TDoR: Alemanno ignora che il Campidoglio è chiuso al traffico

Il T-DOR è la giornata mondiale in ricordo delle vittime dell’odio e del pregiudizio contro le persone transessuali e si svolge in luoghi istituzionali e significativi di tutte le principali città del mondo, proprio per la particolarità dell’evento.
Il Circolo Queer Sinistra Ecologia e Libertà aveva chiesto Piazza del Campidoglio proprio per dare all’evento un peso maggiore, considerando che il nostro Paese detiene in Europa il record di aggressioni e violenze ai danni delle persone transessuali e transgender, e che ancora è privo di leggi nazionali che tutelino i diritti della Comunità LGBTQI”.

Questa la nota del coordinatore del circolo tematico Queer.Sel, Guido Allegrezza, sulla decisione del “primo” cittadino di Roma di negare la piazza per la commemorazione delle vittime di transfobia.

Sempre a leggere la nota, pare che Alemanno abbia fatto ricorso ai suoi super-poteri di sindaco sul tema del traffico e della mobilità:

Eppure non ci risulta che in Piazza del Campidoglio transitino veicoli – commenta Luigi Nieri, Capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà nel Consiglio regionale del Lazio

si legge ancora nella nota.

Morale della favola: questo sindaco va cambiato al più presto. Non solo per la sua omo-transfobia e per il suo fascismo, ma anche perché non sa neppure che la piazza dove sta il suo ufficio non è aperta al traffico stradale.

Decisamente, io non mi fiderei di un personaggio del genere.

Annunci

I candidati GLBT romani uniti per gli asili nido: così si salva la famiglia (altro che chiesa e destra!)

Il post di oggi comincia con un aggiornamento: tempo addietro ho scritto un post sui candidati GLBT, qui a Roma. Graziella Bertozzo, in un messaggio privato, mi ha fatto notare che di candidati arcobaleno ce n’è altri. Come Edda Billi della Lista Pannella-Bonino, femminista storica e direttrice della Casa Internazionale delle Donne, una realtà romana importantissima per lo spessore culturale di cui si fa portatrice e per il ruolo sociale che ricopre in questa città. E poi, per dovere di cronaca e per par condicio, c’è anche Klaus Mondrian, della Federazione della Sinistra.

La notizia di fondamentale importanza, quindi, è la seguente. Ieri sera c’è stata la presentazione dei candidati di cui sopra alla comunità tutta. Sono state scambiate opinioni, ci si è confrontati, si è risposto a dovere a chi ha, ancora una volta, suggerito l’equazione omosessualità-pedofilia: Rovasio e Aversa hanno ricordato che le soluzioni al problema devono rientrare dentro lo stato di diritto, mentre la Alicata ha fatto notare a chi ha chiesto cosa ne pensassero loro sui crimini di pedofilia che se la persona in questione si fosse trovata a un convegno sul nucleare non avrebbe esordito con una domanda del genere (idiota, aggiungerei io).

Poi ancora, siccome noi persone GLBT siamo una parte sana della società, la battaglia di Cristiana sugli asili nido a Roma è diventata il vessillo democratico di tutti i candidati ieri presenti. La Alicata infatti si sta battendo per una politica che aiuti tutti quelle famiglie che le scelte scellerate di Alemanno metteranno e stanno mettendo in grave crisi. I tagli agli asili nido comunali, infatti, rappresentano un regalo fatto dalla destra agli istituti privati. La gente, che fino a ieri aveva un servizio comunale, dovrà pagare di tasca propria. E questo sarà un danno economico per migliaia di persone e un danno culturale nei confronti delle donne, soprattutto quelle più povere, che dovranno rimanere in casa ad accudire i figli.

Cristiana ha fatto notare che quando la destra parla di famiglia mente. Perché la famiglia non la si tutela, come fa la destra, disseminando omofobia sulle coppie gay e lesbiche ma creando condizioni di vita migliori.

Dal dibattito di ieri è emersa la volontà comune di far capire a tutta la gente che gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, poiché parti integranti di questa società, sposeranno questa causa, con una manifestazione, domani 26 marzo 2010 in Campidoglio, alle ore 11, per il sostegno della nostra comunità alle famiglie romane con l’apertura di un grande asilo nido simbolico.

Primo passo per una politica di sostanza che ci vedrà impegnati per questa lotta che, come è tipico per le questioni che sposiamo, è una lotta di civiltà. (Per maggiori dettagli si veda il blog di Cristiana Alicata).

Credo che la strada intrapresa sia fondamentale. Si sposano i bisogni della gente, superando certa nostra autoreferenzialità. Si dialoga con la città, smentendo con atti concreti il corredo di calunnie che chiesa, destra e forze retrive di questa società dirottano su di noi.

Il fatto che tutti i candidati presenti abbiano accolto questa iniziativa, creata in poche ore ma sentita da tutti, dimostra ancora di più come la presenza di persone gay e lesbiche nella scena elettorale romana faccia del bene alla nostra democrazia. Votare uno di quei candidati significa fare il bene della gente, di tutta la gente. Perché in Cristiana e Saverio, passando per Sergio e tutti gli altri, c’è una volontà inclusiva che non guarda alla sessualità e alle scelte affettive di chi ha specifici bisogni. Lo stesso non si può dire di altri candidati, molti dei quali militano in partiti la cui azione politica può essere riassunta con un solo aggettivo: degradante.

Brava Cristiana, bravi ragazzi!