La famiglia di Callie, l’omofobia di Toia e Costa

La dottoressa Calliope Torres è bisessuale. Ed è sposata con la dottoressa Robbins, Arizona Robbins, che invece è lesbica. Insieme, hanno avuto una figlia con Mark Sloan, amico e ex amante di Callie la quale è stata pure sposata con George O’Malley. La bimba si chiama Sophia.

Stiamo parlando di una storia di fantasia, perché questi personaggi esistono solo in tv, nella serie intitolata Grey’s Anatomy, e sarebbe vista come diabolica da qualche ben pensante e ben più di un deputato della Repubblica Italiana.

Come Patrizia Toia e Silvia Costa, ad esempio, europarlamentari del PD che di recente, dalle colonne di Europa, hanno lanciato l’ennesimo attacco contro le famiglie formate da gay e da lesbiche.

Cosa dicono persone come queste due signore, è ben facile da comprendere: la società, per questa gente, si fonda sulla famiglia, quella formata da uomo e donna, in procinto di procreare. Meno chiaro è a cosa mirano questi discorsi. Cercherò di capirlo insieme a voi.

L’articolo 29 della Costituzione, infatti, definisce la “famiglia” come società naturale fondata sul matrimonio. Non definisce la società nella sua interezza, ma una parte di essa e in una delle sue aggregazioni possibili.

I cattolici integralisti, corrente alla quale evidentemente si ispirano le due eurodeputate, non vedono nessuna differenza tra società e famiglia. Si è dentro la società perché si fa parte di una famiglia. Quella, manco a dirlo, prevista dallo schema eterosessista: padre (non importa se padrone), moglie (non importa se ridotta a incubatrice) e figli (chiamati a ripetere questo schema all’infinito).

Per cui le coppie non sposate – non importa se gay, lesbiche, eterosessuali, non importa se con figli – non rientrano in quello schema e, quindi, non sono famiglia. E se non sono tali, stanno ai margini della società o al di fuori di essa.

Ora, poiché di tutte le categorie possibili sono proprio i gay e le lesbiche quelle che lottano per l’estensione di diritti specifici attraverso il matrimonio e le unioni civili, ne consegue che certe affermazioni di principio sono funzionali a lasciare fuori dalla società milioni di persone GLBT.

Patrizia Toia e Silvia Costa – ma insieme a loro Rosy Bindi, Pierferdinando Casini, Angelino Alfano, Rocco Buttiglione e molti altri ancora – hanno una precisa responsabilità storica in questo. Un giorno verranno ricordati alla stregua di chi, un tempo, discriminava gli ebrei o non voleva concedere la libertà ai neri degli USA o del Sud Africa. Qualcosa di culturalmente vicino, ideologicamente parlando e in estrema sintesi, ai nazisti e al Ku Klux Klan.

Oppure, potrebbero essere ricordati, nell’immediato, e tutti loro senza alcuna eccezione, come gli ispiratori o i mandanti morali delle aggressioni che, ormai regolarmente, si consumano a danno del popolo arcobaleno. Come è successo ai ragazzi recentemente “riconosciuti come omosessuali” in una discoteca del varesotto, e quindi prima pestati dalla security e dopo allontanati dal locale. Forse i buttafuori di quel luogo la pensano esattamente come le due eurodeputate del PD: se i gay non fanno parte della società, non hanno nemmeno il diritto a ballare.

Per le stesse identiche ragioni, la madre di Callie ha ripudiato la figlia. Perché cattolica, come le eurodeputate in questione, e come Alfano, Buttiglione e Casini. Per la madre della dottoressa Torres la famiglia, e quindi la normalità, e quindi il diritto al rispetto, è una sola.

Callie invece ha Arizona. E Mark. Ha Sofia. E ha amato George. E ha un padre che le vuole bene davvero, nonostante la moglie. E ha una ex suocera, la mamma di George, anche lei molto cattolica, che l’ha abbracciata dopo aver saputo della sua bambina. Piangendo, insieme a lei, per la gioia.

Adesso, questa serie è un prodotto di fantasia, ma la storia di Callie è una storia vera, perché queste cose accadono di continuo, in tutto il mondo, anche a persone a me vicine.

E mi chiedo, tra lo schema rigido ed escludente di Toia, Bindi e Alfano, e le situazioni come Grey’s Anatomy – quelle che accadono davvero intendo – dove ci sia più affetto, più coraggio, più protagonisti reali a testimoniare al mondo e a Dio, sempre che esista, che la famiglia non è una sola. Che c’è, sempre, dove c’è amore.