Oggi su Gay’s Anatomy: “Parole in libertà o libertà di parola?”

Il caso Annunziata ha suscitato feroci polemiche, sia all’interno del movimento LGBT, sia nella società più in generale, sia tra i lettori di questo blog.

Una parte dell’opinione pubblica sostiene che quanto detto dalla giornalista è abominevole e irricevibile nella sua interezza. Un’altra parte, invece, si appella al diritto di libertà di parola.

Sempre sullo stesso tema, si possono ricordare le recenti parole di Ciarrapico, che parla proprio di deportazione di gay durante il fascismo. Sarebbe interessante capire come si comporterebbero i fautori della libertà di parola – o sarebbe più corretto dire delle “parole in libertà”? – di fronte a tali dichiarazioni…

Siamo sicuri che confondere la possibilità di dire ciò che pensiamo con la facoltà di pronunciare tutto ciò che ci passa per la testa sia funzionale alla democrazia?

C’è, in altre parole, una differenza, fondante per il concetto stesso di società, tra caos e equilibrio? Il diritto di libertà di parola verso quale dei due opposti tende?

Il resto potete leggerlo e, ovviamente, commentarlo su Gay’s Anatomy.

Ciarrapico: «Deportare i gay? Non ne vale la pena…»

«Due gay che si baciano mi fanno schifo. Durante il fascismo venivano mandati a Carbonia, scavavano e stavano benissimo. Oggi non vale nemmeno la pena mandarceli».

Questa e altre perle di saggezza del senatore del PdL Ciarrapico, con tanto di video annesso, potete trovarlo sul sito de Il Fatto Quotidiano.

Chissà se Lucia Annunziata si troverà d’accordo con quanto detto dall’onorevole berlusconiano. A ben vedere, sarebbero le stesse argomentazioni per cui difenderebbe – sia chiaro, per assurdo, ma le difenderebbe comunque – altri personaggi, ben più famosi, qualora le proferissero.

Ancora su Annunziata: per capire veramente chi è, basterà leggere le motivazioni per cui è andata, a suo tempo, al Family Day, la manifestazione organizzata dai gruppi estremisti cattolici contro i DiCo (grazie a Cristiana Alicata per la segnalazione).

Rimanendo, invece, sul tema “deportazione di gay”, ultimamente tornato di moda, con ogni evidenza, occorre fare una riflessione sulla trasmissione che ospita certi personaggi: arrivati a questo punto, infatti, il problema non è tanto Ciarrapico – che si manifesta da solo per quello che è – quanto la Zanzara che dà diritto di parola a certa gentaglia.

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P.S.: adesso voglio vedere cosa diranno i volteriani de noantri e i talebani del diritto di parola. Quelli per cui il contenuto trascende il diritto di dire boiate, per intenderci.