Togliete internet ai leghisti. Ora!

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A quanto pare la Lega Nord Veneta ha diramato questo inquietante tweet. Adesso, lasciando stare il folklore per cui sarebbe cominciato lo sterminio di donne italiane in ospedali italiani con medici italiani a gestirli – a meno che gli immigrati, come gli alieni, non abbiano il potere di dirigere le nostre azioni a prescindere dalle nostre volontà e in quel caso non mi spiego come mai non ci inducano direttamente ad accoglierli passivamente o all’autodistruzione – vorrei farvi notare la vera tragedia della realtà posta in essere dal tweet in questione.

Ovvero:

  • le nascite del 2016 sarebbero in maggior parte “straniere” quindi avvenute all’estero, rispetto il nostro paese. Giusto?
  • se usi il maiuscolo (e già sei messo malissimo così) utilizzalo anche per le vocali accentate. Esiti come “FATALITà” sono indicativi di tutto il disagio possibile
  • “QUELLE 5 MAMME DECEDUTE” vorrebbe, oltre il minuscolo, il numerale in lettere
  • la spaziatura tra punti e parole necessita di almeno un minuto di silenzio. E di urla di dolore, subito dopo
  • “LO STERMINIO E NIZIATO”: soprattutto quello dell’accento sul verbo essere e della i- iniziale nel participio passato.

Cinque orrori linguistici in meno di centoquaranta caratteri. Ricordando che avevo allievi stranieri che usavano la lingua italiana con maggior rispetto, concludo con un auspicio: togliete internet ai leghisti. Ora!

P.S.: chissà se qualche femminista caduta in disgrazia di Se non ora quando non abbia da dire la sua, in merito…

Tifoserie telematiche (e altri problemi mentali)

Per tutta una serie di casi fortuiti, sono costretto a stilare un elenco aggiornato delle varie tifoserie telematiche con le quali mi son dovuto scontrare almeno una volta nella mia esistenza. In ordine rigorosamente casuale, segnalo i sostenitori delle seguenti teorie e fan club di vario tipo:

visitor-oldx-large11. Rettiliani e affini – credono che il nostro mondo sia popolato da una specie di rettili umanoidi, tipo Visitors, i quali vivono tra noi, sotto mentite spoglie. Per alcuni, essi sono buoni e pacifici, per altri invece la Terra altro non è che un gigantesco agriturismo dove poter mangiare carne umana. E va bene così.

2. Scie chimiche – se vedi un aereo che rilascia del fumo, non sarà mai una normale conseguenza della combustione del carburante. No. È veleno, di natura varia e molteplice. Servirà per cambiare il clima, influenzare i tuoi pensieri, far venire malattie con cui poi arricchire le case farmaceutiche e via discorrendo…

3. L’AIDS non esiste – anche in questo caso, si tratta di una congiura messa in campo dalle multinazionali del farmaco. Si fa credere, alla gente che sta male, di avere contratto il virus per vendere medicine che non servono a nulla. Non si capisce come mai, se stai male davvero, non ti vendano i medicinali con i quali curarti. A questa obiezione, di solito, partono gli insulti e l’augurio di ammalarti a tua volta. E daje.

4. L’ideologia del gender – ovvero, pare che ci sia qualcuno che vada nelle scuole della Repubblica a cercar di convincere i maschi a farsi crescere le tette e a prendere ormoni e le femmine a diventar camioniste. Lo scopo ultimo è di trasformare ogni creatura vivente dentro gli ambienti scolastici, inclusi bidelli, presidi e pure le lenticchie dei laboratori di biologia, in Cristiano Malgioglio. Per scongiurare tale pericolo – ribattezzato come “dittatura del pensiero unico” messa in campo dal presunto esercito degli “omosessualisti” – il 20 giugno a Roma la chiesa ha mobilitato centomila persone, poi diventate magicamente un milione e mezzo. Dai pani e i pesci, alla moltiplicazione dei matti.

5. Renziani – sono convinti che Renzi salverà il paese da crisi economica, gufi (e altri volatili notturni a piacere), grillini, comunisti, insegnanti, sindacati, omosessualisti (appunto), gender, ecc.

