Casini e la differenza tra amore e violenza

«Non è detto che l’Europa sia sempre e comunque da imitare. Ad esempio alcuni paesi del nord hanno legalizzato dei movimenti che facevano anche apologia della pedofilia, non credo che per questo l’Europa sia un esempio da imitare.»

Lo ha detto alla radio Pierferdinando Casini, commentando la scelta delle democrazie europee più avanzate – le ultime, in ordine di arrivo: Francia e Regno Unito – di estendere il matrimonio anche alle coppie formate da persone dello stesso sesso.

Prendiamo atto di quanto segue e facciamoci anche qualche domanda:

1. Casini cerca di accomunare delle leggi di parlamenti e governi sovrani a un crimine, dicendo per altro falsità. L’Europa non ha mai avallato nessun movimento che inneggiava alla pedofilia, semmai alcuni paesi hanno dichiarato non perseguibili movimenti che auspicano l’abbassamento del limite del consenso, fermo restando che in quei paesi il reato di pedofilia permane

2. Casini si candida a governare questo paese insieme a Monti e pare che Bersani gli faccia l’occhiolino da un po’… come si comporterà, tuttavia, di fronte a personaggi pubblici quali il premier belga, Di Rupo, il primo ministro islandese, Johanna Sigurdardottir o il ministro degli esteri tedesco, Guido Westerwelle, tutti/e omosessuali dichiarati e, nel caso dei diplomatici d’Islanda e Germania, anche sposati? Queste affermazioni porterebbero al rischio di pericolosi incidenti diplomatici… (Berlusconi è stato, e giustamente, stigmatizzato per molto meno)

3. Casini non sa distinguere tra una legge che tutela un coppia e il suo progetto di vita, fatto da adulti consenzienti, e una violenza su un minore. Va bene che frequenta un po’ troppo chiese e confessionali, dove si fa confusione su questo tipo di differenza, ma a tutto dovrebbe esserci un limite.

Se poi ci mettiamo anche che questo lugubre personaggio è uno dei maggiori responsabili dello scempio berlusconiano e che ha spalancato le porte del parlamento a galantuomini come Cuffaro e Romano, la domanda è la seguente: voi dareste anche solo l’amministrazione di un condominio a un elemento simile?

In Europa non sarebbe candidato neppure a un consiglio di quartiere. Qui, ed è l’ennesimo sintomo dell’arretratezza italiana, è considerato un interlocutore politico affidabile. Speriamo che gli italiani e le italiane si sveglino, tra qualche settimana in cabina elettorale, e si regolino di conseguenza.

Politica italiana 2012

Il governo Monti e tutti quelli che, fino a ieri, lo hanno sostenuto – le vedo solo io le banche a fare la òla?
Gli insulti di Elsa Fornero – siamo tutti/e troppo choosy!
E quelli di Cancellieri – chissà dove lavora il tuo, di bambino…
I referendum – il Pd ovviamente era contrario.
L’IMU non alla chiesa – i contribuenti dicono grazie per aver pagato almeno il 25% in più.
Il concorso truffa per la scuola – ovvero: un ministro che di cognome fa eau de toilette.
La saliva di Beppe Grillo – per non pochi sempre meglio della merda dei partiti tradizionali.
La narrazione vendoliana – “due palle” posso dirlo?
Lusi e Fiorito – devo aggiungere altro?
E gli scandali in regione – guarda caso, tutte in mano a PdL e/o Lega…
Rosario Crocetta alleato dell’UdC – il primo caso di gay contro natura.
Le primarie farsa – leggi Rosy Bindi in Calabria e il “tanto dove metterli, poi, lo decidiamo noi!”.
Il ritorno di Berlusconi. Anzi no. Anzi sì. Anzi no. Anzi…
Il papa pro-omofobia – e i partiti italiani zitti. Tutti.
Il Pd che candida il procuratore Grasso come capolista – quello che voleva dare un premio a Berlusconi per il suo impegno contro la mafia.
L’ascesa di Monti in politica – e la calata del gelo, nella democrazia.
Pierferdinando Casini che parla di politica seria – come me che parlo di fica fingendo un’erezione.

