Momento simpatia #7: le femministe della differenza

samaraMi interrogo molto sulle cosiddette “femministe della differenza”. Mi interrogo sul loro essere così arraggiate* coi maschi gay e con le donne che esercitano le loro libere scelte (leggi Gpa), nello specifico. Mi chiedo se a monte di certo astio a tanto al chilo ci sia quella sindrome da “vecchia mai stata moglie, senza mai figli, senza più voglie”, già isolata da De Andrè, o se sia una conseguenza del fatto che certe signore non sono mai diventate famose quando era il tempo per farlo.

In questo secondo caso, è comprensibile il tentativo di agitare le manine per rimediare un invito in un salotto televisivo qualsiasi delle tre del pomeriggio, in qualche rete sotto-ammiraglia, ma temo che sia anche abbastanza inutile. La carta dell’omosessuale socialmente pericoloso per i destini ultimi del concetto di “normalità” è già stata giocata da ben noti leader omofobi, con libri annessi e palinsesti occupati al seguito.

Per cui, care femministe della differenza, se non volete essere declassate a “club delle poracce” delle due l’una: o superate a destra la De Mari con qualche novità assoluta, tipo piattole carnivore che si prendono solo i gheis (sì, scritto così) e roba simile, oppure magari cominciate a capire che un sereno pensionamento è opzione più che dignitosa. Di certo, più dello scadere nell’universo argomentativo di una sentinella qualsiasi, già difficile da riproporre al family day di Caltabellotta o alla festa della famiglia naturale di Cinisello Balsamo. Per dire, eh. Poi fate voi.

* = termine siciliano traducibile con “arrabbiate”, deriva da “raggia” e indica quella condizione perpetua di rosicamento a prescindere. Una sorta di Lord Voldemort, per simpatia, in collisione con Alessandra Mussolini per la compostezza dei toni. Mixate il tutto e avrete una diapositiva del fenomeno in questione.

Annunci

One thought on “Momento simpatia #7: le femministe della differenza

  1. Non so se il post sia serio o meno, lo prendo per serio e faccio alcuni commenti
    1) Ridurre la critica alla GPA a uno “problema” dei gay e’ una bellissima tattica usata dagli omofobi. La GPA e’ utilizzata per la maggior parte dei casi da coppie etero. Quindi immaginare uno scontro tra “femministe della differenza” (uso la tua definizione) e gay fa solo il gioco degli omofobi.
    2) usi l’espressione “quella sindrome da “vecchia mai stata moglie, senza mai figli, senza più voglie””. Complimenti davvero per l’utilizzo del piu’ becero linguaggio misogino. Sai vero che l’accusa tipica contro tutte le femministe (delle differenza o meno) era quelle essere invidiose della tranquilla vita familiare con un bel patriarca accanto?
    3) Io non ho ancora una posizione chiara sulla GPA (ma non sono contrario per partito preso), ma non mi pare cosi’ assurdo pensare che la GPA in alcuni casi sia un mezzo di oppressione e di sfruttamento della donna. So che e’ una fallacia logica, ma perche’ non si puo’ donare un organo dietro pagamento e posso pagare per avere in affitto l’utero?
    4) Forse sembrera’ retorico (ma non lo e’ affatto) ma e’ proprio necessario per essere genitori (etero e gay) mettere al mondo un altro essere vivente: non ci sono gia’ abbastanza bambini che hanno bisogno di genitori?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...