. E quello che emerge è sconsolante, come quando afferma:

Ho fatto riferimento al ‘”rischio” (non già alla realtà) di un superamento della famiglia tradizionale, citando l’andamento statisticamente decrescente delle unioni fondate sul matrimonio di un uomo con una donna e il sempre crescente realizzarsi di fattispecie nuove, come le unioni eterosessuali stabili di individui che non intendono contrarre matrimonio e le convivenze stabili di omosessuali.

Oppure:

il valore della famiglia tradizionale, valore che condivido fortemente, anche perché, come pure ho ricordato nella conferenza, in essa si rispecchia interamente la mia esperienza di vita (la mia famiglia d’origine, ai cui insegnamenti debbo moltissimo, e la famiglia che ho formato con mio marito sono infatti entrambe rigorosamente tradizionali).

O ancora:

sono sempre stata fermamente convinta che la famiglia rappresenti la base più solida per la crescita e lo sviluppo integrale della persona

e dulcis in fundo:

Non ho quindi auspicato che le unioni di fatto, sia etero sia omosessuali, siano equiparate alla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, ma semplicemente invitato ad aprire gli occhi sulle diverse realtà che stanno emergendo e a non dimenticare, e meno che mai a discriminare, i diritti dei singoli individui che vi si riconoscono e che chiedono con forza un riconoscimento.

Tradotto in poche parole: la famiglia “buona” è quella cattolica, eterosessista, fatta da uomo e donna con prole. Poi questo istituto è messo a “rischio” dagli eterosessuali che non vogliono sposarsi e dai gay che vogliono farlo a tutti i costi. Allora, per disinnescare la bomba, la soluzione è: negare i diritti alle coppie, per tornare al concetto di diritti individuali, che sono fatti apposta per non riconoscere quelle coppie che chiedono tutela!

E il giornale cattolico – in questo caso, sinonimo di omofobo – plaude.

Penso di poter affermare a questo punto – e mi scuso di scadere nella volgarità, ma i protagonisti di questa triste e squallida vicenda sono muse in tal senso – che attingendo dal linguaggio della pornografia, questa lettera potrebbe essere definita come “rimming” istituzionale.

E noi abbiamo bisogno di politici veri, di scelte coraggiose e di persone che sappiano governare andando al di là dei ricatti morali e mentali che le istituzioni religiose sono in grado di esercitare nella loro psiche. Non certo di pornografi della burocrazia.

PD e matrimoni gay: trova l’intruso

Ecco le dichiarazioni in merito alla questione del matrimonio esteso anche alle coppie gay e lesbiche da parte di Ignazio Marino e di Rosy Bindi, ai link rispettivi:

v113047.vid?rnd=391243215232878

v113026.vid?rnd=39124321512170

Secondo voi chi è l’intruso? (In relazione, soprattutto, ai concetti di Europa e di civiltà)

Suggerimento: Bindi insiste ancora sui diritti individuali, ovvero il non riconoscimento delle coppie. Andiamo molto bene…