Il livello di chi vota sì

Ho scritto un articolo sul Fatto Quotidiano sul mio no alla riforma costituzionale. Un no che è personale, un no che è tale in relazione al mio essere gay (che è ancora una categoria politica). Che non vuol dire che voglio rappresentare tutte le persone Lgbt, ma che il mio esser tale mi impone una riflessione anche su questa tematica, per come ci è stata presentata in relazione ai nostri diritti.

Faccio notare che riporto, nell’articolo in questione, un link a un sito in cui si dà lo stesso identico spazio alle ragioni del sì e del no. Mi limito, quindi, a far notare alcune storture della narrazione stessa sul referendum, a cominciare dagli apparentamenti del “tu voti come i fascisti” e cose simili.

Ebbene, riporto alcune reazioni all’articolo:

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Poi ancora, sulla stessa falsariga dell’eleganza:

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Quindi mi si dà del venduto:

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sempre sul piano del “servo del Fatto”:

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Mi si dice che non posso nemmeno esprimere il mio parere:

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Per finire con il sempre verde “voti come…”:

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I pochi che sono intervenuti sul tema, senza scadere nell’insulto, non sono andati molto lontani rispetto alla narrazione governativa del “cambiar verso”. Questo il livello di certi sostenitori del sì, che fa il paio con quei sostenitori del no da cui non di distinguono per volgarità e rozzezza culturale. Poi ognuno si faccia la propria opinione.

Merda di piccione

A FERAL PIGEON ('Columba livia') in Madrid (Spain).

Ho scritto un post su un episodio per me sessista del “trono gay”. Ognuno può pensarla come vuole, si può non concordare, ma ciò che mi ha colpito è quel rozzo tifo da stadio, insieme alle generalizzazioni dei più, poi sfociato in attacchi – anche pesanti – sulla mia persona (succede, quando non si hanno argomenti).

In un caso specifico, il più grave, un tipo che mi conosce ha usato confidenze fatte durante una cena per rilanciarle contro di me mescolandole a falsità e mistificazioni, restituendo un’immagine non proprio bellissima. Ciò che mi ha ferito di quegli attacchi non è il contenuto – se vuoi vedermi come un povero sfigato, non sarò io a tentare di convincerti del contrario – ma la volgarità che traspare in essi. 

Un po’ come quando un piccione te la fa addosso. Ovviamente non pensi di essere meritevole di quella merda per chissà quale vendetta del destino, però la nausea ti viene lo stesso.

Sul razzismo, i migranti delinquenti e su chi ha cominciato prima

5030306091_488c1c7510_oHo condiviso un articolo, sul mio profilo Facebook, riguardo l’aggressione a Catania contro i tre migranti egiziani. «Non sono riuscito a vedere il video. Piccola riflessione: se a difendere la nostra “civiltà” sono questi personaggi, forse è il caso di sostituire i nostri abitanti con persone immigrate. Abbiamo solo da guadagnarci», è stato il mio commento.

Una persona che non conosco si è sentita in dovere di commentare così: «Non li difendo ! e non giustifico ! ma per arrivare a questo mi chiedo cosa abbiano fatto gli altri ? !» (la punteggiatura non è mia). Un’altra, invece, la butta sulla reazione rispetto alla delinquenza e ai soprusi che gli immigrati fanno ai danni della nostra società.

Ebbene, vogliamo affrontare seriamente questo discorso del “ma gli altri cosa hanno fatto?”. Lo vogliamo chiedere a chi ha subito cinque secoli di colonialismo selvaggio? Vi hanno mai detto che i belgi in Congo tagliavano le mani a quei neri che non portavano a compimento il lavoro assegnato (che non era esattamente riempire moduli in un ufficio)? Vogliamo parlare di intere civiltà distrutte, nel corso dei secoli? Di cosa facevano i francesi in Algeria fino a cinquant’anni fa? Si ha memoria di come abbiamo conquistato l’Etiopia, ovvero avvelenando i pozzi? Vogliamo parlare delle logiche del neocolonialismo, dopo gli anni ’60? Di chi ha messo Saddam Hussein in Iraq, i talebani in Afghanistan e di chi arma la mano dell’Isis?

Vogliamo davvero prenderlo questo discorso? Perché quello che oggi arriva nelle nostre coste, nel bene e nel male, è il frutto di tutto questo. Per cui, forse, agitare l’argomento di chi ha cominciato prima e di cosa ha fatto quell’altro, non mi sembra una scelta molto furba.

Il consorzio, le medie e la “sua” donna

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Gentile consorzio, sono laureato, ho un master e ho fatto un dottorato di ricerca. Sono stato precario per anni e mi sono sudato la mia posizione. Alla fine faccio quello per cui ho studiato, che è pure un lavoro figo, ho due mesi di ferie l’anno, il tempo indeterminato, la stima di colleghi/e e famiglie oltre al rapporto bellissimo con le mie classi. Per cui ringrazio, rifiuto l’offerta e tiro lo sciacquone.

P.S.: non vivo ancora col “mio” uomo, ma magari prima o poi arriva pure quello.

P.P.S.: la donna non è “sua”, comunque. Cavernicoli!