Intanto i/le militanti a star dietro a tutto questo, credendoci. E se glielo fai notare, alcuni ti minacciano pure…

(Un buon proposito per il 2013 potrebbe essere quello di smettere di discutere con gli idioti o, più semplicemente, evitare di rivolgergli la parola.)

P.S.: l’elenco è in aggiornamento.

Primarie: vince Monti (bis)

Il miglior commento per queste primarie, pompate dai media, per lo più snobbate dai cittadini – è la consultazione col più basso numero di elettori da che esiste questo “istituto”, ma i giornali filo-dalemiani non ve lo diranno mai – sta nella vignetta che qui ripropongo:

italiani

A quelli che esultano per Bersani, dico: ci rivedremo al momento di dare l’IMU alla chiesa, i diritti ai gay, i soldi alle scuole private.

Ai vendoliani, ancora convinti di aver fatto una cosa di sinistra: voglio vedere quando SEL farà volare qualche aereo contro un regime mediorientale col suo voto. Sai le risate… (tutte a denti stretti, col labbro sinistro, per coerenza).

E a Bersani dico: lei non sarà mai premier. La sua alleanza con Casini porterà solo il Monti bis e, di nuovo, i soliti sacrifici ai soliti fessi. Contento lei. Contenti voi (di Pd e SEL)… io per niente.

Cattolici in politica? Il cancro italiano

Come se non fosse bastato il cinquantennio in cui la DC ha reso l’Italia un paese disgraziato, ancora oggi c’è questa tendenza totalmente suicida che vede nell’appoggio delle tonache la via maestra e nei politici cattolici degli interlocutori privilegiati nella vita istituzionale del paese.

Eppure, basta vedere atti, misfatti e crimini di cui si sono resi responsabili questi signori per capire che parimenti al vecchio Partito Fascista, le organizzazioni cattoliche che mirano a entrare in politica dovrebbero essere neutralizzate.

Riprendiamo il discorso su Pierferdinando Casini: è uno dei responsabili della creazione del berlusconismo (nel 1994 il suo partito si presentò insieme a Forza Italia) e con il Cavaliere ha determinato la politica italiana fino al 2008. Per ben quattordici anni. Di cui avremmo fatto tutti e tutte volentieri a meno.

Ancora oggi, mentre Bersani lo supplica di fare l’alleanza insieme, facendo finta di indignarsi per gli screzi sulla legge elettorale, Casini propone un provvedimento elettorale che se passasse porterebbe:

1. all’impossibilità di avere un governo stabile
2. all’impossibilità al paese di lasciar esprimere una sua parte politica – il centro-sinistra – che risulterebbe così vincitrice delle prossime elezioni

Casini sta lavorando, perciò, contro la democrazia e contro gli interessi del paese. Mi chiedo se non ci sarebbero gli estremi per un’incriminazione per alto tradimento. Se fossimo in un paese serio, va da sé.

Tra le altre perle di questo signore, l’elezione di Cuffaro, proprio mentre era indagato per collusione mafiosa. E cosa ha fatto il nostro eroe? Lo ha portato al Senato, facendo eleggere un criminale.

Ma Casini non è solo, in quella che si profila come una vera e propria opera di distruzione della democrazia e della laicità dello Stato.

Ricordate Clemente Mastella? Colui che, pur essendo ministro del passato governo Prodi, si è distinto dapprima per i continui ricatti all’esecutivo di cui faceva parte e, quindi, per aver sbaragliato la strada a Berlusconi.

Altra creatura cattolica è il Partito democratico: e grazie alla permanenza di questi signori, dentro quel soggetto politico, il Pd si distingue per una generale inazione, per essere lacerato da correnti interne, una confessionale e una post-comunista (che si vergogna di esser tale) a loro volta dilaniate da profondi contrasti interni sempre per questioni legate alla sudditanza di certi “leader” alle gerarchie vaticane.

Proprio il Pd è responsabile, ad oggi, della mancata evoluzione del codice civile e penale in direzione europea: leggi quali la procreazione assistita, i matrimoni egualitari, le unioni civili, il fine vita, ecc., trovano in questo soggetto il principale ostacolo alla loro effettiva realizzazione – basterà ricordare cosa hanno fatto i vari Fioroni e Bindi al governo e anche all’opposizione, o come votano i “cattolici democratici” a Strasburgo, a cominciare dalle signore Toia e Costa, sempre in prima linea nella difesa dell’omofobia.

