Oggi sul Fatto Quotidiano: “‘Visto’: ecco perché le barzellette sui gay fanno infuriare i social”

Le barzellette sui gay regalate da Visto

Le barzellette sui gay regalate da Visto

Sapete quanti gay ci vogliono a cambiare una lampadina? Cinque: uno per farlo e altri quattro per dire “favoloso”.

Poi vi racconto anche quella dell’omofobo intelligente… (ma appena dico questo tutti/e si mettono a ridere e non riesco mai a finirla).

I gay, come tutti, possono essere oggetto di satira. Ma non di derisione. Perché? Provo a spiegarlo sul Fatto Quotidiano:

Siamo d’altronde nell’Italia dei Tavecchio, di chi pensa che basti avere la pelle nera per amare precise produzioni ortofrutticole. Viviamo in una subcultura che riduce le minoranze a fenomeni da baraccone destinate a ripetere gesti sempre uguali per cui un calciatore africano non può che amare le banane mentre i gay devono essere ossessionati dal sesso. Questo tipo di semplificazioni rappresenta il bignami di un certo modo di interagire col mondo. Ed è rassicurante per un popolo che è agli ultimi posti di qualsiasi classifica, dalla lettura dei libri all’acquisto dei giornali, fino alla qualità delle università e della stessa democrazia rispetto agli altri paesi occidentali: risparmia dalla fatica di documentarsi, di mettere in discussione il castello di ignoranza e approssimazione in cui l’italiano medio e mediocre vive, trionfa e prolifera.

Buona lettura!

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Forza Gnocca e altre catastrofi

A quanto pare il partito Forza Gnocca esiste già. Basta cliccare http://www.forzagnocca.it per essere reindirizzati al nuovo soggetto politico del presidente del Consiglio. Anche se a un primo sguardo sembra la solita zolfa berlusconiana…

Parlando di cose serie, invece, in questi giorni è stato un gran vociare di inadeguatezza del premier per le sue battutacce maschiliste, soprattutto dopo i fatti di Barletta.

Ebbene, secondo me affermare frasi come “nel giorno del lutto delle quattro operaie Berlusconi non può raccontare barzellette sulle donne” è un atto conseguente a una certa cultura maschilista, ad essa subalterno. Dietro certe affermazioni, infatti, rischiano di nascondersi urgenze che sottolineano le discriminazioni. E questo andrebbe combattuto.

Quella tragedia è tale non perché riguarda il sesso delle vittime, ma perché ha posto fine alla loro vita. È stata spezzata l’umanità di quattro persone: operaie e donne. E in quanto tale l’umanità di chiunque, a prescindere dal sesso, va salvaguardata e rispettata.

Dal canto suo, Berlusconi deve ricoprire un ruolo istituzionale ben preciso. Se non ne è capace, se ne vada e smetta di coprire di vergogna il paese tutto e la sua popolazione, maschile e femminile.