Referendum costituzionale: 5 motivi per votare NO

costituzione-860x450_cHo letto la riforma della Costituzione (in allegato) e credo, ancor più di prima, che sia a serio rischio la nostra democrazia per i seguenti motivi:

1. applicata all’Italicum dà tutto il potere a un partito solo, che è gestito da un uomo solo (decide le candidature, per capirsi, quindi chi andrà alla Camera a votare le leggi)

2. il Presidente della Repubblica può essere eletto da una maggioranza semplice di appartenenti allo stesso partito, a partire dal settimo scrutinio (con il 60% dei deputati presenti, di fronte al partito di maggioranza che controlla il 55% dell’intera Camera)

3. la Corte Costituzionale sarà eletta per:
• 1/3 dal presidente della Repubblica gradito al partito di governo
• 1/3 dalla Camera (sempre in mano al partito unico) e dal Senato (che potrebbe essere popolato da pregiudicati, vista la nobiltà politica delle classi dirigenti locali)
• 1/3 dai giudici.

Per cui 5 saranno eletti dal presidente voluto dal partito di maggioranza, 5 dalla magistratura, 3 dalla Camera dominata dal partito che governa e 2 dal Senato. Ammettendo che i 2 del Senato siano indipendenti, la Corte Costituzionale rischia di avere 8 giudici filogovernativi (e far passare ogni nefandezza giuridica)

4. leggete i punti precedenti e pensate se domani vincesse Salvini o Grillo, o Renzi stesso, che potranno controllare agevolmente: Parlamento, Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale

5. ora decidete se votare sì a questa evenienza OPPURE NO. E buon ponte.

P.S.: sì, ci sono dei giuristi che dicono che tutto questo non si verificherà mai. Sarebbe interessante capire che rapporti hanno con il Pd e con Renzi in persona, per capire quanto disinteressati.

P.P.S.: questa riforma piace a Verdini e a Maria Elena Boschi ed è invisa a costituzionalisti e gente che ha fatto politica senza ombre (da Zagrebelsky a Rodotà, noti “grillini”). Direi che i dubbi stanno a zero.

I vip votano Raggi. Caro Pd, due domande me le farei

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Claudio Santamaria, sosterrà il M5S a Roma

Leggo sui social un vago scandalo per le dichiarazioni di Sabrina Ferilli, Fiorella Mannoia e Claudio Santamaria , ecc, che hanno dichiarato di votare Raggi per le amministrative di Roma. «Allora meglio non votare» commentano i seguaci di Renzi. Premesso che io non voterei mai la signora in questione (così evitiamo, si spera, la patente di grillino), vi faccio notare due cose, semplici semplici:

  1. il voto di persone che si sono sempre dette a sinistra non è appannaggio della volontà o delle aspettative degli iscritti al Partito democratico
  2. fossi in tutti voi, se arrivano endorsement spontanei per la candidata del M5S dal mondo dello spettacolo, due domande me le farei…

Poi certo, ci sarebbe qualche commento da fare sulla democraticità del pensiero “o voti me o non votare”, ma stiamo parlando del Pd. Un partito che deve ancora capire cosa significa quell’aggettivo messo lì in mezzo al suo nome.

L’eredità di Marco Pannella

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È morto Marco Pannella, personaggio chiave della storia della Repubblica. A me non piaceva del tutto, ma non posso non riconoscergli il grande spessore politico, l’aver cambiato l’Italia pur essendo “minoranza” e con un partito del 3%. Ecco, forse sarebbe opportuno ricordarlo così. Soprattutto quando vi sentite i Richelieu della situazione solo perché votate in massa il potente di turno (cambiandolo al momento opportuno), magari prendendo in giro chi ha il coraggio delle proprie idee – do you know “ciaone”? – trovandosi proprio in quella posizione minoritaria che trae forza e liceità per il semplice fatto di essere la posizione giusta (e non quella che conviene sposare). Credo che Pannella ci lasci questa eredità.

Recuperare tutto l’amore possibile (sul 17 maggio)

rainbowflagOggi è la giornata mondiale contro l’omofobia. Che poi è la celebrazione delle nostre resilienze. Di come quando da ragazzo, a una certa, senti fuori dalla tua finestra un coretto di adolescenti cretini che ti gridano che sei frocio, cantilenando. Allora ti affacci, perché quando è troppo è troppo, e scopri che non c’è nessuno. Solo un’allucinazione dettata dalla paura e l’abitudine al disprezzo.

Quindi misuri la distanza dal quinto piano a terra e pensi che è solo un salto. Farà male per poco, poi la pace. Fino a quando qualcosa da dentro ti sussurra di no. Non è quello il tuo destino, non è l’abisso. C’è il sole dopo la pioggia, il sapore del cioccolato, la forma delle nuvole a cui dare significato, le carezze del tuo gatto. Parole nuove, da dire ancora. Recuperare tutto l’amore possibile. E capire, da quel momento, che quelle grida malevole devono andar via. Dentro e fuori di te. Ma soprattutto dentro. Per lasciare spazio al sussurro della vita.

Ecco, questo io celebro oggi.

Morire a 18 anni, dopo il coming out in famiglia

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Prima di finire sotto quel treno ad alta velocità, le ultime parole sono state per quel fidanzato con cui, secondo l’insegnante che era diventata la sua confidente, viveva un rapporto sereno. Il primo è delle 23.15, Paolo scrive a Giulio: “amore”. Poi alle 23.26: “Cucciolo Ti amo Perdonami Ti amo”. Giulio risponde: “Ti amooo” e poi chiede scusa “per cosa?”. Ma prima della risposta arriva il Freccia che travolge Paolo. (Fonte Gaypost.it)

Il resto è una storia di violenze in famiglia e di indifferenza a scuola.

Dov’è stata la società degli adulti, quando Paolo ha chiesto aiuto contro omofobia familiare e bullismo scolastico? Quella che doveva vigilare per il bene dei figli, di tutti i figli?