Per non parlare delle loro dirette muse ispiratrici – sacerdoti, vescovi e Vaticano – contrarie anche alle più elementari norme di buon senso, come, ad esempio, l’uso del preservativo.

E possiamo continuare con le campagne d’odio promosse dal papa in persona e dai suoi rappresentanti contro divorziati, donne che hanno interrotto la gravidanza volontariamente, gay, ecc.

Se solo usassero la loro ferocia contro gli stessi pedofili che, invece, vengono da essi protetti all’ombra del colonnato del Bernini, saremmo a un passo importante in direzione del concetto di giustizia. E invece.

L’ultima perla di questo rosario di sventure e di iniquità, sta nel provvedimento del governo – anche questo, guarda caso, popolato da cattolici – che in un momento di crisi come questo, con emergenze enormi (due casi per tutti: esodati e malati di SLA, per cui non si trovano i fondi), alleggerisce lIMU alla chiesa cattolica.

Distruzione del tessuto sociale, infiltrazione mafiosa nelle istituzioni, impedimento dell’ammodernamento del diritto, mantenimento delle discriminazioni, impoverimento sociale, distruzione dello stato di diritto, incitamento all’odio, tutela di criminali… questo è il bilancio attuale della politica cattolica dentro il nostro paese. E si ricordi, che tutto questo ben di Dio, è il caso di dirlo, è per altro pagato con le tasse della società civile italiana.

Il fascismo ha fatto meno danni, a ben vedere.

Inutile dire che in qualsiasi altro paese questo stato di cose non sarebbe tollerato un minuto di più. In Italia, invece, essere cattolici è una garanzia di successo dentro ospedali (e qui andrebbe aperto un dibattito sui cosiddetti obiettori…), istituzioni, partiti, ecc. Un po’ come succede con i corrotti, con le forme di prostituzione istituzionale, con coloro che derubano la gente onesta per ingrassare i vari Fiorito, i Lusi e tutte le tangentopoli passate e presenti.

Dovremmo riflettere molto su tutto questo. E agire di conseguenza.

Il Pd, Elsa e Priebke al governo

Il Partito democratico non ce la fa. Non è nel suo DNA essere una formazione seria capace di creare indirizzi politici forti e, quindi, strategie vincenti per vincere le elezioni e governare il paese, per fare dell’Italia uno stato moderno, europeo, realmente democratico, laico e liberale.

Si era visto, per altro, già dalla sua costituzione, assolutamente contro natura, per cui un partito di sinistra (o presunto tale) ha svenduto il suo patrimonio elettorale ai residuati bellici dell’ex DC – Bindi, Fioroni, ecc – o lo ha regalato a quei trasformisti della politica italiana a cominciare da Rutelli. Roba che manco una drag queen, in confronto.

A guidare questa transizione verso una delle pagine più grigie della storia della Repubblica, l’ex sindaco di Roma, Veltroni, che facendo cadere il governo Prodi ha consegnato il paese intero in mano a Berlusconi, assieme ad altre due colonne della politica italiana: Rutelli e Fassino. I quali passeranno alla storia per aver decretato la morte dell’unico partito possibile, un soggetto socialista-democratico (senza nessuna e) sul modello della SPD o del PSF, per intenderci. E invece…

Adesso questo transatlantico alla deriva è pilotato da un capitano la cui stessa base mette in discussione – altrimenti Renzi non avrebbe ragion d’essere – rappresentativo solo della poltrona che occupa, esempio “illuminato” di una casta di sciagurati che in un paese serio qualsiasi, sarebbe già stata sterminata, politicamente parlando.

Nel contesto italiano, sarebbe facile, adesso, vincere le elezioni. Pressare il governo per non far passare le leggi ultra-conservatrici che favoriscono banche e speculatori a danno dei cittadini onesti, ad esempio. Minacciare gli alleati di far saltare ogni cosa, se dovesse passare la proposta di legge elettorale che penalizzerebbe una probabile coalizione SEL-Pd. E invece…

Bersani vuole Casini, in un impeto affettivo talmente incomprensibile che potrebbe dar adito al sospetto di pulsioni omoerotiche – mi si conceda la provocazione, non lo penso e non lo auspicherei nemmeno: i gay italiani non potrebbero subire anche questa mostruosità.

