Girl just want to have fun

Ultimamente scrivo di meno qui. Ma scrivo molto altrove (e cioè qui, qui e qui). Volevo chiudere questo blog, ci ho pensato e per alcuni minuti l’ho anche fatto. Salvo poi pentirmene amaramente. Per cui rieccomi qui. E per la cronaca, siamo al tredicesimo anno di “Elfobruno”. Ma non è di questo che volevo parlare.

Girls-Just-Want-To-Have-Fun-Music-Video-cyndi-lauper-23964793-500-375Sto portando avanti, un po’ su tutti i miei canali, il dibattito sulla Gpa. Questo mi ha portato tante nuove “fan”, che periodicamente sulle loro bacheche, sulla mia o tra i miei messaggi privati vengono e si indignano, oppure occasionalmente insultano (“sei un bullo!”) e minacciano (dalla querela alle minacce di farti licenziare a lavoro).

Sono felice e ringrazio tutte queste signore che mi dimostrano quanto sia fondamentale il mio ruolo come antidoto alla loro noia quotidiana e, in alcuni casi, a quel male di vivere forse causato dal fatto di non aver ancora ricevuto inviti in prestigiose tribune, da Giletti a Barbara D’Urso, in qualità di opinioniste.

Unica avvertenza: le parole usatele bene. Magari imparate cos’è il bullismo o cosa significa violenza organizzata contro uno solo, per altro incapace di difendersi. Fate un favore non tanto a me, quanto alla Crusca e al concetto di intelligenza. Anche linguistica. Dopo di che buon lunedì e baci sparsi.

Momento simpatia #3: la lingua italiana

dizionario

E comunque bisognerebbe spiegare a qualcuno, sull’internet, che tra cervello, dita e tastiera collocata vicino allo schermo c’è un fenomeno complesso, da tenere a mente, chiamato “lingua italiana” (e relativa interpretazione della stessa). Così, giusto per non alimentare l’imperante disagio dei tempi moderni.

Momento simpatia #1: il classismo

k10411276Momento simpatia del lunedì mattina: mi fa tanto ridere il classismo alla ‪#‎CiaoPovery‬ sui social da parte di chi ha il bancomat di papà o mamma come unica fonte di reddito, se tutto va bene. Al netto del fatto che per i ricchi, quelli veri, certa gente si colloca in un gradino qualsiasi del concetto di quasi indigenza. Insomma, sembrano “poracce” tanto quanto, di quelle che usano la -y finale per quel gusto dell’esotismo che fa tanto inserto di ukulele in una cover di Gigi D’Alessio.

(E inauguro con questo, la nuova rubrica del mio blog ad alto tasso di diversa amabilità).