Mangiate brioches e non toccateci Franceschini!

La notizia: dopo la manifestazione di ieri al Quirinale, per protestare contro la rielezione di Napolitano – presidente che per l’opinione pubblica ha la responsabilità di esser consustanziale al berlusconismo – un gruppo di partecipanti ha intercettato la presenza di Dario Franceschini in un ristorante. Da quel momento è partita una contestazione, feroce, contro il dirigente del Pd.

Leggo su Twitter e sui media le reazioni sdegnate e scandalizzate di amici e di esponenti politici. Termini e aggettivi come “squadrismo”, “aggressione”, “inaccettabile”, ecc, sono stati scomodati per definire una cosa molto più semplice: una contestazione.

Di cattivo gusto, sicuramente. Rabbiosa e disperata, come il momento che l’ha fatta nascere (e quindi bisognerebbe capire a chi dare la paternità del fatto, i cui partecipanti sono solo stati esecutori materiali). Ma non di certo “squadrista”, perché nessuno a fatto del male a nessun altro. A Franceschini non è stato torto un capello. Gli hanno semplicemente ricordato che “vendersi” a Berlusconi, con l’elezione di Napolitano, è percepito come l’ennesimo tradimento del Pd al paese. Tutto qua.

Poi posso concordare con voi che in troppi contro uno e per di più visibilmente impaurito non è proprio da cavalieri d’altri tempi. Ma appunto, lì occorrerebbe capire quando una cosa è opportuna o meno. Ma diglielo tu a un popolo, o parte di esso e per di più incazzato, di usare le buone maniere. Un tempo, forse, gli avrebbero consigliato di mangiare brioches. E si sa come è andata a finire.

Annunci

Le cose di cui dovrebbe vergognarsi Pier Ferdinando Casini

«Vorrei ringraziare i giovani che mi hanno contestato e spiegare loro che sono fiero di essere un sostenitore del governo Monti, cosa di cui non mi devo vergognare».

Questo il commento di Pier Ferdinando Casini, in merito alla protesta degli studenti catanesi durante la sua lectio magistralis alla Facoltà di Scienze Politiche, al grido di “nessuna lezione dall’UdC”.

Temo che i ragazzi dell’Università di Catania volessero andare oltre le motivazioni politiche del sostegno dei centristi all’attuale governo.

Tradotto in altre parole, un sano senso della vergogna dovrebbe sgorgare, nella mente del gentile presidente, per altri fatti quali:

  • la sua omofobia e la fiera opposizione alla legge contro le aggressioni ai gay
  • l’aver sostenuto e votato la legge 40, lesiva della dignità e della salute delle donne
  • l’aver candidato e fatto eleggere Totò Cuffaro, condannato per rapporti con la mafia
  • l’aver candidato e fatto eleggere l’ex ministro Romano, indagato per rapporti con la mafia
  • aver avallato, per molto tempo, la politica berlusconiana, con le sue vergognose leggi.

Ecco, per tutto questo in un paese normale non si verrebbe nemmeno eletti nemmeno in una circoscrizione di quartiere. Casini, invece, non viene nemmeno sfiorato dal benché minimo imbarazzo. Ne prendiamo atto.