You are family…

Nel 2010 quando scoppiò lo scandalo della casa romana di Scajola, l’ ex coordinatore di Forza Italia ed ex ministro berlusconiano si difese dicendo che gli avevano comprato casa in parte, “a sua insaputa”. L’accusa parla di novecentomila euro di fondi in nero girati dall’imprenditore Diego Anemone.

Oggi, nel 2012, Umberto Bossi si dimette. La ragione della scelta è legata a quello di tale Francesco Belsito «indagato per riciclaggio, appropriazione indebita e truffa aggravata ai danni dello Stato». Le accuse non sono proprio bazzecole: appropriazione di denaro pubblico, destinato al rimborso elettorale dei partiti, e speso invece per «viaggi, alberghi e cene pagate sia ai figli di Umberto Bossi che all’ex vicepresidente del Senato e segretario generale del Sindacato padano , Rosy Mauro, con i soldi ottenuti per i rimborsi elettorali». Parrebbe che sempre i soldi del popolo italiano siano serviti, addirittura, per il diploma del Trota…

Così ha risposto l’ormai ex leader della Lega a chi gli chiedeva del suo coinvolgimento:

Denuncerò chi ha utilizzato i soldi della Lega per sistemare la mia casa. Io non so nulla di questa cose e d’altra parte avendo pochi soldi non ho ancora finito di pagare le ristrutturazioni di casa mia.

Certo, fa pensare la cartella “the family” trovata tra le carte di Belsito e «contenente la documentazione di tutte le spese sostenute per le esigenze dei parenti stretti del Senatùr».

Or bene, parlandone a tavola, mia madre, a cui evidentemente devo parte del mio pensiero critico, ha detto a un certo punto: questa gente, ammesso che sia vero quello che dice, non dovrebbe ad ogni modo andare in parlamento. Se non sono in grado nemmeno di capire chi gli ristruttura casa, come possono pretendere di governare l’Italia?

Domanda più che legittima. Anche perché dopo il ventennio berlusconiano, di cui la Lega Nord ha rappresentato un pilastro fondamentale, gli effetti – o meglio, i danni fatti – sono più che evidenti.

Credo, arrivati a questo punto, che abbiamo il diritto di pretendere di politici non solo più onesti, ma quanto meno più svegli. Ne va della sicurezza del paese.

Via la Lega dall’Italia!

È evidente che i leghisti non si sentono a casa loro, nell’Italia del nord.

Continuano a chiamarla Padania, che sta a qualsiasi atlante geografico come Topolinia sta al globo terreste (si veda a tal proposito il gruppo Facebook dedicato).

Continuano a scomodare radici celtiche, che pur ci sono, ignorando tuttavia che i celti, anzi, i galli, furono assorbiti dalla cultura romana esattamente come i greci a sud, gli etruschi e gli italici al centro e così via.

Si richiamano fuori dalla storia di Roma, ignorando che i dialetti che tanto amano sono figli del latino esattamente come il toscano, il siciliano, il castigliano, il francese, il rumeno e via discorrendo.

Non ricordano che l’unità d’Italia è stata fatta anche al nord, tra Regno di Sardegna (o Piemonte) e Lombardo-Veneto (all’epoca austriaco). Garibaldi, per altro, era nizzardo.

I leghisti sono ignoranti, ignobili, razzisti, omofobi, violenti. Questa è la Lega Nord.

Un partito che Berlusconi ha portato al governo più volte – e che pare faccia gola al sistema di alleanze del partito democratico, nonostante le smentite di Bersani (ma a ben vedere pure Veltroni doveva andarsene in Africa) – e che ha affamato il sud, ha mandato sul lastrico migliaia di insegnanti del meridione, ha reso l’Italia un paese di persone intolleranti verso lo straniero e il diverso.

La Lega Nord è violenza, è razzismo, è fascismo. La Lega Nord è morte civica.

Leggo che anche adesso, a Pontida, migliaia di esaltati gridano alla secessione, col supporto dei loro capi, Bossi e Maroni in primis.

Una volta dissi a mio padre, avevo diciassette anni, che trovavo le sue regole ingiuste. E si parlava di ritornare a casa a mezzanotte, da una festa. Lui mi guardò un po’ male e mi rispose: fino a quando stai a casa mia, le regole sono queste. Quando te ne andrai, farai ciò che vuoi.

Propongo lo stesso trattamento per i leghisti. Fino a quando staranno in Italia, e l’Italia va dalle Alpi a Lampedusa, si faranno piacere la Repubblica Italiana, unita, integra, democratica. Se poi dovessero trovarsi male, c’è sempre l’emigrazione. Che se ne vadano via. Un’Italia senza la soma leghista sarebbe un’Italia migliore, meno violenta, meno razzista e meno ignorante.