Abbiamo già dato

Muccassassina. Ribattezzata anche Zarinassassina.
Quattrobianchi alla fragola. Detto anche “invisibile”.
Tipo addio dignità.
Tipo morte vieni a me.
Come fosse una formula di trasformazione da guerriera sailor.
Phoosky che bestemmia perché i maschi le toccano il culo.
I maschi. A Mucca.
E anche: gay drogati e inutili che spingono e tu che operi per la loro fine.

E quindi. Ennesimo beau maudit che ti sussurra cose pornografiche all’orecchio e poi se la tira a morte, ma non prima di averti detto di aggiungerlo tra i suoi amici di effebbì. Ovviamente fa l’attore. Il quarto in pochi mesi.

Capite perché non voglio nemmeno cercarlo su Facebook?

Elogio alla bestemmia

Ieri una ragazza si lamentava perché su Twitter era stata segnalata poiché bestemmiava.

L’utente, sicuramente una provocatrice, a cominciare dal suo nickname – attualmente “questocazzo” – poneva in realtà una questione assolutamente liberale: si è padroni di essere blasfemi, a maggior ragione se non si crede (per cui non si incorrerebbe nemmeno nel caso di bestemmia)?
Nell’evenienza di sensibilità religiose estreme (o estremiste) ci sarebbe sempre l’opzione della non lettura.

Queste considerazioni, che trovo lecite, per quanto possa capire il sentimento dei credenti, mi hanno riportato alla mente alcune puntate di alcuni reality, in cui rispettivamente Alessia Marcuzzi e Simona Ventura facevano accomodare un partecipante, bestemmiatore appunto, e pretendevano con tono solenne le sue scuse di fronte al popolo italiano tutto, per poi cacciarlo per sempre dagli studi televisivi.

Questa è l’Italia: ci si scandalizzerà sempre di più per un certo uso del linguaggio di un Ceccherini che offende la Madonna, piuttosto che guardare ai mali reali di questo paese. Vi ricordo, a tal proposito, che l’istituzione che più si sente colpita da questo tipo di insulti è la stessa che:
• sostiene che discriminare le persone omosessuali sia un diritto umano
• sostiene che non bisogna avallare la depenalizzazione dell’omosessualità nei paesi dove vige la pena di morte per tale “reato”
• invita, a Siracusa, per il 13 dicembre – festa patronale, Santa Lucia – un vescovo americano reo di aver coperto migliaia di casi di pedofilia negli Stati Uniti e per questo accolto a Roma da Karol Wojtyła (quello del santo subito, per intenderci) e promosso al rango cardinalizio.

Mi chiedo da chi si senta offeso Dio, al cospetto di certi fatti e se non siano certi atti a elogiare il disprezzo verso ciò che Egli dovrebbe rappresentare soprattutto per chi ci crede.

Per tale ragione, mi sono chiesto, sempre su Twitter, se dire “Dio prete” fosse altrettanto irriguardoso nei confronti di chi crede.

Mi ha risposto Ferrgiuu, che dichiara: «la bestemmia è qualcosa di strano, animali innocenti o parole normali sono l’inferno per alcuni, ci forniscano un decalogo».

Appunto, ci forniscano un decalogo: noi daremo loro un elenco di cose che non sono nemmeno umane.

Quello che i vescovi non dicono

La CEI dice che la famiglia è stata tradita e che la colpa è tutta delle coppie di fatto.
La CEI non dice come le coppie di fatto distruggono la famiglia, quella vera, quella mamma-papà-figli-con-ansie-da-prestazione.
La CEI non dice che la famiglia è stata tradita da quel partito che ha fatto votare ai suoi fedeli, alle ultime elezioni, da quindici anni a questa parte.

Perché quello che avete fatto votare, voi del fan club di Dio, sono stati i tagli alle scuole, all’handicap, i tagli ai servizi, per la gente che non lavora, per un fisco che premia i ricchi e distrugge le famiglie. E, nonostante tutto questo, invece di vergognarvi, sapere solo prendervela con le famiglie GLBT.

Questa è la CEI che, per tutto questo, andrebbe messa fuori legge: per istigazione all’odio. O per complicità.

Ma a proposito di.

Qualcuno, possibilmente di destra, mi spieghi se di fronte a parole entrate a forza nell’uso, quali papi e bunga bunga – tra un bestemmione e l’altro, s’intenda – si sente a suo agio col concetto di dignità personale. O se si sente al sicuro.

Perché io credo che questo paese meriti di più di un pugno di fiancheggiatori di stupratori di bambini e di ipotetici utilizzatori finali di prostitute, anche minorenni, che si arrogano il diritto di farci la morale e di spiegarci come vanno le cose nel mondo.

Credo.

Gesù Cristo potrebbe pure rivoltarsi nella tomba

Tempi difficili per il Vaticano e, last but not least, i suoi più orridi maggiordomi, dentro e fuori il parlamento.