Casini lo vuole o politicamente morto, o subalterno alla sua politica confessionale e centrista, scenario che evidentemente a Bersani piace – ché forse è insita nella natura dei mediocri l’esser marginali o la stessa prospettiva di fare tale fine. Ma il Pd continua ad anelare alleanze con chi, in parlamento, o vota perché la comunità gay di questo paese venga ancora discriminata, oppure, quando non dà sfogo alla propria omofobia, fa eleggere personcine a modo come Totò Cuffaro.

Tutto questo è Casini, assieme il suo partito.
Tutto ciò Bersani desidera disperatamente.

In questa parabola di miseria umana e di terrore istituzionale, l’ultima sortita per pedere definitivamente l’elettorato progressista, il nostro Pierluigi l’ha partorita poco fa: se Fornero vuol far parte del suo governo, non ha che da chiederlo. Poco importa che questa gentile signora insulti milioni di giovani, tra precari e disoccupati, con epiteti esotici o che abbia già taglieggiato pensioni e diritti sociali. A Bersani basterà che la nostra si dichiari di sinistra. Poi potrà continuare, anche sotto il suo governo, il suo massacro sociale.

Due considerazioni sorgono lecite, a questo punto.

La prima è un’affermazione, quasi un consiglio: caro Bersani, guarda che se non li vuoi i voti della sinistra, basta dirlo eh!

La seconda è una domanda: visti gli alleati di cui ti circondi, il prossimo chi è, Priebke con delega alle pari opportunità?

In tal caso, basterà che l’ex comandante utilizzi la parola “compagno”. Visti i criteri di selezione, per Bersani sarà più che sufficiente.

Matrimonio egualitario: il mondo civile dice sì

Spagna, 6 novembre 2012: La Consulta ha bocciato il ricorso del Partido Popular e conferma la legge Zapatero sul matrimonio esteso alle coppie gay e lesbiche. Un passo importante nei confronti della cultura mondiale del diritto per le minoranze. La Spagna, anche in un momento di grave crisi economica, non rinuncia al dibattito sulla questione dei diritti e, soprattutto, alla loro salvaguardia.

Stati Uniti d’America, 7 novembre 2012: Obama vince le elezioni presidenziali per la seconda volta consecutiva, con un programma di grande apertura sui diritti delle coppie gay e lesbiche. Il presidente rieletto, per altro, si è detto favorevole al matrimonio egualitario. Nella stessa giornata di ieri è stato votato con esito positivo un triplice referendum, in Maine, Maryland e Washington, che istituisce il matrimonio per le coppie formate da persone dello stesso sesso. In Minnesota, invece, un referendum contrario viene respinto.

Francia, 7 novembre 2012: il governo ha approvato il disegno di legge sul matrimonio egualitario, che verrà discusso a gennaio in Parlamento.

In poco meno di ventiquattro ore il mondo civilizzato e democratico sconfessa, nell’ordine: la filosofia omofoba del Vaticano e dei suoi galoppini parlamentari italiani; Pierferdinando Casini e il suo orrido partito fondamentalista; l’italica destra (PdL e Lega) sempre più arroccati su posizioni medievali; l’intera linea del Partito democratico sulle unioni civili – con conseguenti mediazioni al ribasso – portate avanti dal 2007 a oggi, e in particolar modo le posizioni di personaggi discutibili quali Fioroni, Bindi, D’Alema e altri personaggi, più o meno grigi – Renzi e Bersani inclusi – della cricca cattocomunista di cui sono fieri alfieri.

A tutto questo non si può che dire sì. Un sì che va in direzione contraria al medio evo in cui pensano di vivere ancora le suddette persone e realtà politiche e che, proprio per la loro inadeguatezza di fronte al presente e alla storia, devono essere cancellati dalla scena politica italiana.

Sarebbe opportuno, adesso, che il movimento LGBT si desse una bella scossa e organizzasse, da qui ai prossimi mesi, continue iniziative di protesta e di sensibilizzazione per arrivare, in tempi brevi, a una legislazione avanzata sui diritti di cittadinanza. Magari mettendo da parte, per una volta, dissidi, dissapori, inimicizie politiche e quanto, fino a ora, ci ha reso, anche per colpa nostra, fanalino di coda in Europa e in quella parte di mondo che si fregia dell’aggettivo “civile”.

