Gli 11 settembre

11settembre1973

ci sono due 11 settembre

11 settembre 2001: ricordo che ero in giro a Catania. Cercavo casa. Mi chiamò un’amica al telefono, Katia, per avvisarmi: «accendi subito la TV!» Venni poi a sapere, chiamando a casa. Andai subito all’associazione in cui facevo volontariato, per cercare di capire meglio. Perché era tutto troppo confuso, troppe parole, le stesse della paura. Trovai Lucia, un’altra amica, che mi disse: «lo sai che siamo in guerra, vero?»

Avevo ventisette anni, quel giorno. E tutto si è avverato, così come mi è stato detto.

11 settembre 1973: il Cile sprofonda in una dittatura sanguinosa e crudele, grazie al supporto del mondo occidentale. Il presidente Allende, socialista e democraticamente eletto, venne spodestato per gli interessi dell’occidente. Lo stesso che appoggia i golpe militari, ma che poi prova orrore per il terrorismo.

Gli 11 settembre

11 settembre 2001, attentato terroristico alle due torri di New York da parte di Al Qaeda, 3000 morti. Seguiranno due guerre, in Afghanistan e in Iraq, con la scusa di esportare la democrazia.

11 settembre 1973, colpo di stato in Cile, attuato da Augusto Pinochet – con l’aiuto della CIA – contro Salvador Allende, presidente democraticamente eletto. 3000 morti, 30 mila persone torturate, 17 anni di dittatura.

Ricordiamole tutte, queste date. E non certo per stilare una classifica di buoni e cattivi, ma, semplicemente, per capire fin dove può spingersi la follia dell’uomo.

Oggi su Gay’s Anatomy: “Gli stessi ingredienti”

Le ultime dichiarazioni dei nostri politici (politicanti?) fanno da contraltare alla violenza che, quotidianamente, si manifesta contro il popolo GLBT.

Ieri Matthew Shepard, oggi Daniel Zamudio… lo stesso tragico copione, che si ripete.

Non è possibile non vedere il sottile filo rosso che lega, culturalmente, certe dichiarazioni, certi atti, specifiche violenze. Nessuno, ovviamente, vuol dire che personaggi quali Bindi, Giovanardi o D’Alema auspichino aggressioni e omicidi. Ma la subcultura di chi ci aggredisce è la stessa di chi vuole negare i nostri diritti.

Di questo si è parlato, oggi, su Gay’s Anatomy. E se vuoi, puoi dire come la pensi nell’apposita sezione dei commenti.

Gay cileno ucciso dai neonazisti. E da tutti voi che…

All’inizio, quando ho letto questa notizia, ho pensato che non c’erano molte parole da dire, di fronte all’orrore:

Il Cile è sotto choc per l’aggressione da parte di un gruppo neo-nazi a un giovane gay di 24 anni, Daniel Zamudio. Il ragazzo è stato rapito e torturato per oltre sei ore.
Si è visto staccare un orecchio e bruciare una gamba. Poi è stato picchiato a calci e pugni e sfregiato su tutto il corpo con pezzi di vetro che tracciavano delle svastiche.
Zamudio è in fin di vita. La sua aggressione è avvenuta agli inizi di marzo, ma la notizia è emersa solo ora, all’indomani della dichiarazione della morte celebrale del giovane, a opera dei medici dell’ospedale Posta Central di Santiago del Cile.
La famiglia ha deciso di non staccare i macchinari che lo tengono in vita e di aspettare la morte naturale, prevista nelle prossime 48 ore.
L’ospedale è diventato metà di pellegrinaggio di tantissime persone venute a manifestare la propria solidarietà. Intanto le indagini hanno portato all’arresto di tre ragazzi di un’età compresa tra i 19 ed i 26 anni.

Poi un pensiero si è sovrapposto al senso di smarrimento, all’evidenza della tragedia che di per sé dovrebbe dire tutto.

Adesso, in molti diranno che gli dispiace e che la violenza non è mai giustificata. Lo diranno dentro i palazzi del potere e lo diranno, seppur a bassa voce, all’ombra degli altari delle chiese. Persino la gente comune non riuscirà a riconoscersi in questo gesto assurdo e criminale.

Eppure.

Tutte le volte che dite che i gay sono malati, viziosi o pervertiti.
Tutte le volte che dite che non abbiamo il diritto a sposarci, ad amare, a crescere i nostri figli.
Tutte le volte che avete sentenziato che prima vengono cose più importanti, mai fatte.
Tutte le volte che scomodate la natura, il “come sempre è stato”, la Costituzione (senza neanche averla letta, magari).
Tutte le volte che di fronte alla realtà vi opponete con la Bibbia, il Levitico e Sodoma e Gomorra.
Tutte le volte che avete fatto finta di niente, di fronte a un insulto, o avete anche ridacchiato, per qualche battutina.

Tutte queste volte avete armato, senza saperlo, le loro mani. Quelle di chi poi, magari, un giorno, i gay li ammazza davvero. Questo c’è realmente da dire, di fronte a tale ferocia.

Gli 11 settembre

11 settembre 2001, l’attentato alle Torri Gemelle svela al mondo il pericolo del fanatismo religioso islamico e gli orrori che ne possono conseguire. In pochi, tuttavia, mettono in relazione quel pericolo alla real politik americana che quei certi fanatismi li ha pure foraggiati, per un certo tempo, prima che il mostro si rivoltasse contro il proprio creatore.

11 settembre 1973, il colpo di stato organizzato dalla CIA annienta la democrazia in Cile. Il golpe di Pinochet determinerà l’assassinio di Salvador Allende – colpevole di voler perseguire il benessere della sua nazione – e l’istaurazione di una delle più feroci dittature dell’America del sud. Anche in questo caso ci furono migliaia di morti.

Io onoro i martiri di entrambe le ricorrenze, perché vittime di fatti enormi – e altrettanto assurdi – e di una crudeltà di quella politica che porta i grandi a fare del popolo carne da macello.

Quando cerchiamo il nemico del nostro benessere e della nostra sicurezza dovremmo guardare, innanzi tutto, dentro di noi. Per capire che ciò che preserva dall’assurdità della morte è il ricorso a una rigorosa onestà intellettuale.