Bullismo e omofobia a scuola: il dibattito

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Il logo del Roma Pride

Direttamente dal sito del Pride Park di Roma:

Dibattito sul tema “Bullismo, sessualità e omofobia nel mondo della scuola”, con il Prof. Federico Batini, autore del libro Identità sessuale: un’assenza ingiustificata. Ricerca, strumenti e informazioni per la prevenzione del bullismo omofobico a scuola (Loescher, 2014), Dario Accolla, docente e autore del libro Omofobia, bullismo e linguaggio giovanile (Villaggio Maori, 2015). All’evento interverrà la Rete degli Studenti medi del Lazio. Modera Andrea Pini, docente ed ex presidente del C.C.O. Mario Mieli.

E sarà importante esserci.
Per capire come è fatto il “mostro” del bullismo.
Per vedere come si innesca.
Per evitare che chiunque, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, sia vittima di discriminazioni e vessazioni.

  • Dove: Eutropia, Città dell’altra economia – Largo Dino Frisullo, Roma
  • Quando: Martedì 9 giugno 2015, ore 18:00
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La grande illusione (Pascale e dintorni)

Pascale apre ai gay. E Forza Italia?

Sulla questione Pascale – al di là dei deliri di qualche giornalista che ancora non ha ben recepito la differenza tra comunità LGBT e associazioni, ma questo se vogliamo è ulteriore indice della decadenza della nostra cultura, che passa evidentemente anche per la sua inadeguatezza lessicale e semantica – su questa questione, dicevo, sento opinioni nutrite da molta buona fede e da una certa speranza che le cose cambino.

Credo che ci sia un errore di fondo, sulla valutazione delle aperture di certi personaggi collocati a destra del nostro panorama politico: considerare il nostro sistema come “normale”, cioè come potrebbe esserlo in Germania o in Regno Unito, per intenderci. E non vedere che abbiamo due grandi partiti basati sulla personalizzazione di un’identità singola e singolare (e questa è Forza Italia) e sullo snaturamento di un’identità politica nel tentativo di imitazione dell’avversario (e questo è il Pd).

Abbiamo una pseudo-sinistra che fa le veci della destra e una destra che fa gli interessi di uno solo. Poi c’è la protesta, ma non è questa la sede per affrontare un’analisi sul grillismo. In questo corto circuito sociale e politico insieme, i diritti delle persone LGBT rimangono ora lettera morta, ora diventano parte di un grande gioco delle parti. E nulla più.

In altre parole: che la destra apra ai diritti civili è sinonimo di progresso sociale, nessuno lo discute. Ma la nostra destra si è aperta al dibattito e al dialogo? Tra Meloni, Ncd, Biancofiore – che stanno in parlamento – e Pascale, che fa da first lady “senza feudo”, chi è più rappresentativo di una proposta politica? Chi pigia il bottone in parlamento, in buona sintesi?

Prima di avventurarsi in grandi illusioni e relative delusioni, i fautori e le fautrici del nuovo corso dovrebbero porsi questo tipo di domanda. E operare affinché sia destra sia pseudo-sinistra operino affinché il gioco delle parti sui diritti civili divenga proposta politica concreta e realizzabile.

Il dibattito italiano sui diritti dei gay? Un porno

Scusate se mi autocito:

porno

Per chi non lo sapesse (riassunto delle puntate precedenti): i renziani hanno depositato in Parlamento un disegno di legge sulle unioni civili, ma Angelino Alfano stoppa il segretario del Pd, ricordandogli che prima c’è la “famiglia” (e si spera che non intenda la connotazione siciliana del termine).

La domanda sorge spontanea: chissà perché la destra italiana si ricorda delle famiglie solo quando c’è da stoppare i diritti di gay, lesbiche e trans.

 

I limiti culturali del dibattito sulla legge antiomofobia

Ho ascoltato ieri sera il dibattito parlamentare sulla legge contro l’omo-transfobia. Mi pare che il tenore degli interventi fosse tale da poterli suddividere, fatta qualche rarissima eccezione (e mi riferisco in particolare a Civati), in due gruppi:
1. quelli che sono proprio a favore della sussistenza dell’omofobia e della transfobia (Paola Binetti in primis, e grazie ancora “Veltroni & Rutelli” per averla creata, politicamente);

2. quelli che aprono, ma molto timidamente, a una forma di tutela.

Tra questi ultimi ho sentito troppo spesso il richiamo al messaggio di Gesù, ai vangeli, allo spirito cristiano, ai valori dell’umanità legati alla visione spirituale e religiosa della vita e amenità varie.

Nessuno (o quasi) che abbia concentrato il focus filosofico sulle seguenti questioni:
1. l’omofobia e la transfobia sono forme di violenza e in quanto tali assimiliabili, giuridicamente parlando, a crimini veri e propri;
2. anche quando una legge contro questi due crimini impedisse di proferire punti di vista contro le persone LGBT, la loro libertà e le loro relazioni, non si capisce quale sia l’esigenza di poter pensare di insultare o picchiare un gay, una lesbica o un/a trans – anche se questo può mettere in pace la coscienza del cattolico o del fascistello di turno – che non sia appunto un supporto diretto a quei crimini;
3. se il pensiero religioso ha bisogno di odio e violenza contro le persone LGBT o più semplicemente della possibilità di impedire la loro felicità, in qualsiasi altro modo, con il pretesto di poter esprimere liberamente le sue convinzioni, forse sono le convinzioni di quel pensiero religioso ad esser sbagliate e non l’eventuale legge di tutela (ne consegue che ancora una volta i cattolici non sono degni di sedere nelle istituzioni per le ragioni di cui sopra);
4. fascisti e cattolici non possono più inneggiare (almeno a parole, perché nei fatti la questione è molto diversa) fenomeni quali il razzismo, la shoah, la discriminazione delle donne, ecc. Qualcuno dovrebbe spiegarci perché è necessario mantenere quest’ultima forma d’odio, quella contro le persone LGBT, laddove invece altri fenomeni sono stigmatizzati da chiunque.

