Più di un pensiero, magari a forma di nuvola

Ogni tanto ripenso a Bloody Nell.

Mi ricordo quando tornavo a casa da Catania, dopo qualche settimana di assenza, per le feste soprattutto e magari pure più in carne, e lei mi diceva «sei sciupato».

Allora, nonna, facciamo così. Oggi ti dedico una piccola magia, anche se tu non ci hai mai creduto, sebbene, senza saperlo, hai sempre dato spazio ai poteri degli elfi.

Oggi ti mando in paradiso il colore del cielo di Roma, che è lo stesso di quello che si vede dalla tua finestra, dove crescevano la menta e le fresie.
Oggi ti dedico più di un pensiero, magari a forma di nuvola, così ti ci puoi nascondere dentro.
Oggi penserò a quale sapore spedirti, perché a te piaceva mangiare e preparare i cibi, e mi hai lasciato la tua arte, i tuoi accorgimenti, la sapienza nel tritare il prezzemolo e nell’essere custode dei fuochi.

E siccome so che ti piace ridere ancora, ogni tanto imprecherò contro tu sai chi, e magari anche il suo diretto superiore. Tanto lui, da dove sei, non può dirti nulla, o lo lasci senza cena. E di questi tempi, in paradiso, senza di te, hanno solo da rimetterci. (E che questo rimanga tra noi. Siamo d’accordo…)

E in tutto questo, voglio rassicurarti: non sono sciupato, anzi, devo perdere dieci chili e credo che comincerò da gennaio, anche se non sarai d’accordo, lo so. Ma volevo, appunto, rassicurarti.

Tu, se vuoi, vieni pure a riprendermi in sogno. Come hai fatto già qualche volta. Come quando mi hai abbracciato per l’ultima volta e io sapevo che eri tu, che c’eri.

Che ci sei.

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Sempre da dentro

Oggi è una data particolare, per me e per tutto ciò che è stata la mia vita. Un paio d’anni fa, per il 20 novembre, ho scritto un post che riporto adesso, anche in questo blog. Oggi lei di anni ne avrebbe 96, ma al di là del dato anagrafico tutte le cose che ho scritto allora valgono anche adesso. Per cui buon compleanno Bloody Nell. Chissà cosa hai cucinato di buono, lassù, per gli angeli…

Oggi avresti fatto 94 anni. E sarebbe stata l’ennesima occasione per fare festa da te, in quella casa che ho sempre sentito come un’emanazione imprescindibile della mia esistenza. Perché mi piaceva fare i compiti sulla macchina da cucire, accanto alla finestra, mentre fuori pioveva. O sentirti inveire perché ti si spegnevano i cerini, mentre io riuscivo ad accenderne tre alla volta.

Volevo solo dirti, mia cara, che anche se tutto sembra mutare in fin dei conti nulla è cambiato. Come in me, quando ti penso, quando ogni tanto vieni a trovarmi in sogno ed io non mi stupisco quasi mai perché so che ti porto dentro. Anzi, visto che ci sei, dentro di me da qualche parte trovi le fresie che amavi coltivare, della ricotta come quella che piace a te, una cassata come Dio comanda e l’uomo che sono diventato e che hai contribuito a fare. Anche se non sono perfetto, anche se non avresti capito alcune scelte della mia vita. Ma so che mi vuoi bene, e avresti accettato, lo so, lo sento. Altrimenti, quando sei morta, non saresti venuta la sera stessa con tutte le tue valigie ricolme di tutta la vita di cui eri capace e non avresti salutato me – l’unico, tra tutti, e non solo perché so parlare coi morti – con quell’abbraccio che quasi avevo dimenticato, con quella forza, quella luce, quella consistenza di carne e di stoffe amiche.

Allora auguri, mia cara Bloody Nell, auguri per la tua nuova vita e per quella che hai contribuito a regalarmi. Quando penso di essere una persona fortunata, e da un po’ di tempo a questa parte lo penso un po’ più spesso, accade perché so che ti ho conosciuta e perché mi hai nutrito col tuo amore e coi tuoi cibi speziati e speciali. Allora passa dentro di me, tutte le volte che vuoi. Voglio essere la tua casa su questo mondo assurdo come tu lo sei stata per me quando non sapevo com’era fatto il mondo. Puoi venire a trovarmi quando vuoi. Te lo prometto, ti voglio bene.