Gli sciacalli

Io non ci sto a vivere in un paese in cui, siccome esiste una cosa che si chiama mercato, si da la notizia della morte di una ragazza in diretta, con la madre che guarda impietrita.

Perché quello che tutti noi potremmo definire sempre più come sciacallaggio non viene fatto sul corpo di quella ragazza, ma sulla sua anima.

E a proposito di sciacalli.

Monsignor Fisichella, non so se avete presente. Quello che ha detto che la bestemmia va contestualizzata. E che non dice che, poiché la bestemmia l’ha detta Berlusconi, il Vaticano è disposto a chiudere un occhio. Poi viene fuori che Rosy Bindi lo critica, perché in effetti un vescovo che tollera certe cose, forse, non è proprio in linea col concetto di ortodossia. E monsignore le risponde:

È peggio dire un’insulsa barzelletta condita da un’imprecazione, o presentare una legge contro la famiglia e pro nozze gay?

Adesso, non sarò io a ricordare a un prete di alto bordo che, secondo i dettami della sua religione, il rispetto verso Dio viene molto prima rispetto alle preoccupazioni dei poveri umani: non so se Fisichella ha mai letto di un certo Isacco, a tal proposito.

Di certo, mi sentirei di rassicurare l’alto prelato dal basso della sua ignoranza, ricordandogli che la Bindi non ha scritto una legge sul matrimonio gay, ma una leggina che sanciva la discriminazione per le coppie gay e lesbiche spacciandola, secondo quello che è lo stile del partito a cui appartiene, per il meglio che si possa chiedere e ottenere.

Per cui la domanda da farsi è un’altra e cioè se è più grave passare per ipocrita o per una sottospecie di canide che si avventa sul cadavere di una legge per tutelare l’amore e gli affetti di migliaia di coppie di fatto in Italia che non è mai arrivata. Con tutto il rispetto, sia chiaro.