O come dicevan tutti, Renzi

Premetto una cosa, affinché su questo io possa essere molto chiaro da subito: sono dell’idea che Renzi abbia tutto il diritto di correre alle primarie, di vincerle e di guidare il Pd e il prossimo governo, in caso di vittoria elettorale. La democrazia, per altro, è l’arte del possibile…

Per tale ragione non mi stupisce che il sindaco di Firenze abbia diversi sostenitori, sia tra le file dei big della politica, sia tra le persone comuni. E non mi stupisce nemmeno che dietro i suoi sostenitori politici ci siano persone come Alicata e Scalfarotto, esponenti della comunità LGBT.

Capisco di meno le critiche di chi vede in Renzi il male del mondo. E men che mai le capisco se provengono dall’interno del suo partito. Lo etichettano, infatti, come il “nuovo Berlusconi”, quando si dimentica però che il Pd è stato uno degli alleati di ferro del sistema berlusconiano – se non c’era questa attuale classe dirigente, il cavaliere non sarebbe sopravvissuto alla prima legislatura, e invece…

Oppure lo additano come probabile responsabile della svolta “a destra” che subirà il Partito democratico in caso di una sua vittoria. Ricordo, ancora, che quella svolta a destra c’è già stata addirittura dentro i DS: fu D’Alema, ad esempio, a permettere che venissero finanziate le scuole private – leggi: cattoliche – che, secondo la Costituzione, non dovrebbero ricevere nemmeno un soldo pubblico. E invece.

Se Renzi dovesse diventare il leader del Pd, penso, finalmente quel partito completerà una dolorosa ma necessaria (per esso) transizione tra posizioni identitarie novecentesche e una nuova dimensione pragmatista e post-ideologica di nuovo millennio. Si definirà di centro-sinistra, per non dispiacere al suo elettorato. Ma sarà uno dei tanti partiti conservatori europei, forse pure moderatamente accomodante su alcune questioni – diritti civili, fine vita, ecc – ma pur sempre un partito di destra economica, vicino alle istanze dei vari Marchionne, Marcegaglia, ecc.

Cosa che, vi ricordo, è già: basti pensare agli osanna dei vari Chiamparino al modello Marchionne… Solo che adesso nessuno, dentro il Pd, può dirlo apertamente.

Per cui non mi scandalizza e non mi sembra strano che esponenti del mondo LGBT sostengano Renzi e, come si sostiene, fosse anche in previsione di poltrone sicure (e chiarisco anche su questo punto: per me è legittimo sostenere qualcuno per crescere politicamente e avere riscontri in tal senso). Perché se vincesse Bersani, o se gli stessi fossero a favore di quest’ultimo, le dinamiche rimarrebbero immutate nella gestione dei rapporti di potere dentro il partito – tradotto: io ti sostengo, tu mi dai una poltrona – e le politiche economiche e sociali sarebbero in direzione degli interessi del capitale, soprattutto del grande capitale, con qualche magro contentino alle classi lavoratrici.

Certo, vero è pure che Renzi piace un sacco a Adinolfi, che è omofobo. E a Paola Binetti, che sta alla democrazia come Giuliano Ferrara sta al fitness. Ma questo è un problema interno a un partito che non riesce ancora a esprimere una classe dirigente che obbedisca a due criteri fondamentali: essere progressista e di respiro europeo.

Per cui, ben venga pure Renzi, a guidare il Partito democratico. Non sarà peggiore di Massimo D’Alema (per cui finanzierà la scuola privata, impoverendo quella pubblica) o di Rosy Bindi (prevederà istituti minori per le coppie gay, scongiurando che si arrivi al matrimonio) e così via.

Io – stando così le cose – continuerò a non votarlo. Lui e il suo partito. Come ho sempre fatto.

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