Auguri stronzi 2013

gli auguri di Grumpy Cat

Caro Babbo Natale, o chi per te visto che il più delle volte sei una gran sòla,

come di consueto eccoti la mia letterina affinché queste feste non passino inosservate, impegnata com’è la massa a spendere per regali, ingozzarsi come tacchini, lamentarsi per la crisi e poi dar la colpa a immigrati, gay e rom.

Allora, ecco per ordine rigorosamente sparso, una lista di desideri affinché il mio anno nuovo sia migliore, meno arrabbiato, più tenero e possibilmente intriso di quella sprezzante nobiltà d’animo a cui devono tendere, naturalmente, tutti gli spiriti eletti.

Poiché, come dicevo prima, siamo in tempi di crisi e siccome credo che la soddisfazione della propria umanità sia il punto di partenza fondamentale, ti chiedo di darmi un nuovo lavoro, molto ben pagato e soddisfacente. Ok, siamo d’accordo sul fatto che ci sono cose più importanti nella vita, come l’amore e i diamanti, ma non sono una persona avida e se hai il benessere poi arriva anche l’amore. Converrai.

Dopo di che, visto che non sono egoista e penso anche al resto del mondo, fa che tutto il malessere presente nel paese si trasformi in protesta costruttiva e in un progetto politico orientato per il benessere di tutta la società. Anche se so che sto parlando di un’Italia governata da Letta, con Alfano per di più, popolata da grillini dalle buone intenzioni ma poco altro e posseduta (in senso demonologico) dai forconi. Anzi, te lo chiedo proprio per questo.

Al solito, è da anni che ti chiedo miglioramenti contro l’omo-transfobia. Forse sono stato un po’ generico e devo specificare meglio, o forse leggi le dichiarazioni dei dirigenti del Pd sui passi importanti fatti in merito, ma posso garantirtelo, sotto questo punto di vista siamo ancora un paese di merda. Ergo, se anche lì potessi intervenire, magari regalandoci una legge che punisca gli omofobi e i transfobici invece che tutelarli, non sarebbe poi così malvagio.

A questo proposito e visto che pare che nel 2014 forse si va a elezioni anticipate, ti chiedo di farmi trovare sotto l’albero una buona legge elettorale, possibilmente maggioritaria e a doppio turno, e se dobbiamo mandare altri gay in parlamento, fa’ che abbiano a cuore i destini ultimi della comunità LGBT, o almeno che questi abbiano priorità rispetto alle loro ansie di ritrovarsi di fronte a una telecamera accesa o in uno studio televisivo a far salotto.

Poi dato che la legge è uguale per tutti, se magari rendiamo operative certe sentenze per chi ha evaso il fisco – anche se è vecchio, miliardario e ha condotto il paese alla rovina – non sarebbe poi un’idea così malvagia.

Un pensiero poi alla Spagna e agli amici e alle amiche che vivono lì. L’attuale governo, retto da un individuo che non lo vorrebbero a far da cattivo nemmeno come comparsa in un capitolo qualsiasi di Harry Potter, ha di fatto cancellato l’interruzione di gravidanza, aprendo al ricorso all’aborto clandestino. Ecco, se dessi perciò un po’ di senso della vergogna ai/lle vari/e pro-life che infestano la società attuale, anche qui da noi, avremmo un mondo migliore anche su questo fronte.

L’anno prossimo, per altro, ci saranno le Olimpiadi in Russia. E siccome sappiamo quanto è adorabile Putin sul fronte dei diritti umani, be’, una sana lezione di umiltà anche a lui e al suo paese, a cominciare da atlete cretine e presentatori televisivi criminali, sarebbe ottima cosa.

Fa che in India le vacche sacre caghino in massa di fronte al tribunale che ha reso di nuovo illegale l’omosessualità e che un colossale esercito di uccelli mannari caghi in testa a quanti auspicano che accada lo stesso qui in Italia. Per una sorta di contrappasso.

Fa che non ci siano più alluvioni devastanti, come quello in Sardegna, ma piovano idee geniali nella testa dei politici per fare in modo che certe cose non accadano più. E se mi dici che prima bisognerebbe cambiare i politici che abbiamo, be’, anche in quel caso hai carta bianca sul processo di rinnovamento.

E poi c’è tutto il resto, la famiglia, gli amici (anche quelli a quattro zampe), le piccole cose di ogni giorno a cui tieni… ecco magari a questi desideri ci penso io, con quello che sono in grado di fare. Ma ribadisco quanto detto negli anni precedenti: se ci regali un mondo meno schifoso non è che ci lamentiamo, eh. Anzi, avremo più tempo per chiederti regali più classici, come una sciarpa nuova, un piumone bianco e molto più tempo per condividerlo con chi vogliamo bene. Converrai.

