Momento simpatia #6: la pseudo-star ex velata e il pride

viso manichino uomo con capelliAdesso non è che siccome uno è gay, pseudo-famoso ed emette un peto verbale su come deve essere un pride si deve, per forza:
– pensare che abbia una qualche forma di ragione
– dargli, di conseguenza,visibilità
– inseguirlo, quindi, nel suo delirio.

Così è facile: dopo che per una vita hai fatto la velata – che la moglie di uno sceicco in Arabia in confronto è Belen all’Isola dei Famosi – capisci che la carta dell’omosessualità è l’ultima chance per ottenere un residuo fama. E lo fai, magari, buttando fango sul lavoro di quei/lle militanti che per decenni hanno lavorato anche per te.

E se permettete, la colpa non è poi tanto di chi si avventura in queste forme di sciacallaggio identitario, quanto di chi fornisce a certa gente un megafono. La grettezza si combatte con l’oblio. A fare da eco a un peto, per tornare al discorso di partenza, ottieni solo un certo tipo di effetto sonoro: e non è certo bello o elegante, converrete.

Quattro sì contro il berlusconismo (e i suoi principali alleati)

Centrali nucleari? Semmai solo ad Arcore, anzi manco lì.
Acqua privata? Dimostrateci che avete comprato le nuvole.
Legittimo impedimento? Te ne vai in galera anche se sei il primo ministro (ogni riferimento ad attuali premier è casuale).

L’Italia da un mese a questa parte sembra un paese vivibile. Quasi civile.

Ad ogni modo, il quorum c’è stato. I sì vincono. Berlusconi è minoranza culturale di questo paese. Adesso occorre cancellarlo del tutto. E subito dopo, che tocchi ai suoi alleati, dentro e fuori il centro-destra. A cominciare da D’Alema e Veltroni.

Per i leghisti, invece, si preparino i gommoni per gli espatri forzati. Io certa gente nella mia terra non ce la voglio più.