Oggi su Gay’s Anatomy: Urso, le unioni gay e la (poca) credibilità della chiesa

L’uguaglianza non dovrebbe partire proprio dal riconoscere in pieno la dignità di chi è considerato “diverso”?

Le mie considerazioni sulle “aperture” del vescovo di Ragusa alle unioni gay. E sul perché la chiesa non ha l’autorità morale per dirsi contraria al riconoscimento dei diritti civili su Gay’s Anatomy.

Leggete e commentatene tutti/e!

Coppie gay: nella chiesa è guerra tra bande

Dopo le dichiarazioni, già discriminatorie e offensive, del vescovo Urso di Ragusa, arrivano le richieste di dimissioni da parte di Alberto Giannino, dell’associazione culturale dei docente cattolici:

Urso se non condivide il magistero della Chiesa può sempre rimettere il mandato nelle mani di Benedetto XVI tre anni prima della scadenza naturale evitando di generare confusione, sconcerto, e disorientamento tra i fedeli.

Arrivano, quindi, le reazioni alle timide, insufficienti e sciagurate aperture del prelato ragusano. Tralasciando ogni valutazione ortografica sul comunicato del “docente cattolico” – per non parlare delle inesattezze, frutto o di crassa ignoranza o di malafede, sull’omosessualità – per la chiesa cattolica i gay e le lesbiche, evidentemente, devono vivere in stato di minorità giuridica, o avendo diritti inconsistenti (come i DiCo, ai quali si rifà Urso) oppure nessuna tutela.

Ciò che veramente deprime, in questa squallida guerra tra bande cattoliche, è il sostegno che certa parte del mondo gay – incapace di dare legittimità alle proprie scelte di vita senza il placet ecclesiastico – riserva a certi personaggi. Non ci si rende conto, infatti, che se passasse la linea di Urso, si arriverebbe a una legislazione che riserva il matrimonio agli eterosessuali, confinando le unioni civili in una riserva indiana del diritto.

E tutto questo, a ben vedere, è lontano dal concetto di eguaglianza e di democrazia. Per evitarlo, occorrerebbe sentirsi cittadini e non peccatori. E credo stia in ciò la chiave di volta della battaglia culturale da affrontare in Italia sui diritti civili.