Essere al pride: per chi ancora non è libero

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“Il viso non lo mostro, sono riservato.”
“Andare al pride? Sei pazzo? Poi la gente pensa che sono gay.”
“Sei dichiarato, non possiamo uscire insieme, sono insospettabile e cerco altrettanto.”
“Ok, incontriamoci. Ma solo se sei maschile”.
Questi i discorsi in cui puoi imbatterti a Siracusa, nel 2017, in chat come nelle chiacchiere tra amici.
Nonostante i progressi fatti a livello giuridico e culturale.
Nonostante le unioni civili (che come previsto, prendono atto di un cambiamento e non spostano nulla nella coscienza collettiva).
Per queste persone che ancora non sono libere, è importante dare visibilità di noi stessi/e. Per essere da esempio. Perché il nostro coraggio sia più forte della paura.
Per questo oggi, al Siracusa Pride 2017 è importante metterci la faccia. La differenza tra esserci e non esserci è la stessa tra vivere pienamente e arrancare nell’esistenza. Ed io credo che bisogna sempre scegliere la vita nella sua pienezza. Buona fierezza, buona festa dell’orgoglio. Anche oggi.

P.S.: tesoro, tu che hai paura ad andare al pride perché la gente poi pensa che sei gay, ti do una notizia. Sei gay. Ed è bellissimo. :)

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