Idiozie umane e botti di Capodanno

B6LIxVQIgAEvDQwAvevo scritto queste parole, su Facebook ieri per la fine dell’anno, sulla questione botti e dintorni:

ultimo pensiero “politico” per questo 2014: si parla di botti di Capodanno e leggo gente scandalizzata perché ci si preoccupa per gli animali e non per gli esseri umani a cui saltano dita, ecc. Ebbene, nella speranza che non succeda niente e nessuno (uomini e animali), vorrei far presente che cani, gatti & co. sono vittime inconsapevoli dell’idiozia umana, per cui un po’ di pietà per loro e un doveroso silenzio per la stupidità dell’uomo rientrerebbero in una forma di intelligenza collettiva. 

Preoccuparsi per i più deboli dovrebbe essere una forma di nobiltà dell’essere e non cagione di scandalo, ma mi rendo conto che quell’intelletto universale di cui sopra non sfiora che pochi eletti e poche elette e per di più di tanto in tanto. Detto ciò, se siete di quelli/e che “chi se ne frega se muore un gatto di infarto, i problemi sono altri”, ebbene questa vignetta è per voi. E per chi è così cretino da trarre godimento da un’esplosione che mette in pericolo se stesso e la comunità.

Per il resto tanto amore, eh!

Leggo che ci sono stati oltre duecentocinquanta persone ferite, tra bambini e adulti. Faccio notare che nessuno mai parlerà di quanti cani, gatti ed altri animali sono morti per questa follia che fa fuori, anche (ma non solo) chi la determina. Volevo solo dire questo.

P.S.: l’immagine è stata creata da Tanik, un bravissimo vignettista siciliano. Potete seguirlo su Twitter, all’account http://twitter.com/TaniK72

Annunci

Cose da buttare

Chiamatela magia o superstizione. Ognuno di noi ha i suoi incantesimi, o i suoi scongiuri. E accade quando ci troviamo di fronte alle porte del tempo. Quando un giorno segna il passaggio tra un prima e un dopo. Halloween, il 31 dicembre, il nostro compleanno, un anniversario.

Per capodanno si buttano via le cose vecchie. Abbandonando un oggetto vetusto, si pensa, ci lasciamo alle spalle – o pensiamo di farlo – i guai, le delusioni, un’abitudine sbagliata. Per poi ritrovarci, trecentosessantacinque giorni dopo, di fronte allo stesso punto. Davanti la porta da varcare di nuovo, in cerchio.

Anch’io, ieri, ho buttato una cosa vecchia. Senza troppa enfasi. Perché un simbolo è importante, ma ciò che cambia davvero, la magia di cui siamo dotati, sta nella volontà.

Dobbiamo cominciare a buttar via le cose che non ci piacciono da subito, in ogni momento della nostra vita. Per poi trovarci, l’anno prossimo, di fronte al secchio dell’immondizia, senza enfasi, senza oggetti da maledire, senza nulla da recriminare.

Poi, chiamatela pure magia o superstizione.

Cominciamo bene?

Il papa: «La pace comincia dal rispetto di chi è diverso.»
Gay, lesbiche e trans inclusi/e?

Botti di Capodanno, nessun morto quest’anno. I feriti si contano sulle dita di una mano. Dito più, dito meno… (presa dallo stato di Facebook di Enrico).

(Che poi a ben pensarci, Enrico è pure bellino.)

Per il resto.

La festa di ieri è stata un po’ noiosetta. Con cretina inclusa.
Poi si è optato per quattro salti in discoteca. Bottino di guerra: cubo e palco ormai conquistati.
(Chi è che ha memoria del CCCP?)

A proposito di.

La Adry ha una fidanzata fighissima, bellissima e parecchio stronza. Ho adorato il suo sapiente prender per il culo praticamente chiunque dandogli l’illusione di entrare a far parte di un universo in cui la sua esperienza umana fosse centro d’attenzione.

Che poi, per scrivere quello che ho appena scritto, ho pure bruciato qualche neurone, con tanto di tic a palpebra nell’occhio sinistro.
Succede quando vai a dormire alle sette del mattino e mammina, radiosa, ti sveglia alle dieci e mezza portandoti il caffè a letto. Per cui, se a un certo punto leggerete cose del tipo vfvvvfvfhiscdjac, vorrà dire che sono crollato miseramente sulla tastiera, per narcolessi da sfinimento.

Ad ogni modo, il 2010 è cominciato ma, non so perché, a me gli anni pari non piacciono. Preferisco quelli dispari. Non è un caso, per altro, se tutte le apocalissi finora predette cadono in un anno divisibile per due. Speriamo di essere smentiti…

Nell’attesa di passare questi ultimi giorni in Sicilia, e quindi del mio rientro a Roma, non posso che rinnovare elfici auguri a tutti e a tutte. Purché meritati, ça va sans dire.