Il canto del Merlo e il sussurro dello sciacallo

Francesco Merlo ci ha già abituato ad articoli e interventi che in qualsiasi altro paese civile verrebbero bollati, nella migliori delle ipotesi, come reazionari, per non dire fascisti.

Ricordo il caso di Domenico Riso, lo steward italiano morto, nell’agosto del 2008, in un incidente aereo con il compagno e il figlio.

Allora Merlo si scagliò contro Grillini e l’intera Arcigay, rei di aver accusato i media italiani del silenzio sulla relazione tra i due padri gay. Per Merlo, dietro quel j’accuse si nascondeva la strumentalizzazione politica – l’uso della tragedia per portare avanti le istanze della battaglia GLBT – e l’esibizione della sessualità.

Merlo non capì, o fece finta di non comprendere, che l’Arcigay chiedeva solo che venisse riconosciuto un sentimento, quello di due uomini che avevano provato, sicuramente tra non poche difficoltà, a creare un loro nucleo affettivo e umano, una famiglia, per usare un termine del mondo della “normalità”.

E invece paragono quella situazione al consumo del viagra e alle pratiche feticiste.

Adesso ritorna alla carica, sempre sulla pelle di persone vittime della tragedia. In un video pubblicato su Repubblica.it, Merlo mette a confronto Genova e Messina, i due alluvioni, l’ordine e la pulizia del nord civile e il degrado e l’abusivismo del sud mafioso.

Certo, i morti sono tutti uguali, ma le cause sono diverse, dice. E a guardare la cause, chissà che non abbiano ragione certe sub-culture, ci dice ancora, che disegnano un’immagine di un meridione lasciato in balia di delinquenze, dissesti sociali, inciviltà di sorta.

Il resto lo si può ascoltare sul filmato in questione.

Io mi chiedo, invece, se il giornalista di Repubblica non prenda spunto da certi fatti per veicolare – attraverso il dubbio, la domanda, l’indagine – giudizi morali specifici e pensieri politici abominevoli, cattivi, disumani e disumanizzanti.

Perché se così fosse, sarebbe grave che uno dei più importanti quotidiani italiani lasciasse spazio, tra le sue colonne e tra i suoi pixel, a chi pare non conoscere bene la differenza, tutt’altro che sottile, tra l’opinione critica, sempre legittima, e il più becero sciacallaggio. Questo sempre aberrante, come possono esserlo in egual modo l’omofobia, le mafie e il malaffare di questo nostro paese.

Alluvioni e nubifragi? Un problema di “sinistra”

A Genova è piovuto talmente tanto che in poche ore si sono riversate quantità di piogge che, normalmente, cadrebbero in quattro mesi.

Vogliamo riflettere un po’ su questi fatti?

Prima aspetto: tra i morti ci sono ancora immigrati. E non è un caso: gli stranieri affittano più facilmente seminterrati, perché più economici. Anche nel recente nubifragio di Roma una delle vittime è stato un immigrato. La questione, perciò, che è prima di tutto ambientale, avrebbe dei risvolti sociali legati alla povertà e agli stili di vita. E questo sarebbe un campo d’azione della politica.

Seconda aspetto: il mutamento climatico e la tropicalizzazione del clima è il frutto delle emissioni di gas nel pianeta aggravato dalle deforestazioni. Il cielo si ribella ma a terra l’uomo è così stupido da aggravare la situazione con l’abusivismo edilizio: si costruisce laddove non si dovrebbe, magari vicino al corso di un fiume o sotto una collina pronta a franare. Lo dicono anche gli esperti.

Le soluzioni, a quanto pare, toccano temi specifici di un’area politica e una soltanto: il rispetto dell’uomo, a prescindere dalle sue origini e la sua etnia, il rispetto dell’ambiente, la lotta all’abusivismo, la creazione di una coscienza sociale e ambientale insieme, il livellamento delle differenze legate al reddito, il diritto a una dimora adeguata.

Tutti cavalli di battaglia che l’attuale sinistra dovrebbe far propri, in modo serio, al cospetto di ciò che ha prodotto in questi anni il berlusconismo: il disprezzo per lo straniero visto come criminale, il diritto di cittadinanza per evasori e abusivisti di ogni sorta, l’intensificazione delle disparità sociali, il più completo disinteresse per la creazione di una cultura del e per l’ambiente.

Adesso va da sé che non è colpa di Berlusconi se piove e le piogge sono così violente. Il “piove, governo ladro!” non è una risposta all’analisi critica di certi fenomeni. Ma è certo che la cultura politica che il berlusconismo e i suoi uomini rappresentano non è buona, tra le altre cose, a risolvere nemmeno questo tipo di problemi che, invece, rischiano di aggravarsi. Questo è pacifico.

Ed è per questo che abbiamo bisogno di una sinistra che sia degna di questo nome e una destra, quella attuale, ricacciata nell’opposizione per almeno un quindicennio. Ne va della nostra sicurezza, della nostra vita e del futuro di noi tutti.