Diritti LGBT: verso la russificazione italiana

Roma, le associazioni sventolano il rainbow

Roma, le associazioni sventolano il rainbow

Non sono tempi buoni, questi, per le persone LGBT italiane. Ieri sera, alle 20:00 le sigle romane, il Circolo Mario Mieli, Arcigay e il DGP, si sono date appuntamento in via Gaeta per protestare pacificamente di fronte l’ambasciata russa. La ragione della manifestazione stava nell’arresto di Vladimir Luxuria a Sochi, per i fatti che tutti/e conosciamo. Rilasciata, le associazioni hanno deciso di confermare l’appuntamento per lanciare un messaggio simbolico al presidente Putin, contro le sue politiche ai danni della gay community del suo paese.

Arrivato al luogo dell’appuntamento, ho avuto la sgradevole sorpresa di trovarmi di fronte a una situazione surreale. La polizia italiana, rappresentate in quel momento dello Stato a cui pago le tasse, ha impedito a me e ai/lle manifestanti, di posizionarci di fronte la sede diplomatica per esporre il rainbow.

La manifestazione si è allora spostata in via di Castro Pretorio dove si è bloccato il traffico in risposta a questo atto antidemocratico. L’occupazione è terminata solo quando ci si è accordati, grazie anche alla mediazione della parlamentare di SEL, Ileana Piazzoni, per mandare una delegazione di fronte gli uffici diplomatici russi.

Non mi risulta che fossero presenti gli altri partiti, a parte Sinistra Ecologia e Libertà. Praticamente assente il Pd, con l’unica eccezione di Aurelio Mancuso (credo a titolo personale). Un centinaio in tutto i manifestanti. Non sono mancati momenti di tensione con le forze dell’ordine ed è volato anche qualche spintone.

La polizia era in evidente imbarazzo, ma ha seguito quelle direttive che di fatto hanno trasformato, per quelle ore, il nostro paese in una dependance del Cremlino. È assurdo, infatti, che si impedisca  ai cittadini e alle cittadine onesti/e di questa repubblica di attraversare il suolo pubblico, in territorio italiano, per manifestare il proprio pensiero.

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il sit in di NCD a sostegno dei marò

Tanto più grave se consideriamo il fatto che è stata permessa ai militanti del NCD di Alfano di fare un’iniziativa analoga – del tutto legittima – a favore dei marò detenuti di fronte l’ambasciata indiana. Dobbiamo forse pensare che manifestare per i diritti LGBT sia inammissibile, nel nostro paese? Perché ciò che ieri è successo in via Gaeta si configura come un atto pubblico contro la comunità omosessuale.

Qual è la differenza, a questo punto, tra il nostro paese e ciò che accade all’ombra del Caucaso e degli Urali?

Personalmente, credo che sia doveroso pagare le tasse al paese per stipendiare anche quegli agenti, che dovrebbero avere lo scopo di difendermi dai pericoli e mantenere l’ordine pubblico. A tal proposito, posso affermare che ieri la polizia ha reso un grande servizio. Peccato che lo abbia reso a chi i gay li manda in prigione. E questa è un’ulteriore ferita ai danni di milioni di cittadini e cittadine per bene, delle rispettive famiglie e delle persone a esse solidali.

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Mail bombing contro la deportazione di omosessuali in Ghana

Comincia la mail bombing di protesta contro la deportazione di gay e lesbiche in Ghana. Per partecipare è semplice. Occorre fare copia e incolla della lettera riportata qui sotto e spedire all’indirizzo dell’ambasciata del Ghana in Italia, presente nella lettera stessa.

Attenzione ad aggiornare la data!

All’Ambasciatrice della Repubblica del Ghana in Italia
S.E. Evelyn Anita Stokes – Hayford
Via Ostriana, 4 00199 Roma
info@ghanaembassy.it
consular@ghanaembassy.it

Roma, ** agosto 2011

Oggetto: Persecuzione delle persone omosessuali nella Repubblica del Ghana.

Eccellenza,
apprendo, dalla stampa internazionale ed italiana (http://africaexpress.corri​ere.it/2011/07/ghana_minis​tro_incita_alla_cac.html), che il Ministro per la zona occidentale del Ghana, Paul Evans Aidoo, ha ordinato l’arresto di tutte le persone omosessuali nella sua zona di competenza.

La denuncia, in un appello alla Comunità internazionale, viene fatta da Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Piccoau, presidenti dell’Organizzazione per i diritti umani EveryOne
(http://www.everyonegroup.c​om/it/EveryOne/MainPage/En​tries/2011/7/23_Ghana,_min​istro_ordina_persecuzione_​dei_gay._Appello_EveryOne_​a_Onu_e_Ue.html)

L’offensiva contro le persone omosessuali fa seguito alla campagna omofoba portata avanti dal Consiglio Cristiano del Ghana, che ha attaccato, a più riprese, duramente e pubblicamente, la comunità LGBT (Lesbian, gay, bisexual, and trans gender).

Riferendosi alla presenza di omosessuali nel Ghana, il Ministro ghanese ha dichiarato che “dobbiamo impegnarci con tutte le forze per estirpare queste persone dalla nostra società”.

Secondo i quotidiani locali ha inoltre chiesto ai cittadini della regione da lui governata di denunciare alle autorità tutte le persone sospettate di comportamenti omosessuali.

Le chiedo, in qualità di Ambasciatrice della Repubblica del Ghana in Italia, di fare Suo l’appello lanciato dall’organizzazione per i diritti umani Everyone all’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, al Parlamento europeo e alla Commissione dell’Unione Europea perché prendano una posizione “che scongiuri nuove escalation di violenza omofoba, nonché il perpetrarsi di gravi violazioni dei diritti fondamentali di persone LGBT nel Paese sub-sahariano”.

Confido in un suo intervento in qualità di rappresentante di un Paese democratico membro attivo delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana che in passato ha favorito e accolto le organizzazioni internazionali e regionali di cooperazione politica ed economica nel rispetto delle Carte internazionali sui Diritti Umani.

Distinti saluti,

FIRMA

Si ringrazia Mauro Cioffari , di Forum Queer di Sinistra Ecologia e Libertà per la lodevole iniziativa.