Questa voglia di vivere

voglia-di-vivere-68c468ce-b3d1-4d65-b372-8da87cc09bdf.jpgE poi c’è questa voglia di vivere.
Che fa tutt’uno col dolore. Che lo riconosce, lo ringrazia. Ok, sei la cartina al tornasole del mio sangue nelle vene. Però adesso, ecco, va bene così.
Perché c’è la rabbia, e il vento. E c’è il sole. Le sue scaglie sulle onde. C’è la primavera dallo stesso sapore delle mandorle verdi.
C’è la tempesta, le parole che si affollano sulle dita, quelle che popolano i pensieri.
C’è la voglia di gridare, di ridere, di piangere. La voglia di abbracciarli tutti e tutte, per dire loro che sì, sono qui, anche se a volte sembro distante, come i miei occhi innamorati.
C’è la paura. E fare sì, con un leggero movimento del capo. Con la necessità di andare avanti, qualsiasi cosa accada. Perché non c’è alternativa a tutto questo.

C’è questo. La vita, appunto. Con la sua luce e le sue ombre. Tanto più dense quanto è più forte la prima. Il calore e il rifugio. Gli abbracci e le pause. Ci sono io, ed è già un buon inizio.

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Educatori sentimentali

La verità è che siamo figli di due generazioni che hanno solo combinato casino.

Quando i nostri nonni erano fidanzati non potevano stare da soli, nella stessa stanza, se non in compagnia di un esercito di sorelle, di zie zitelle, di sguardi minacciosi e senz’appetito alcuno.
I nostri genitori, invece, sono i figli della rivoluzione sessuale e hanno sperimentato una libertà che poi ha fatto compromessi con un’idea di famiglia che era quella da cui provenivano.

Nessuno di loro, tra la repressione del sesso e la sua liberazione successiva, ha elaborato un’educazione sentimentale e per questo, io credo, ne è conseguita la follia dei nostri tempi. Per questo abbiamo paura di esprimere i nostri pensieri, di chiedere un numero di telefono, per questo, troppo spesso, riduciamo tutto al contenuto di un preservativo usato. Quando va bene.

E tutta questa verità, di cui oggi, dopo la piscina e prima di pranzo, discutevo con la mia coinquilina, mi serve per dire che ho incontrato, per l’ennesima volta, il mio vicino sexy e affascinante senza aver avuto nemmeno il coraggio di reggere il suo sguardo.

Che vita di merda.