Oggi su Gay’s Anatomy: “Una volta per tutti”, un’iniziativa che non piace a nessuno

La campagna “Una volta per tutti” sta suscitando numerose critiche e molte polemiche dentro il mondo politico e associativo della comunità LGBT.

Cristiana Alicata e Saverio Aversa, dentro i rispettivi partiti (Pd e SEL), non nascondono perplessità e preoccupazioni.

Anche il mondo dei blogger si muove, a cominciare da famosi e meno famosi, come Michele Darling, che reputa assurda la marcia indietro che tale campagna rappresenta.

E pure nel mondo associativo, da Arcigay a Rete Lenford, non pochi sono le perplessità e gli inviti a non firmare la petizione popolare.

E tu come la pensi? Di’ la tua su Gay’s Anatomy.

 

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Ti sposerò – Video ufficiale campagna matrimonio gay

Questo video fa parte della campagna di Arcigay per rilanciare il tema del matrimonio per tutti, più conosciuto come matrimonio gay e sarà presentato, a breve, in una conferenza stampa alla sede nazionale a Roma, in via di San Giovanni in Laterano alle 11:00.

È stato fatto dai militanti della sede di Brescia e vi hanno partecipato altre realtà, come l’Agedo, l’associazione dei genitori degli omosessuali, nella persona di Rita de Santis, lo stesso segretario nazionale di Arcigay, Luca Trentini e la scrittrice Maura Chiulli.

La colonna sonora è affidata a Jovanotti, con Ti sposerò, il quale ha aderito subito all’iniziativa.
Il filmato è molto bello, tenero e delicato. Prendete i fazzoletti, insomma…

Per il resto, buona visione e buon san Valentino a tutte e a tutti!

Faccio outing! Anzi, non ne so nulla

Parliamo di outing. E per farlo, è necessario partire da alcune dichiarazioni di Aurelio Mancuso a seguito della bocciatura della legge contro l’omo-transfobia, per arrivare fino ai giorni scorsi.

Smaschereremo tutti quegli omosessuali invisibili, politici, preti, uomini e donne di potere, che per nascondersi si accaniscono pubblicamente contro le libertà e i diritti delle persone omosessuali. (Il Giornale, 19 luglio 2011)

Pdl e Lega sono covi di politici che fanno sesso con gay e trans. Ne abbiamo le prove attraverso la nostra rete capillare di informazione. Abbiamo testimonianze e persone che hanno visto direttamente questi politici praticare sesso con gay e con trans di notte e poi di giorno attaccano gay e lesbiche e osteggiano la legge contro l’omofobia […] costringeremo all’outing quei frequentatori assidui di gay e trans che poi in parlamento si fanno paladini dell’omofobia e della famiglia tradizionale e ostacolano la legge. (l’Unità, 23 luglio 2011)

Quando venne bocciata la legge sull’omofobia mi sono davvero arrabbiato e ho pensato di fare una cosa che all’estero avviene spesso, cioè far arrivare ai giornali tramite il web i nominativi di politici non dichiarati. (la Repubblica, 15 settembre 2011)

Ripeto come un mantra, a tutti e tutte che l’idea dell’outing nacque all’indomani della bocciatura della legge di Paola Concia contro l’omotransfobia. La lanciai come moto personale di indignazione di getto su FB, tante adesioni, tanto sostegno, ma poi non si concretizzò nulla. Ora la cosa è in mano a questo gruppo di persone anonime, di cui niente so e niente voglio sapere. Come è chiaro a tutti, persino ai giornali, Equality Italia non c’entra nulla e come sai siamo impegnati in ben altre cose, tra cui il nostro Congresso che si terrà l’8 ottobre a Roma. (nota su Facebook di Ivan Scalfarotto, dopo le sue dimissioni da Equality Italia, 17 settembre 2011).

Quanto segue, invece, è l’invito apparso tempo fa su Facebook per aderire alla campagna di outing lanciata da Mancuso e pubblicizzata anche tra i commenti di questo blog:

PARTE L’ORGANIZZAZIONE PER L’OUTING
ABBIAMO BISOGNO DI
– 10 SITI DISPONIBILI A VEICOLARE LE NOTIZIE SULLA CAMPAGNA
– 3 ESPERTI DI COSTRUZIONE SITI E IN GENERALE DI INTERNET
– 3 ESPERTI IN RICERCA INTERNET E COMUNICATORI
– 3 AVVOCATI ESPERTI DI LEGGE SULLA PRIVACY E DIRITTO INT.
– 1.000 PROFILI FACEBOOK CHE RILANCINO LA CAMPAGNA
– UN GRAFICO CHE STUDI UN LOGO ADATTO

SCRIVETE A: outingora@libero.it

Tutta questa storia ha portato diverse polemiche e commenti di vario genere. Ne segnalo uno soltanto, di Giovanni Dall’Orto:

Solo in Italia un ministro si vede comprare una casa “a sua insaputa”, e un Aurelio Mancuso dar vita a una iniziativa di outing “a sua insaputa”. Ma se non altro la qualità morale dei nostri politici è omogena.

Concludo ricordando alla gentile utenza che, mentre in Italia ci si diverte a giocare a nascondino dietro un mouse, in Inghilterra la civil partnership (che regola le unioni tra gay) muterà la sua dicitura “matrimonio”. Ma è pur vero che, forse, nella perfida Albione si gioca a far meno i «rivoluzionari da tastiera» (cit).

I risultati, va da sé, sono sotto gli occhi di tutti.

In Spagna ci son le lesbiche di campagna…

Confronto tra civiltà.

In Spagna, dopo aver avuto matrimonio e adozioni, e in ispregio a qualsiasi mestruo vaticano, si fanno le campagne per la visibilità delle lesbiche delle zone rurali. Me lo ha detto la Adry…

In Italia, invece, dobbiamo contenere le lesbiche di città (soprattutto se “presidenti” di qualche associazione). Coi risultati che sono sotto gli occhi di tutti.