Cara Elsa, scusa se ti dico stronza

Egregia ministra Elsa Fornero,

per l’ennesima volta lei e il suo governo vi qualificate non solo come incapaci di superare questa crisi che, tra l’altro, il mondo da cui provenite ha determinato a creare, ma anche offensivi nei confronti di milioni di giovani che stanno pagando, sui loro sogni e sul loro futuro, il risultato delle vostre scelte scellerate, quelle di ieri e quelle di oggi.

Già la ministra Cancellieri ci offese, a suo tempo, giovani o meno, quando dichiarò che siamo mammoni. Come quei milioni di ragazzi e ragazze che vanno prima a studiare fuori e poi a lavorare altrove.

E adesso arriva lei, che usa un termine inglese per darci degli schizzinosi, perché, magari dall’alto di una delle sue proprietà a Courmayeur pensa che sia inaccettabile il fatto che dopo aver preso laurea, master e dottorato, si voglia fare ciò per cui si è studiato tanto. Un po’ come ha fatto sua figlia Silvia Deaglio, 37 anni, «ricercatrice in oncologia e professore associato alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino» con un doppio lavoro, «quello di responsabile della ricerca presso la HuGeF, una fondazione attiva nel campo della genetica, genomica e proteomica umana».

Per chi non lo sapesse, inoltre, «la figlia del ministro ha preso a insegnare medicina, a soli 30 anni, proprio nella stessa università in cui insegnano economia il padre Mario e la madre neoministro».

Questi sì che sono esempi di virtù, figli che si accontentano delle prime cose che gli sono capitate tra le mani e che con fare poco choosy, le hanno umilmente accettate. Mi immagino lei e la sua collega Cancellieri, tronfie e arroganti come solo il potere sa essere, e nel vostro caso – me lo permetta ministra, anzi, mi scuso, di solito non mi rivolgo così ai politici, ma siamo nell’ambito dell’immaginifico – anche un po’ stronze, gorgogliare con le vostre pappagorgie da tacchini farciti di boria e superficialità nei corridoi di Palazzo Chigi o alla buvette della Camera a mangiare caviale a 50 centesimi, tanto paga il popolo fesso e cornuto, di quanto sono fighi i vostri figli – quello di Cancellieri si è accontentato di un posto milionario di dirigente – ecco io tutto questo lo immagino e lo capisco pure, lei fa parte di una schiera di privilegiati che dà per scontato che il popolo è una fattoria di bestie da spremere e usare a proprio piacimento. Ce ne siamo accorti da quando avete messo piede al governo.

Questo, tuttavia, non le dà la facoltà di insultare il popolo italiano, perché, almeno fino a prova contraria, lei e il suo governo – che nessuno ha mai eletto dopo libere e democratiche elezioni – dovete rispondere ai cittadini e alle cittadine di questo paese del vostro operato, non certo lanciare strali verso un’opinione pubblica che, vero mistero del terzo millennio, vi tiene ancora lì senza defenestrarvi come meritereste.

Con stima pari a nulla.

Elfo Bruno

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