6. Fan di Matteo Salvini e Giorgia Meloni – dai sintomi facilmente riconoscibili: credono all’invasione deglsalvini boh-4i extracomunitari come fosse quella degli ultracorpi, urlano di fronte a notizie quali “no al presepe” o “tolto il crocifisso in aula”, possibilisti circa l’esistenza del gender, vestono male.

7. E i marò? – categoria di persone per cui qualsiasi aspetto dell’esistenza, dalla crisi economica alla comunione della nipotina, è di secondaria importanza rispetto alla liberazione dei marò in India. Molti di essi, a volte, rientrano anche nella categoria descritta al punto n. 6.

8. Vegani – un po’ come i testimoni di Geova alle sette del mattino, la domenica. Solo che qui le palle te le rompono se ti vedono mangiare un gelato per strada. La tua colpa? Ogni acquisto di un prodotto a base di latte. Con conseguente scioglimento delle calotte polari.

No-euro.png9. No euro – gente che, per capirci, pensa Tsipras ha approvato le unioni civili in Grecia cospirando con Angela Merkel. Lo scopo? Distogliere l’attenzione dai problemi veri della gente, come il lavoro, il salario, ecc, per poi fare leggi cattivissime contro pensionati e lavoratori. Approvare i diritti dei gay, un piano ambientale – li chiamano, per capirne la gradevolezza, diritti cosmetici – o qualsiasi altro provvedimento non abbia a che fare con banche et similia è la riprova che sei un servo della finanza tedesca. Poi gli fai notare, magari, che se riesci a far sposare due uomini estendi gli sgravi fiscali, la reversibilità della pensione e soprattutto garantisci maggiore equità rispetto alle tasse pagate. A quel punto potete star certi che vi bloccheranno sui social. Per poi tornare a leggere Diego Fusaro.

Fondamentalismi informatici

 

nella-blogosfera-nessuno-puc3b2-sentirti-urlare2Premessa: dopo anni passati con il tuo iPhone, prendi un altro telefono. Siccome non sei mai stato uno in fissa con le marche, di nessun tipo (infatti hai ancora un 4, senza aver mai sentito l’esigenza di “stare al passo”), e siccome ti sembra assurdo spendere quasi mille euro per un nuovo modello, passi a un’altra casa. Anche se il sistema operativo è Android. E ti avventuri in questo cambiamento.

Situazione mentale conseguente: dopo aver perso il 90% delle cose che avevi nell’altro telefono per milioni di cause – app vetuste, sistema di trasmigrazione dati iper-complesso e non supportato dal tuo vecchio modello, naturale sfiga in res telematiche, oltre al fatto che non è che ti sia così semplice decifrare il linguaggio degli informatici – e dopo aver smadonnato con il tuo nuovo apparecchio per ore senza averci capito sostanzialmente una mazza, onde evitare il rischio di lanciarlo contro una parete e distruggerlo, ti sfoghi sui social in modo conseguente:

tweet incriminato

Analisi linguistica: ok, ammetto che il post è infelice (e l’ho pure rimosso) e può avere una doppia interpretazione, ma io parlavo appunto di sistemi operativi e non mi riferivo certo a chi compra telefoni con un sistema Android (fosse non altro per il fatto che l’ho comprato anch’io), bensì a chi lo ha progettato. Ergo, se qualcuno/a si è offeso/a, faccio ammenda, ma non era mia intenzione scrivere qualcosa di così classista e cretino come una valutazione sociale in base alla marca di uno smartphone (se ho da schifarvi, mi basterà guardare all’uso di virgole e congiuntivi dei vostri tweet. Credetemi!)

Reazioni alla cosa: seguono, sempre su Twitter, nell’ordine

  • accuse di snobismo (e ci sta, sono stato poco chiaro e ho già chiesto scusa)
  • defollow da parte di qualche utente
  • varie teorie del complotto su ciò che volevo davvero dire (nonostante repliche e puntualizzazioni)
  • insulti e amenità similari

Sintesi: ribadendo quanto detto fino ad ora, vorrei fosse chiara una cosa. E cioè: ciò che si trova scritto sui social non è una verità assoluta incisa col fuoco sulla roccia, ma molto spesso lo sfogo di un momento. E così dovrebbe essere trattato (magari chiedendo spiegazioni e chiarimenti, nei casi di scivoloni gravi).

Aggiungo anche che armare un delirio per un sistema operativo, quasi si dicesse peste e corna su un dio a caso di un monoteismo a vostra scelta, non vi rende poi così diversi da chi nelle scuole si scanna per un crocifisso appeso al muro o per un presepe a Natale.

