La sensibilità dei cattolici

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…che coincide, almeno dalle mie parti, con il concetto di istigazione alla violenza.

Nulla di nuovo, per carità! Millenni di storia del cristianesimo ci hanno insegnato che certe fedi hanno bisogno di sangue e vittime per poter prosperare. Gli epigoni del Cristo in croce non fanno differenza. Ma almeno gettassero la maschera. A partire da quella la cui guancia viene utilizzata per “sopportare” la reiterazione dell’offesa.

Mi aspetto inoltre che le orde dei giovani gay sensibili alla sensibilità dei cattolici reagiscano con la stessa determinazione, possibilmente al netto della solita stupidità dimostrata per il caso del Cassero, nel condannare questo tipo di abusi. Che avallare l’omofobia e violenze annesse dovrebbe esser cosa contraria alla sensibilità dell’essere umano.

Fonte: Angelerrimo, su Twitter.

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Aristotele era fico. Il Foglio solo omofobo

La noia e la pochezza umana e argomentativa fanno brutti scherzi. Come quello di produrre un articolo, in un giornalaccio berlusconiano, firmato da un certo Camillo Langone, che recita quanto segue:

Ma come fanno le mie amiche ad ascoltare Antony and the Johnsons, Tiziano Ferro, George Michael? Io non capisco. Ho sempre sentito l’omosessualità come un’offesa alle donne

e ancora:

Non credo che una canzone d’amore per gatti possa fungere da canzone d’amore per topi. Non credo in un amore che prescinda dall’oggetto e possa rovesciarsi indifferentemente su maschi, femmine, bestie, piante, minerali…

Come al solito, quando si parla di amore tra gay lo si confonde, scomodando le categorie della bestialità o della perversione – l’amare un sasso con sentimenti e libido umani sarebbe considerato in tal guisa da molti manuali di psichiatria.

Peccato che in quelle canzoni si parli – piaccia o meno all’autore di certe amenità da “cattolici iraniani” – di amore, per l’appunto. E forse, quando si è impegnati a vedere il marcio a prescindere e a contrapporre odio a sentimenti più positivi, poi si fa confusione e non si sa più distinguere tra sentimento e patologia.

L’apice poi, tale Langone, lo raggiunge scomodando, ancora una volta, il Levitico. Questo signore spiega il presente e l’amore (tra gay) rifacendosi a un testo pieno di inesattezze e frutto dell’ignoranza e dell’integralismo dell’uomo.

Un po’ come spiegare astronomia leggendo ancora Aristotele. Con la differenza che Aristotele, contrariamente al commentatore del Foglio e al Levitico, era fico.