Concludendo: se un provvedimento è giusto non ha bisogno dell’avallo religioso per essere moralmente giustificato. Se lo si cerca ad ogni costo si sottopone a una sudditanza culturale di tipo confessionale una battaglia di civiltà che dovrebbe avere valore di per sé.

Mi pare che il tenore della discussione abbia cercato quel tipo di legittimazione. Si chiede a una confessione, che in quanto fede umana è sempre parziale, il permesso di poter avviare conquiste di progresso sociale dal valore universale per il benessere collettivo. Capirete da soli i rischi di questo processo e, di conseguenza, perché questo tipo di approccio sia profondamente sbagliato. Il parlamento italiano, purtroppo, insegue questo errore.

Oggi su Gay’s Anatomy: “L’umanità non ha mai smesso d’inventare nuove forme di famiglia”

Continua, in Francia, il dibattito sul matrimonio egualitario. Mi limito a commentare la piacevole lettura di Maurice Godelier alla quale vi lascio, facendovi notare come sia confortante che la questione dei diritti della comunità LGBT trovi dalla sua parte le voci più autorevoli del mondo della cultura. Direi che basta solo quest’aspetto a dare ancora più forza alle nostre lotte.

«Gli psicoanalisti sono divisi. Molti continuano a fare del padre la figura centrale della famiglia. Ciascuno di noi avrebbe tre padri: il padre reale, un padre desiderato ma immaginario e il padre simbolico, comune a tutti e a tutte, identificato nella legge. E la madre allora?

Quanto ai preti, che non hanno bambini, per loro la vera famiglia è la sacra unione di un uomo e una donna davanti a Dio e in Dio che ha per conseguenza il divieto del divorzio. Questa concezione della famiglia, modellata nei secoli dal cristianesimo, è propria dell’Occidente e non ha alcun senso in moltissime società. Il modello di famiglia si è evoluto, ad esempio, in Olanda (a maggioranza protestante) dove sono accettati i matrimoni omosessuali e l’omogenitorialità.

Presso i Baruya, ogni individuo ha diversi padri e diverse madri. Tutti i fratelli del padre sono considerati come padri e tutte le sorelle della madre come madri. Si vuole forse sostenere che tutte le famiglie diverse da quelle dell’Occidente post-cristiano siano irrazionali? È l’umanità che le ha inventate!»

Il resto puoi leggerlo su Gay’s Anatomy di oggi!

Nasce Gay’s Anatomy, il blog collettivo della comunità GLBT

Da questa settimana, ogni martedì, la pagina politica di Elfo Bruno si trasferirà sul nuovo blog del sito del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli.

Il nome del blog è Gay’s Anatomy. Il nome è stato scelto per gioco. Parte della redazione, composta da me e da altre persone legate al mondo del web e/o dell’associazionismo GLBT, si è ritrovata a tessere le lodi della splendido medical drama americano. Nasce, così, l’ “anatomia” della gay community.

Come scritto nell’editoriale di apertura:

Gay’s Anatomy è un blog della comunità lesbica, gay, bisessuale, trangender, queer, intersessuale, proprio perché blog del Circolo Mario Mieli. Nelle sue pagine non si parlerà solo di questioni lgbtqi o solo di argomenti politici o seri, avrete davanti agli occhi ogni giorno il diario degli autori che seguendo i loro stili e gusti ci intratterranno non solo con le ultime dichiarazioni omofobe del politico di turno o con la recente hit di Lady Gaga, ma con tutto ciò che gli sembrerà utile e stimolante per cercare un confronto aperto e franco, per provocare un dibattito, un sorriso o una riflessione su quanto accade intorno a noi.

È nata, insomma, una nuova realtà, nella rete, che vuole creare aggregazione di pensiero. Sarà bello esserci. E lo stesso vale per chi vorrà leggerci, commentarci, dare nuovi stimoli, criticarci o supportarci. Far crescere il dibattito, insomma.

Per cui, buona interazione a tutte/i noi!

Stasera e domani, a Catania

Direttamente dal sito del Codipec Pegaso di Catania:

Siamo liete e lieti di annunciarvi che lunedì 20 settembre ore 20:30 si terrà la proiezione del film-documentario L’amore e basta di Stefano Consiglio presso l’Arena Argentina, in via Vanasco 20, a Catania.

A seguire, martedì 21 settembre ore 21:00 siete invitate/i al dibattito “Quando l’amore basta?” presso la libreria caffetteria Tertulia, in via Michele Rapisardi 1/3, sempre a Catania.

Ad entrambi gli eventi sarà presente il regista.

Per informazioni e contatti si veda la pagina dell’evento su Facebook.
In alternativa, potete visitare la nostra pagina contatti.

Si ringrazia per la preziosa collaborazione:
Il Gruppo Pegaso Catania
la Libreria Tertulia
l’Arena Argentina

Centro Omosessuale di Iniziativa Politica e Culturale Pegaso

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P.S.: io ci sarò… :)