Conclusioni: detto questo, penso che si possa essere pro o contro qualcosa in modo più o meno critico, superficiale e anche sostanzialmente cazzone, se si parla di telefonia e roba analoga. Cioè, se mi dici che il mio mac ti fa cagare, che è roba da viziati borghesi o scomoderai eventuali piaghe d’Egitto per perorare la tua causa, amen. Non lo vedrò come una macchia indelebile sulla mia dignità personale. Poi ognuno scelga in piena libertà cosa comprare, secondo personali gusti e aspettative. È autodeterminazione anche questa.

And the winner is…

Come qualcuno sa, scrivo per due testate molto importanti. Una è versione on line de Il Fatto Quotidiano e l’altra è il sito Gay.it. In quegli spazi il mio blog, Elfobruno, ha trovato una sua naturale prosecuzione (ed è questa la ragione per cui qui scrivo di meno) e lì parlo ad una platea infinitamente più grande. Entrambe quelle realtà, l’altra sera, hanno ricevuto il premio Macchianera Italian Award, l’oscar della rete. Mi fa piacere pensare che dietro questi riconoscimenti ci sia anche, per quanto piccolo, un briciolo del mio contributo.

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E detto questo, un po’ sotto voce, si va avanti a gonfie vele. Tra qualche novità e con la determinazione di sempre.

Meme Gender e dintorni…

Sarà che sono a casa in malattia – per chi non lo sapesse ancora, mi sono fratturato due vertebre e c’è stato il rischio che ci rimettessi l’osso del collo, in tutti i sensi, ma siccome sono dispettoso e non voglio dargliela vinta a sentinelle et similia, sono rimasto in vita, ecco! – e quindi, dicevo, sarà che ho molto tempo a disposizione, ma mi sto divertendo un sacco in questo mio dover rimanere immobile a letto a creare meme per la pagina evento #regalaunavitaaLucioMalan.

Eccone alcuni, con i quali mi sono dilettato:

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silvio

la vastità del gender

gollum

miranda

Se volete vedere tutti gli altri, fatti da me e altre persone, potete visitare la pagina dedicata a Malan.

Se anche voi volete provare a rendere meno noiosa la vita del senatore o quanto meno a farsene una – è proprio ossessionato dai gay, quel pover’uomo! – potete andare qui e seguire le istruzioni su come fare. Io continuo a disegnare on line su gender e dintorni. Mi piace troppo!

Parte sui social la petizione #regalaunavitaaLucioMalan

11062684_842487119191974_4428962986473329445_nScrive migliaia di emendamenti per leggi di cui non si avvarrà mai.
Legge libri di cui non capisce il significato e poi ci fa interrogazioni parlamentari.
Twitta su mafia e Arcigay un po’ a mentula canis.
Ti risponde acido sui social.
Frequenta parlamentari che si vestono peggio di lui (ricordate le camicie di Formigoni?).
Frequenta parlamentari che ti bloccano su Twitter se dimostri di esercitare forme basilari di pensiero (Gasparri docet).
Vota pure per i colleghi distratti, in Senato.
Se la prende persino col Teatro Massimo di Palermo, perché dà il congedo matrimoniale ai suoi dipendenti gay.
Gira, fa (poche) cose, ma soprattutto vede gender. Ovunque.
E, cosa ancor più grave, sbaglia tintura per capelli.

Sorge l’atroce sospetto: ma Malan una vita ce l’ha? Aiutiamolo a trovargliene una. Clicca qui.

***

P.S.: Istruzioni per l’uso:

– condividi sui tuoi social, anche includendo una battuta o un meme
– mettere l’hashtag #regalaunavitaaLucioMalan
– non siate mai volgari, sia benvenuta l’ironia
– invitate i vostri contatti

…e rendiamo meno grigia la vita di quell’uomo!

Mantra

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I miei mantra, in vigore dal primo gennaio di quest’anno:

1. Senza pietà alcuna.
2. Il mondo deve sapere.
3. «Non c’è spazio per le teste di cazzo» (cit. Caterina Coppola).

Da associare, variamente, al più diatopicamente connotato «Sucati ‘n prunu!» (ibidem).
E buona continuazione a tutti e a tutte.