Tutto comincia quando un buontempone fa circolare un video, con la solita battuta di sua maestà il premier su Rosy Bindi. Adesso, pure io non sono mai stato molto tenero con colei che reputo molto semplicisticamente una suora mannara, ma va detto a onor del vero che se ripeti sempre lo stesso mantra, come minimo pecchi di originalità. E considerando che si parte sempre dalle piccole cose per poter capire eventi ben più grandi, la ripetitività di Berlusconi sull’avvenenza della Bindi può esser vista come il corrispettivo psichico della sua fissa di evitare i processi. Da quindici anni, a ben vedere, tra governo e opposizione non ha pensato ad altro.

Ma veniamo al punto: re Silvio recita la solita solfa, vecchia come la pelle che continua a tirarsi sul viso anche a costo di assomigliare a Mao Tze Tung, e parte il bestemmione. Piazza San Pietro si indigna. Per poi far sapere che occorre comunque contestualizzare. Anche quando si accosta il concetto di Dio alla sfera semantica del suino. E poi si dice che la chiesa sia contro il relativismo…

Certo, fosse stato detto a una puntata di un qualsiasi reality, Berlusconi avrebbe già lasciato la casa, l’isola, la fattoria e pure l’harem. Ma la vita, per fortuna, non è il Grande Fratello. L’unica cosa in cui coincidono è la stronzaggine cosmica che poi, a ben vedere, è la stessa che genera l’alchimia che fa diventare ministre le veline e docenti universitarie le figlie di miliardari prestati alla politica.

Tutto questo per altro dimostra, per altro, come oltre Tevere si abbia, a volte, la dimensione morale di una Marcuzzi qualsiasi.

Ma non è di questo che volevo parlare.

Volevo parlare di embrioni, invece. A quanto pare il premio Nobel per la medicina, quest’anno, se l’è aggiudicato tale signor Edwards, che ha fatto la felicità di migliaia di coppie che, altrimenti, non avrebbero potuto avere un figlio. Vedi pure: fecondazione assistita.

Il Vaticano, coerentemente col suo amore per i bambini, si è ribellato: nell’attribuzione del premio a un uomo che, a sentir la pretaglia, ha permesso la distruzione di milioni di embrioni – che poi, in realtà, vengono utilizzati per ricerche scientifiche, per migliorare la salute, per fare cure di cui pure i rappresentanti del clero godono o godranno – non si è tenuto conto dell’aspetto etico della fecondazione in vitro. Già. La stessa, magari, che fa fare spallucce a chi, come l’attuale papa, ha scritto documenti super segreti per proteggere pedofili in tutto il mondo.

Ma al peggio non c’è mai fine e visto che si parla di etica, mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Joseph Ratzinger del fatto che la sua visita a Palermo del 3 ottobre scorso ha causato, nell’ordine:
- un salasso economico per un comune già disastrato da anni di amministrazione della destra
- il calpestamento della Costituzione della Repubblica, proprio quando la polizia, in pieno stile fascista, ha fatto togliere a una libreria alcune frasi proferite da un certo Gesù Cristo, in uno dei Vangeli che parlano di lui perché considerate offensive nei confronti del papa.

Certo, poi ti viene in mente che se la Santa Sede tollera chi bestemmia il diretto superiore di ogni pontefice mai esistito – che per la cronaca è anche il leader politico del sindaco del capoluogo siciliano – e che sempre la Santa Sede in passato ha tollerato di andare a braccetto con le peggiori dittature del mondo, dal fascismo in giù. Non sarà un cartellone strappato a far scandalo.

Concludo riprendendo il commento di Micromega su tutto l’accaduto: fa strano che gli unici a indignarsi, per i fatti di Palermo, siano stati Il Fatto Quotidiano e il periodico di Flores D’Arcais. Il resto della stampa – di regime e antiberlusconiana, ma ugualmente papista – tace: evidentemente era troppo occupata ad avvolgere il pesce in qualche mercato rionale.

Sfiga littoria. E nemesi padana

Non so voi. Ma. Il fatto che ci sia gente allontanata dalla tv, a volte per sempre, per l’ennesima bestemmia da reality mi sembra decisamente idiota. E anche largamente ipocrita. Ok, la sensibilità dei cattolici… Mi chiedo dove siano questi signori di fronte a scempi umani quali un’intera pagina del Corriere dedicata al Grande Fratello. Misteri della fede.

E ancora.

A Padova fa notizia l’annuncio di tre studenti che affittano casa a tutti, ad esclusione dei leghisti. E poi dicono che l’Italia è un paese incivile…

Dulcis in fundo.

È stata messa in vendita un’applicazione che permette di ascoltare sull’iPhone i discorsi di Mussolini. Certo che il mondo è pieno di sfigati…