Ma è così terribile essere gay?

In una recente dichiarazione Gabriele Albertini, candidato montiano alla regione Lombardia, sottolineava il pericolo da parte di un infante di crescere gay in una coppia di persone dello stesso sesso. Per l’ex sindaco di Milano, e temo che non sia l’unico a pensarlo, crescere tra due omosessuali espone a quello che si profila come vero e proprio pericolo di “contagio”.

Non voglio ricordare l’assurdità di tale timore. E non solo perché non basta l’esposizione a un modello per riprodurlo in modo sterile e acritico. Al momento, la quasi totalità delle persone LGBT sono nate e cresciute in contesti assolutamente eterosessuali per cui l’automatismo di Albertini andrebbe bollato come mera idiozia dettata dall’ignoranza in materia.

Ma, appunto, non è questo che voglio mettere in evidenza. Il fatto stesso di smentire quell’impostazione, e se lo si fa è per amor di precisione, alimenta il circuito dei pensieri omofobi. Dietro quel modo di pensare si nasconde l’idea che nascere o crescere come gay sia, di per sé, una sciagura.

Ma cosa diremmo di fronte a questa frase, così rimodulata: «crescere tra due ebrei espone al rischio che il bambino venga su ebreo»? Verremmo tacciati di antisemitismo. E a ragione, perché crescere come ebrei – e più in generale dentro qual si voglia minoranza – non dovrebbe essere considerato un abominio, a meno di non appartenere a qualche associazione in cui vanno di croci uncinate e fasci littori.

Va dunque rigettata l’intera impostazione del pensiero – per così dire – di cui sopra. Crescere in mezzo a due gay rende a sua volta omosessuali? E allora? Dov’è la tragedia? Questa è la vera unica obiezione che andrebbe opposta di fronte a simili argomentazioni. Con una premessa di base: vedervi una tragedia significherebbe essere persone poco per bene. Qualcuno lo dica ad Albertini.

La croce di Binetti

La notizia è di qualche giorno fa. Pareva che Paola Binetti – ex senatrice del Pd, poi deputata dello stesso schieramento e infine trasmigrata nelle file dell’UdC, il partito degli ayatollah nostrani – in merito alla terapia del dolore per i bambini ammalati di cancro, si fosse pronunciata contraria dichiarando: «è giusto che anche loro portino la croce di Gesù».

Per fortuna si trattava di una bufala. La deputata cattolica, in una nota pubblica, ha dichiarato che non solo non ha mai proferito quelle parole, ma che lei stessa è  favore della massima riduzione del disagio e della sofferenza per i piccoli pazienti in terapia oncologica.

La cosa ci lascia tirare un sospiro di sollievo. Evidentemente anche per Binetti il rispetto della dignità umana viene prima dell’amore verso entità trascendenti indimostrate e indimostrabili.

Tuttavia, ricordo alla deputata che moltissime persone hanno creduto davvero che lei fosse capace di aver detto tali enormità. E fossi in lei, se la gente mi credesse un mostro, in altre parole, avrei due o tre domande da pormi.

Ma Alessandra Mussolini fa vedere ai figli come fa sesso?

Lo scorso 19 marzo, ad una trasmissione televisiva, Anan Paola Concia si è confrontata Alessandra Mussolini che, con la grazia che la contraddistingue, si è scagliata decisamente contro l’omogenitorialità.

Per la nipote del duce – quello che ha mandato i gay al confino, gli ebrei ai forni e una nazione intera alla rovina – è inconcepibile sia che una coppia gay ricorra all’inseminazione, sia che adotti.

La motivazione? «Un figlio» e cito testualmente «che vede due uomini che si rotolano nel letto» quale trauma potrebbe accusare?

Adesso, io non so il motivo della preoccupazione della signora Mussolini. Sono figlio di una coppia eterosessuale e i miei genitori non mi hanno mai fatto assistere ai loro atti intimi. Proprio perché la sessualità è una dimensione privata. L’ho appreso dai miei. Se un giorno dovessi aver figli, mi comporterei allo stesso modo.

Mi chiedo come mai Alessandra Mussolini si preoccupi proprio di questo aspetto. Non vorrei che facesse vedere ai suoi figli come, e la cito ancora, si rotola sul letto col marito. No perché a me fa schifo solo pensare l’ipotesi, per assurdo, che mostri i suoi atti sessuali a dei bambini.

Disegnami una figura del sole…

 

Oggi febbre… e questa canzone è davvero carina e mi faccio coccolare da lei, mentre il video è commovente e riscalda, come il sole.

Perché è come vorrei, a volte, che fosse la mia vita. Ma solo a volte, eh!