Diritti LGBT: Italia VS mondo (civile)

Regno Unito, 2013. La Camera dei Comuni approva il Marriage Bill, che renderà possibile le nozze tra gay e tra lesbiche a partire dal 2014. Il premier Cameron ha dichiarato che il suo paese farà i matrimoni ugualitari, non nonostante sia conservatore, ma proprio perché conservatore. Non sono d’accordo con questa frase: legittimare (ovvero, riconoscere secondo la legge) le famiglie omosessuali è, a parer mio, un atto di profonda trasformazione sociale in senso libertario e democratico. Ma credo sia da apprezzare l’apertura del leader britannico.

Uruguay, 2013: il parlamento del piccolo stato sudamericano ha approvato la legge per il matrimonio egualitario. L’adozione era già consentita con un provvedimento precedente sulle unioni civili.

Francia, 2013: dopo l’Assemblea Nazionale anche il Senato ha votato la legge che regolamenta il matrimonio tra persone dello stesso sesso, provvedimento comprensivo dell’adozione di minori da parte delle famiglie costituite da soli uomini o da sole donne. A maggio è previsto il voto finale alla camera bassa e il ministro per la Famiglia, Dominique Bertinotti, ha dichiarato che non ci saranno sorprese.

Italia, 2013: non esiste nessuna legge di tutela per le coppie omosessuali. Oggi Franco Gallo, presidente della Consulta, ha ricordato ai politici italiani che è ora di fare qualcosa in tal senso.

A tal proposito ricordo che una note rappresentante di un noto partito politico italiano insultò i suoi contestatori dicendo loro: «niente matrimonio, se non vi sta bene andatevene via dall’Italia». Forse noi persone LGBT dobbiamo andar via da questo paese, ma a ben vedere quello che accade in giro, gli omofobi devono lasciare il mondo civile.

Annunci

Oggi su Gay’s Anatomy: “I grandi della Terra dicono sì al matrimonio gay”

Ieri Cameron e Zapatero. Oggi Hollande e Obama. E non solo…

I grandi della Terra si stanno aprendo, pian piano, alla piena equiparazione tra coppie sposate e coppie di fatto. Forse per calcolo, forse per tenersi buoni i propri elettori. Ma di certo questo tema non li spaventa, non li intimorisce e, addirittura, fa in modo che sia la destra a seguire le sinistre nella propria agenda politica.

E nel peggiore dei casi, questi sono comunque favorevoli ai diritti alle coppie (e non ai singoli, come prevedevano i DiCo).

In Italia avremo mai un “grande” alla guida del nostro paese? Leggilo su Gay’s Anatomy!