P.S.: per integrare, potete pure leggere il mio articolo di oggi su Gay’s Anatomy.

Cosa mai l’ha fatta diventare così stupido, onorevole?

Quella che segue è una lettera aperta che un giocatore di football americano, Chris Kluwe, della squadra dei Minnesota Vikings, ha scritto a tale Emmett C. Burns Jr., esponente del Partito Democratico americano che si era precedentemente scagliato contro un suo collega dei Baltimore Ravens, Brendon Ayanbadejo, per il suo supporto al matrimonio tra persone dello stesso sesso.

La lettera, che è stata pubblicata su Il Post, è molto eloquente a tale proposito:

Caro Emmett C. Burns Jr.,

Trovo inconcepibile che lei sia stato eletto come delegato dello stato del Maryland. Il suo livore e la sua intolleranza mi imbarazzano, e mi disgusta pensare che lei sia in qualsiasi modo e a qualsiasi livello coinvolto nel processo di formazione delle politiche sociali.

Le posizioni che lei abbraccia ed espone non prendono in considerazione alcuni punti fondamentali, che illustrerò con dovizia di particolari (potrebbe esserle necessaria l’assunzione di uno stagista che la aiuti con le parole più lunghe):

1. Come sospettavo, non ha letto la Costituzione, quindi le vorrei ricordare che il Primo, primissimo emendamento di questo fondamentale documento si occupa della libertà di parola, e in particolar modo delle limitazioni di tale libertà.
Utilizzando la sua posizione istituzionale (facendo riferimento ai suoi elettori in modo da minacciare implicitamente la gestione dei Ravens) per dichiarare che i Ravens dovrebbero «scoraggiare dichiarazioni di questo genere» da parte dei loro dipendenti – nello specifico Brendon Ayanbadejo – non solo lei sta chiaramente violando il Primo Emendamento, ma dimostra di essere una narcisista macchia di merda.

Che cosa mai l’ha fatta diventare così stupido? Mi sconcerta che un uomo come lei, che fa affidamento sullo stesso Primo Emendamento per coltivare i propri studi religiosi senza timore di ritorsioni da parte dello Stato, possa giustificare il soffocamento del diritto alla libertà di espressione di qualcun altro. Chiamare “ipocrita” un uomo come lei sarebbe mancare di rispetto alla parola. “Osceno, assurdo ipocrita del cazzo” è un po’ più appropriato, forse.

2. «Molti dei vostri tifosi non sono d’accordo con questa presa di posizione e ritengono che [questi argomenti] non debbano avere posto nello sport, che dovrebbe riguardare il tifo, l’intrattenimento, l’entusiasmo e nient’altro». Santo cielo, quante stronzate. Ha sul serio detto questa roba, lei che è stato «attivamente coinvolto nelle task force del governo che si sono occupate delle conseguenze culturali e sociali della schiavitù in Maryland» (come recita la sua voce di Wikipedia, ndt)? Non ha mai sentito parlare di Kenny Washington? Di Jackie Robinson? Nel 1962 la NFL prevedeva ancora la segregazione razziale, che è stata spazzata via grazie a atleti e allenatori coraggiosi che hanno osato esprimere il loro parere e fare la cosa giusta.
E nonostante tutto questo lei è capace di dire che la politica e le questioni politiche «non dovrebbero avere un posto nello sport»? Non so neanche da dove cominciare per immaginare la dissonanza cognitiva che con ogni probabilità sconvolge in questo momento la sua mente confusa e marcia, e la ginnastica mentale con cui il suo cervello si è contorto fino a produrre una dichiarazione così assurda da meritare una medaglia d’oro olimpica (il giudice russo sicuramente le darebbe 10, per “bellissimo repressivismo”).

3. Questo è più un mio dubbio personale. Ma perché odia la libertà? Perché odia il fatto che altre persone vogliano avere la possibilità di vivere le loro vite ed essere felici, anche se la pensano in modo diverso dal suo, o si comportano in modo diverso? In che modo, in che forma, la riguarda il matrimonio gay? In che modo influisce sulla sua vita? Teme che se il matrimonio gay diventasse legale, lei comincerebbe all’improvviso a pensare al pene? «Oh merda, il matrimonio gay è stato approvato, devo subito correre a farmi sfondare di cazzi!». Ha paura che tutti i suoi amici diventino gay e non vengano più la domenica a vedere le partite da lei? (Comunque è improbabile, dato che anche ai gay piace guardare il football).

Posso assicurarle che il matrimonio gay non avrà alcun effetto sulla sua vita. I gay non verranno a casa sua a rubare i suoi figli. Non la trasformeranno magicamente in un lussurioso mostro mangiacazzi. Non rovesceranno il governo in un’orgia di edonistica dissolutezza soltanto perché all’improvviso avranno gli stessi diritti del 90 per cento della nostra popolazione – diritti come le indennità della previdenza, agevolazioni fiscali per chi ha figli, i permessi familiari o i congedi per malattia per prendersi cura dei propri cari, e l’assistenza sanitaria estesa a coniugi e figli. Sa che cosa farà ai gay il fatto di avere questi diritti? Li renderà cittadini americani a tutti gli effetti, proprio come tutti gli altri, con la libertà di perseguire la felicità con tutto ciò che questo comporta. Le dicono niente le battaglie per i diritti civili degli ultimi 200 anni?

In conclusione, spero che questa lettera, in qualche modo, la porti a riflettere sulla dimensione del colossale casino che lei ha spudoratamente scatenato ai danni di una persona il cui solo crimine è stato esporsi per qualcosa in cui credeva. Buona fortuna per le prossime elezioni, sono certo che ne avrà bisogno.

Cordialmente,
Chris Kluwe

P.S. Mi sono dannatamente esposto sulla questione del matrimonio gay, quindi può anche prendere il suo «non sono a conoscenza di altri giocatori della NFL che abbiano fatto quello che fa Ayanbadejo» e ficcarselo nella sua piccola boccaccia priva di empatia, strozzandocisi. Stronzo.

A quanto pare l’omofobia induce molte persone, anche quelle che si definiscono democratiche, ad auspicare la fine delle libertà personali per contrastare, in nome di vecchie superstizioni, il principio dell’autodeterminazione.

Una lettera del genere, ancora, potrebbe benissimo essere indirizzata a molti dei nostri politici – Giovanardi, Casini, Buttiglione, Bindi, D’Alema, ecc. – ma purtroppo non ci risulta che tra i nostri sportivi vi sia qualcuno che abbia una coscienza civica così sviluppata e, parolacce a parte, una così felice loquela.

Noi abbiamo gente come Gattuso e Cassano. E se lo sport è lo specchio di una società, si capisce come mai abbiamo anche certa gente dentro Pd, UdC e PdL.

Icone etero

Ci pensavo ieri, sotto il caldo del vento di Sicilia.

Per alcuni gay (tanti) sono icone artiste come Mina, Madonna, Raffaella Carrà, Lady Gaga e Barbra Streisand.

Per alcuni etero (non pochi, ahinoi), sono credibili personaggi come Giovanardi, Casini, Binetti e Bindi.

Da una parte c’è chi tifa la regina Elisabetta.
Dall’altra chi per Ratzinger…

Capite perché l’omosessualità può salvare il mondo?

Oggi su Gay’s Anatomy: “Muse ispiratrici”

Solo l’estate scorsa nessuno avrebbe scommesso nemmeno sulla riapertura del tema delle unioni civili.

Adesso, invece, pare che pure i nemici tradizionali delle famiglie LGBT si stiano aprendo a forme di riconoscimento che, rispetto ai DiCo proposti nel 2007, appaiono addirittura futuristiche: Casini, ultimo in ordine di tempo, apre agli stessi diritti delle coppie sposate, purché l’unione non venga denominata come “matrimonio”.

Nel centro-sinistra, ancora, Bersani ha dichiarato che il tema delle unioni civili toccherà al prossimo governo del PD, dove pare stiano discutendo per approvare la civil partnership, mentre Di Pietro si converte direttamente al matrimonio allargato.

Sarà l’influenza di Hollande e Obama? Scoprilo su Gay’s Anatomy.